Ecco il webmagazine di al Qaeda

La grafica è vivace, i commenti sono volutamente provocanti e l’interattività è il suo punto forte, come si conviene a ogni pubblicazione su internet. Non manca neppure un pizzico di (perverso) umorismo. Ma "Inspire" (Ispirare), il giornale apparso in questi giorni sul web, non è un sito di informazione come tutti gli altri. Lo si intuisce già dal sottotitolo: "Ispirare i credenti". Ispirarli, sì, ma non tanto alla devozione o alle opere di bene, quanto al terrorismo, perché il nuovo periodico online si presenta come "il primo newsmagazine di al Qaeda in lingua inglese".

L’indice del numero inaugurale annuncia un "manuale dettagliato, facile da leggere, su come preparare una bomba con ingredienti che potete trovare nella cucina di casa", firmato con le psudonimo (è questo – se vogliamo – il pizzico di humour nero) "the AQ Chef", ovvero il Cuoco di al Qaeda. Un altro articolo spiega come "inviare e ricevere messaggi in codice". Poi c’è un’intervista "esclusiva" allo sceicco Abu Basir, uno dei leader di al Qaeda nella penisola arabica. E un editoriale di Osama bin Laden, intitolato "Come salvare la terra" (umorismo involontario, ma purtroppo non c’è niente da ridere).

Senonché la maggior parte dei servizi annunciati nell’indice non compaiono quando ci si clicca sopra con il mouse. Secondo esperti di intelligence americani e britannici non è ancora chiaro se l’assenza del materiale sia dovuto un’iniziativa di hackers al servizio dell’antiterrorismo occidentale, che avrebbero potuto contagiare il sito con un virus, rendendolo inoperante; o se è soltanto il risultato di un semplice ritardo o di qualche difetto tecnico che potrebbe essere riparato dai promotori dell’iniziativa nei prossimi giorni. C’è anche una terza possibilità, naturalmente: che si tratti di uno scherzo, di una paroda, una presa in giro. Ma le intenzioni di "Inspire", da quel poco che l’indice e altre due paginette lasciano intravedere, sembrano serie.

La pubblicazione pare una creatura di Anwar al-Awlaki, un predicatore islamico estremista da tempo ricercato dai servizi segreti americani: attualmente sarebbe nascosto in una zona tribale dello Yemen. Secondo l’indice, "Inspire" ha 62 pagine. Lo scopo è chiaramente quello di fare propaganda, in inglese, ad al Qaeda e di reclutare potenziali terroristi in Occidente, in particolare tra quei musulmani che non parlano l’arabo o non lo parlano abbastanza bene. "Inspire", pubblicato da Malahim Media, un gruppo editoriale che pubblica altre riviste online che sostengono il terrorismo, invita i lettori a inviare articoli, commenti e suggerimenti. "E’ nostra intenzione fare di questo giornale una piattaforma per presentare le più importanti questioni con cui deve confrontarsi oggi la nazione islamica", afferma l’editoriale. Osserva Bruce Riedel, un ex-agente della Cia che ora lavora per il Brooking Institution di Washington: "E’ un giornale che si rigolge chiaramente agli aspiranti combattenti della guerra santa in America o nel Regno Unito, in cerca del prossimo assassino di Fort Hood o del prossimo bombarolo di Times Square".

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