Gheddafi a Roma, i vescovi: “Un’incresciosa messa in scena”

Pur riconoscendo i benefici della riconciliazione tra i due paesi come incentivo alla cooperazione, i vescovi non hanno gradito alcuni passaggi dei discorsi del colonnello, in primis la propaganda islamica con il gruppo di hostess pagate per ascoltare le sue parole.

Nell’editoriale firmato dal direttore Marco Tarquinio si sottolinea infatti non solo la spettacolarità ma l’intento volutamente provocatorio dell’invito di Gheddafi a convertirsi all’Islam che agli occhi dei vescovi è risultato uno dei momenti più " incresciosi e urtanti".

La conclusione dell’editoriale è comunque che la visita potrà avere un effetto boomerang ovvero essere una dimostrazione "di quanto possano confondersi persino in certo islam giudicato non (piu’) estremista piano politico e piano religioso”.

Nonostante le polemiche la rinnovata amicizia tra Libia e Italia resta comunque un successo nelle parole del premer Silvio Berlusconi che giudica le critiche come sintomo di chiusura in "schemi superati". Le celebrazioni in onore del Trattato di Bengasi, firmato nel 2008 tra Berlusconi e Gheddafi, si sono concluse ieri con una cena di gala e questa mattina il leader libico è ripartito per Tripoli.

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