Arriva Gheddafi, Roma si prepara a tutto

Dopo un doppio cambio di programma e fatte salve altre novità dell’ultima ora, il colonnello Gheddafi è arrivato a Roma per celebrare il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia fra Italia e Libia. Il suo aereo è atterrato a Ciampino attorno alle 13,30. Sempre imprevedibile, Gheddafi – che indossava la tradizionale jeard libi e che è sceso dalla scaletta del velivolo scortato da due delle donne che compongono la sua scorta personale – è stato accolto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, e dall’ambasciatore libico in Italia, Abdulhafed Gaddur. Dopo i saluti da cerimoniale, per il leader libico sono previste oltre 24 ore di appuntamenti privati: fino cioè alle 17 di lunedì, quando si terrà il primo appuntamento ufficiale della visita, il convegno all’Accademia libica su «I rapporti fra Libia e Italia», seguito da una mostra fotografica sulla storia del paese nordafricano.

I BIG E LE HOSTESS – Pochi i dati certi, molte le indiscrezioni sulla prima parte della visita di Gheddafi: dagli incontri riservati con big della finanza e dell’industria italiani (è circolato ad esempio il nome del numero uno dell’Eni, Paolo Scaroni, ma non ci sono conferme) a passeggiate "spontanee" e caffè nel centro di Roma, e forse perfino a nuovi "seminari" sull’islam da impartire a ragazze e forse anche ragazzi italiani, simili a quelli dell’anno scorso che destarono un certo scalpore. Un centinaio di avvenenti ragazze in abiti eleganti sta aspettando l’arrivo di Gheddafi nel cortile dell’Accademia libica a Roma, situata nei pressi della residenza dell’ambasciatore libico sulla Cassia, dove il colonnello sarà ospitato con la sua inseparabile tenda beduina, che la volta scorsa venne invece montata nei giardini di villa Doria Pamphilj. Tre pullman hanno accompagnato sul posto le ragazze, reclutate dall’agenzia Hostessweb, che già si era occupata di convocare le 200 ragazze che hanno seguito lo scorso anno gli insegnamenti del leader libico sulla religione islamica.

SCORTA DI AMAZZONI - Anche stavolta il leader libico ha portato con sé la sua scorta di amazzoni e la già citata tenda beduina. Al seguito del raiss ci sono poi 30 cavalli arabi con altrettanti cavalieri: lunedì sera, alle 21, si esibiranno nel corso delle celebrazioni previste alla caserma Salvo D’Acquisto, alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I purosangue saranno ospitati nelle scuderie del IV Reggimento dei Carabinieri a cavallo fino al loro ritorno in patria. Lo spettacolo dovrebbe cominciare con alcuni cavalieri libici e proseguirà con il celeberrimo Carosello dei Carabinieri, che andrà in scena proprio in onore del leader libico e vedrà la partecipazione di circa 130 cavalli e cavalieri dell’Arma, due squadroni e una fanfara. Ultimo atto sarà la cena in caserma offerta dal premier italiano, e un ricevimento con 800 invitati.

LE POLEMICHE - Critiche al governo italiano per l’eccesso di accondiscendenza nei confronti del raiss sono arrivate dall’Italia dei Valori. «Il governo Berlusconi si occupa della tenda di Gheddafi ma non si preoccupa delle tende dell’Aquila» aveva detto il senatore Stefano Pedica che aveva accusato l’eseucito di «totale asservimento agli sfizi del dittatore libico, che ha preso il nostro paese come località di vacanza all inclusive». Ai dipietristi replica Margherita Boniver, del Pdl: «L’Idv attacca Berlusconi per aver firmato lo storico trattato di cooperazione e amicizia con la Libia. Si dimentica che il trattato di Bengasi è stato costruito pezzo su pezzo dopo diversi anni di trattativa tra i vari governi italiani e il leader libico, quindi non è frutto di una sola politica. La ricorrenza che viene celebrata lunedì porterà grandi vantaggi e soprattutto la fine dell’epoca coloniale. Ne beneficeranno le imprese, si continueranno ad avere benefici sulla collaborazione nella lotta all’immigrazione clandestina e ci auguriamo potranno avere qualche risarcimento anche le migliaia di cittadini italiani cacciati su due piedi negli anni 70. Tutto questo è evidente per un trattato molto positivo e quindi oltre alle prevedibili eccentricità di Gheddafi bisogna guardare al futuro e continuare sulla giusta strada».

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