È scontro tra Israele e l'Onu

MILANO - L’Egitto ha ordinato l’apertura dei suoi valichi con la Striscia di Gaza, chiusi da quando Hamas aveva assunto il controllo delle forze di sicurezza del territorio nel 2007, per consentire il passaggio degli aiuti umanitari e sanitari. La decisione assunta dal presidente Hosni Mubarak arriva all’indomani dell’attacco israeliano alla ‘Freedom Flotilla’ che intendeva consegnare aiuti ai palestinesi della Striscia. È stata autorizzata anche l’accoglienza dei palestinesi malati o feriti che vogliono farsi curare in Egitto.

LO SCONTRO – Intanto è scontro tra l’Onu e Israele. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è rimasto riunito per oltre dodici ore a New York, ha condannato gli atti sfociati nella perdita di vite umane durante l’operazione israeliana contro la flottiglia di attivisti filo-palestinesi. Il Consiglio di sicurezza ha anche chiesto un’inchiesta «rapida, imparziale, credibile e trasparente» e il rilascio degli attivisti e delle loro imbarcazioni.

ISRAELE: «CONDANNA IPOCRITA» – Israele, sebbene non citato direttamente nella dichiarazione dell’Onu, ha replicato definendo «ipocrita» la condanna del Consiglio di sicurezza dell’Onu alle azioni che hanno portato alla strage sulle navi degli attivisti filo-palestinesi diretti a Gaza. Per il portavoce del ministero degli Esteri, Yigal Palmor, la dichiarazione è stata «precipitosa e non ha lasciato un tempo i riflessione eptr considerare tutti i fatti». Per il portavoce israeliano si è trattato di «un riflesso condizionato basato unicamente su certe immagini televisive e su una certa dose di ipocrisia, non sulla conoscenza dei fatti». Palmor ha anche spiegato che finora è stato difficile dare un nome ai nove morti nel blitz israeliano sulle navi perchè gli altri attivisti si rifiutano di identificarli.

IL COMPROMESSO - I rappresentanti dei paesi membri del Consiglio Onu sono rimasti riuniti per oltre 12 ore, prima di arrivare a una conclusione frutto di una lunga e difficile mediazione. In particolare, sarebbero state distanti le posizioni della Turchia, assolutamente intransigente, e Stati Uniti, tradizionali alleati di Israele e orientati verso un documento più morbido. Grazie agli Usa, infatti, nella risoluzione non è apparsa alcuna condanna esplicita dell’assalto condotto dalla marina dello Stato ebraico. Nel corso della riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza, il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha ribadito la sua condanna all’incidente, chiedendo che sia svolta una inchiesta per fare luce sui fatti. Il capo della diplomazia turca ha detto che Israele ha "perso ogni legittimità internazionale", commettendo un "grave crimine" in spregio a "tutti i valori che abbiamo giurato di difendere dopo la creazione delle Nazioni Unite". La dichiarazione è stata approvata all’unanimità al termine di una seduta lunga oltre 12 ore, ed ha richiesto una lunga mediazione tra le richieste intransigenti della Turchia e la posizione più morbida degli Stati Uniti.

INSOSTENIBILE SITUAZIONE A GAZA - Il Consiglio Onu, inoltre, «sottolinea che la situazione a Gaza non è sostenibile» e ribadisce l’importanza di un’attuazione piena delle sue risoluzioni 1850 e 1860. Quest’ultima, che risale all’8 gennaio 2009, chiede che "siano forniti e distribuiti" aiuti umanitari a Gaza "senza alcuno ostacolo". Il Consiglio di sicurezza «sottolinea la necessità di un flusso sostenuto e regolare di beni e di persone verso Gaza, e della fornitura e distribuzione senza ostacolo di aiuti umanitari in tutto il territorio». Infine, «il Consiglio esprime il suo sostegno ai negoziati indiretti» tra israeliani e palestinesi sotto l’egida degli Stati Uniti, «ed esprime la sua preoccupazione per il fatto che questo incidente si verifica proprio mentre queste discussioni sono in corso». Il Consiglio «esorta le parti a dare prova di moderazione e ad evitare ogni atto unilaterale e di provocazione».

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