Israel, Non partecipiamo al Trattato

TEL AVIV – La Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nuclearie (Tnp) venerdì sera a New York aveva concluso i lavori con una dichiarazione finale che ripropone l’idea di un Medio Oriente senza armi atomiche. Sabato Israele ha chiarito che non parteciperà e non accetterà di essere sottoposto a ispezioni. Lo afferma in un comunicato ufficiale Nir Hefetz, consigliere per la stampa del premier Benyamin Netanyahu. La risoluzione del Tnp «è sbagliata alla base, e intrisa di ipocrisia» ha aggiunto Hefetz. La risoluzione del Tnp, secondo Hefetz, «ignora la realtà del Medio Oriente e le minacce vere che da esso giungono per il mondo intero. Quella risoluzione si concentra invece su Israele, unico Stato al mondo su cui incomba una minaccia di distruzione. Al contrario l’Iran, che viola pubblicamente il Tnp e dichiara apertamente di voler cancellare Israele dalla faccia della terra, non viene menzionato nella risoluzione».

ACCORDO – Il documento finale dell’Onu auspica che Israele aderisca al Tnp mettendo le sue testate nucleari, mai dichiarate ufficialmente, sotto il controllo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha accolto con soddisfazione l’accordo, definito «equilibrato e realista», ma ha sottolineato anche il proprio «forte» disaccordo con il fatto che Israele sia l’unico Paese menzionato nella sezione dedicata alla denuclearizzazione del Medio Oriente. Viene indetta per il 2012 una conferenza internazionale per la denuclearizzazione del Medio Oriente e l’eliminazione dalla regione delle armi di distruzione di massa. Fonti della Casa Bianca hanno però reso noto che – pur approvando l’ipotesi di una Conferenza internazionale – questa si svolgerà solo «se le necessarie condizioni saranno soddisfatte»: ovvero, se Israele accetterà di parteciparvi.

NON VINCOLATI – «Il problema vero degli armamenti di distruzione di massa in Medio Oriente non ha a che vedere con Israele, ma con quei Paesi che pur avendo sottoscritto il Tnp lo hanno violato con faccia tosta, continuando al tempo stesso a fomentare il terrorismo: l’Iraq di Saddam Hussein, la Libia, la Siria, l’Iran. Ne consegue – afferma Hefetz – che la risoluzione del Tnp non solo non favorisce la sicurezza regionale, ma la allontana. Come Paese che non ha aderito al Tnp – prosegue Hefetz – Israele non è vincolato alle sue decisioni e non gli attribuisce alcuna autorità. Visto il carattere distorto della risoluzione, Israele non prenderà parte alla sua realizzazione». Hefetz ha così proseguito: «Prendiamo nota delle precisazioni importanti che abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti. La questione sarà sollevata nell’incontro di martedì prossimo fra Obama e Netanyahu».

«BAN KI-MOON COME WALDHEIM» – Il senatore del Pdl Luigi Compagna, componente della commissione Esteri di Palazzo Madama, si schiera dalla parte di Israele e accusa il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon di essere il «continuatore» di Kurt Waldheim, l’austriaco che aveva fatto parte dell’esercito nazista e che tra il 1972 e il 1981 fu il segretario generale delle Nazioni Unite.

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