Attacchi a moschee, più di 80 morti

ISLAMABAD - Doppio attacco alle moschee di Lahore, in Pakistan, durante il venerdì di preghiera islamico. Un commando di uomini armati di granate ha assaltato due luoghi di culto, nei quartieri di Garhi Shahu e Model Town, provocando più di 80 morti e oltre cento feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio fornito dal vice governatore di Lahore, e bloccando circa duemila fedeli. Dopo alcune ore di scontri tra i miliziani e le forze dell’ordine, gli ostaggi sono stati tutti liberati. Gli attacchi hanno preso di mira la setta islamica Ahmadi, in passato spesso bersaglio delle organizzazione fondamentaliste sunnite. I luoghi di culto presi di mira si trovano a diversi chilometri di distanza l’uno dall’altro.

RIVENDICAZIONEL’attacco è stato rivendicato dalla branca del Punjab del Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp), movimento armato clandestino talebano in lotta con il governo centrale di Islamabad. Lo riferisce Geo Tv. Le forze di sicurezza hanno prima portato a termine l’operazione nella moschea di Model Town, dove sono stati liberati circa 1.500 fedeli. Qui sono state segnalate dieci vittime: sette terroristi hanno sferrato l’attacco alla moschea e gli agenti ne hanno uccisi cinque. Un altro è stato arrestato nel corso dell’operazione. Più tardi, sono tornati liberi anche i fedeli intrappolati nella moschea di Garhi Shahu.

 

RAID WAZIRISTAN – Ed è di almeno dodici morti il bilancio di un raid aereo compiuto venerdì mattina nel Waziristan pakistano. Secondo Al Jazeera un aereo senza pilota, probabilmente americano, ha lanciato dei razzi sul villaggio di Permel in mano ai talebani. In un altro attacco dell’esercito pakistano nella zona dell’Orakzai, nella parte meridionale dell’area tribale del Pakistan, sono morti 40 talebani.

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