sit-in a Roma, L'Iran processa giornalista scomoda

Il movimento internazionale in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani cresce ogni giorno, e arriva domani a Roma, con la prima manifestazione prevista davanti all’ambasciata iraniana. "Bisogna far sapere all’intera comunità internazionale che l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh", hanno detto in ministri Franco Frattini e Mara Carfagna, che hanno anche deciso di esporre una gigantografia della donna iraniana condannata alla lapidazione sulla facciata del ministero delle Pari Opportunità. "Da oggi, e fino a quando Sakineh non sarà salva e libera – hanno spiegato Frattini e Carfagna – il suo volto ci guarderà dal palazzo del governo italiano". L’Italia, ha detto ancora il titolare della Farnesina, sta moltiplicando le iniziative diplomatiche per chiedere la grazia della condannata a morte, rinchiusa in una prigione di Tabriz, nel nord dell’Iran.

La battaglia per Sakineh sta diventando ormai un affare di Stato in Francia. Il presidente Nicolas Sarkozy ha detto di aver preso personalmente la "responsabiltà" della vicenda, il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, ha chiesto all’Ue di pensare a nuove sanzioni contro l’Iran. Il messaggio a Sakineh della moglie del capo dello Stato, ha provocato ieri nuove tensioni nei rapporti tra Parigi e Teheran. La first lady è stata insultata e minacciata di morte da un giornale ultraconservatore di Teheran. Nonostante il regime iraniano si sia dissociato, il portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero, ha definito "inaccettabili" gli articoli pubblicati dalla stampa iraniana contro Carla Bruni-Sarkozy. Valero è tornato oggi a parlarne, chiedendo anche la liberazione di Ebrahim Hamidi, il giovane iraniano di 18 anni condannato a morte per impiccagione nel suo paese perché omosessuale. Secondo il Quai d’Orsay questo nuovo caso sottolinea "il degrado costante dei diritti umani in Iran". Anche per Ebrahim è stato pubblicato sul quotidiano Le Monde un appello di alcuni intellettuali, tra i quali Philippe Besson, Atiq Rahimi, Jonathan Littell e Claude Lanzmann. Un altro caso, quello della giornalista Shiva Nazarahari, è stato denunciato dal filosofo e scrittore Daniel Salvatore Schiffer, già promotore dell’appello per Sakineh. "Questa giornalista iraniana di 26 anni – racconta – sarà processata il 4 settembre soltanto per aver scritto articoli sgraditi al regime, e anche lei rischia la vita".

Domani alle 16.30 sarà organizzato un presidio davanti all’ambasciata iraniana a Roma. "Chiediamo a tutte le forze politiche e democratiche, alle associazioni ed ai movimenti di partecipare senza vessilli di partito" ha detto Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi. "Quella per Sakineh non è una battaglia di parte ma una mobilitazione a favore della vita e per il rispetto dei diritti umani". Il Pd e l’Idv hanno già annunciato la partecipazione al presidio di domani. Intanto, una gigantografia di Sakineh è stata esposta nel centro di Firenze, sul mercato di San Lorenzo, su iniziativa del presidente della Provincia, Andrea Barducci.

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