Pakistan: tre attentati 30 morti e 200 feriti

Una serie di attentati sferrati in Pakistan nella giornata di mercoledì rischia di far precipitare il Paese in un grave conflitto settario. Almeno 29 persone sono morte e più di 200 sono rimaste ferite – e di queste una trentina sono in condizioni particolarmente gravi – in diversi attacchi suicidi contro una processione religiosa sciita a Lahore, nel Pakistan orientale, alla quale partecipavano migliaia di fedeli. Due kamikaze si sono fatti esplodere nella moschea di Karbala Gambay Shah e il terzo alla porta di Bhatti.

FOLLA CONTRO LA POLIZIA - La processione sciita, che si svolge tutti gli anni il 21esimo giorno di Ramadan, ricorda Hazrat Ali, genero di Maometto ucciso in una moschea nell’anno 661. Una folla di persone, inferocite per gli attacchi terroristici, ha poi protestato violentemente, iniziato a lanciare pietre e ha attaccato la polizia. Una stazione di polizia è stata data alle fiamme. Gli agenti sono intervenuti con gas lacrimogeni e spari in aria per disperdere i manifestanti.

GLI ALTRI ATTENTATI - Contro una processione simile a quella di Lahore, ma che si stava svolgendo a Karachi, nel Pakistan meridionale, uomini armati hanno aperto fuoco, ferendo almeno otto persone e uccidendo un poliziotto. E nella città di Multan, nel Punjab, un altro corteo funebre è stato attaccato a colpi di pietre. Il gruppo terroristico Lashkar-e-Jhangvi, legato ad al-Qaeda e noto per le sue posizioni anti-sciite, ha rivendicato la responsabilità degli attacchi, sferrati in serata quando i musulmani rompono il digiuno del Ramadan. Il premier pakistano Yusuf Raza Gillani ha condannato gli attacchi, assicurando che i responsabili non si sottrarranno alla giustizia. La polizia ha riferito di aver recuperato i resti di un attentatore suicida.

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