A Kabul le salme degli 8 medici trucidati

KABUL - I corpi degli otto medici occidentali trucidati sabato nel nord dell’Afghanistan sono arrivati a Kabul, mentre continua l’inchiesta per determinare i responsabili del massacro, rivendicato dai talebani. Sei medici americani, una britannica e una tedesca, tutti membri dell’ong cristiana International Assistance Mission (Iam) e due interpreti afgani sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco, in quella che è stata una vera e propria esecuzione, nella provinci nord-orientale del Badakhshan. Nella rivendicazione i talebani li hanno accusato di essere dei "missionari" e delle spie per

DA ANNI IN AFGHANISTAN - Da anni i medici trucidati portavano cure e soccorsi in Afghanistan. Sono tornati a Kabul chiusi nelle bare dopo la morte. Prosegue intanto l’inchiesta per stabilire chi li ha uccisi all’indomani della rivendicazione, mentre continuano le violenze nel Paese asiatico con l’uccisione domenica di quattro poliziotti a Herat. L’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul ha annunciato che i corpi sono giunti a Kabul a metà giornata e che «personale del consolato, agenti dell’Fbi, rappresentanti delle ambasciate di Germania e Gran Bretagna procederanno poi con l’identificazione». Il gruppo di volontari uccisi, medici, dentisti, infermieri e oftalmologi, era guidato dall’americano Tom Little, che da anni viveva a Kabul, secondo quanto ha detto Dick Frans, il direttore esecutivo della International Assistance Mission (Iam), l’ong cristiana per la quale lavorava Little. L’uomo viveva in Afghanistan dalla fine degli anni Settanta e parlava correttamente la lingua dari, non nascondeva la propria fede, ma non cercava di convertire gli afghani, ha aggiunto Dick Frans.

LA DOTTORESSA INGLESE - Little aveva portato con sè la dottoressa Karen Woo, cittadina inglese di 36 anni, che aveva lasciato un impiego nel settore privato a Londra per lavorare a Kabul. «Sette degli otto volontari uccisi stavano di base in Afghanistan. Un cittadino americano era giunto qui per questa missione, ma era già venuto cinque o sei volte in passato», ha sottolineato Frans. In base alle prime indagini, gli otto medici viaggiavano a bordo di fuoristrada accompagnato da due volontari locali, ma senza scorta, quando giunti nei pressi del Nouristan, provincia sotto forte influenza talebana, è stato sorpreso da un gruppo di uomini che li ha fatti scendere dalle auto e trucidati dopo averli messi in fila. E mentre la Commissione indipendente afghana per i diritti umani ha reso noto che sono 1.325 le vittime civili uccise dall’inizio dell’anno, anche oggi il Paese asiatico ha vissuto un’altra giornata di violenza. Quattro agenti – tra cui una donna – sono morti in un attentato suicida compiuto con un’autobomba lanciata contro un convoglio della polizia a Herat, nella zona dove opera il contingente militare italiano.

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