No al divorzio

Il governo egiziano ha deciso di preparare una nuova legge sullo stato di famiglia per i non musulmani. L’annuncio l’ha dato il ministro della Giustizia, Mamdouh Marei, e con grande probabilità è da leggere come una risposta alla decisa presa di posizione della Chiesa copta, che ha definito "inapplicabile" per i suoi seguaci la sentenza dell’alta corte egiziana secondo la quale i divorziati copti si possono risposare. Il comitato tecnico che ha cominciato a lavorare oggi include rappresentanti delle religioni cristiane e dovrebbe presentare una bozza entro un mese.
La nuova legge sulla stato di famiglia per i non musulmani, ha sottolineato il ministro, sarà compatibile col loro credo. La chiesa copta ha più volte sollecitato l’adozione del testo unico sul diritto di famiglia per i non islamici, sottoscritto dai rappresentati delle confessioni cristiane presenti in Egitto per la prima volta nel 1980 e presentato all’Assemblea del popolo e successivamente al ministro della Giustizia dell’epoca nel 1998. La Chiesa copta lamenta il fatto che questo testo unificato non sia mai stato approvato dal Parlamento. I copti rappresentano il dieci per cento della popolazione egiziana, a stragrande maggioranza musulmana, e sono una minoranza che esprime personalità influenti, soprattutto nel mondo dell’imprenditoria.

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