Nuovi attacchi a Carla Bruni dall'Iran: "merita di morire"

Dopo gli insulti, il quotidiano iraniano Kayhan passa alle minacce. Anche oggi l’organo di stampa ultraconservatore è tornato alla carica contro la première dame francese, Carla Bruni, colpevole di aver preso le difese di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana accusata di adulterio e per questo condannata alla lapidazione.

Il quotidiano ultraconservatore, che aveva dato della "prostituta" per la sua vita privata "immorale" alla moglie del presidente Sarkozy, ha rinnovato i suoi attacchi in un articolo in cui si respinge "l’indignazione di questa prostituta italiana. L’esame degli antecedenti di Carla Bruni mostra chiaramente il perché questa donna immorale abbia sostenuto una iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all’omicidio del marito e infatti lei stessa merita la morte".

Intanto arriva anche la risposta francese con una dura presa di posizione contro la stampa iraniana. «Gli insulti comparsi sul quotidiano Kayhan e ripresi dai siti iraniani contro diverse personalità francesi, inclusa la signora Carla Bruni-Sarkozy, sono inaccettabili – ha sostenuto il portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero – Stiamo facendo passare questo messaggio attraverso i normali canali diplomatici».

In precedenza, per il governo iraniano si era espresso il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast, che aveva condannato gli "insulti" alla moglie del Presidente: «La Repubblica islamica d’Iran non appoggia chi insulta le autorità di altri Paesi e usa parole offensive – aveva sostenuto Mehmanparast – Non riteniamo che usare parole indecenti e offensive sia una mossa giusta, spero che i media stiano più attenti. Possono criticare le politiche ostili di altri Paesi, ma devono evitare di usare termini che insultano. Questo non è corretto».

Intanto Ashtiani, 43 anni e madre di due bambini, ha già ricevuto 99 frustate: lei è accusata di aver avuto due relazioni extra-coniugali. La donne è stata condannata alla lapidazione con l’accusa di coinvolgimento nell’uccisione del marito ma la sentenza è stata sospesa in attesa di una revisione del processo.

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