ancora niente di deciso

Il ministro degli Esteri Frattini torna sulla questione della possibile lapidazione di Sakineh già venerdì prossimo, alla fine del Ramadan. «Già l’altro ieri abbiamo fatto un passo a Teheran in coordinamento con la presidenza belga dell’Ue – ha detto in un’intervista a Radio1 – : il nostro ambasciatore ha incontrato le autorità iraniane che ci hanno riferito che nessuna decisione è stata ancora presa». Sakineh Mohammadi Ashtiani, donna iraniana di 43 anni, è stata condannata alla lapidazione per adulterio nel 2006.

IL FIGLIO RINGRAZIA - Intanto il figlio della donna condannata ringrazia l’Italia. Ma, dice, serve di più. «Gli stati devono mostrarsi più esigenti e severi verso il governo iraniano, servono passi solenni, come la convocazione dell’ambasciatore, o l’inasprimento delle sanzioni. Purtroppo con Teheran funzionano soltanto i rapporti di forza». Il Vaticano e il ministro degli esteri Frattini hanno raccolto l’appello ma il rischio che la mobilitazione internazionale sia servita a poco incombe sulle notizie confuse che circolano intorno a Teheran. Secondo alcune voci l’esecuzione di Sakineh potrebbe diventare l’evento di chiusura del mese di Ramadam, l’Eid al-Fitr. Nel giorno dell’Eid, il primo giorno del mese successivo a quello del Ramadan che potrebbe cadere il 9 o il 10 settembre (bisogna attendere la serata di mercoledì 8 settembre, quando in base alla Luna, le autorità dell’Arabia Saudita annunceranno la fine del mese di digiuno) i fedeli sono soliti riunirsi in moschea nella prima mattinata per pregare insieme e sono tenuti a recitare la preghiera del Takbir (durante la quale si grida Allah Akbar, Allah è grande) prima della preghiera vera e propria. E Sakineh potrebbe essere lapidata proprio in concomitanza con la fine del mese sacro. Ipotesi che troverebbe conferma nella parole del figlio a cui un responsabile della prigione avrebbe detto a sua madre che «la sua esecuzione sarebbe prevista per domenica alle 6». Da Parigi, invece, il filosofo Bernard-Henri Levy, nell’annunciare che sotto la sua petizione per la liberazione di Sakineh ci sono già 80.000 firme, dice: «rischia di essere lapidata venerdì prossimo, di sera, alla fine del Ramadan».

NOTIZIE CONFUSE - Sajjad ritiene importante l’iniziativa del ministro degli Esteri Franco Frattini, che ieri si è offerto di incontrare il collega iraniano Mottaki a margine della prossima Assemblea generale dell’Onu a New York: «Se Mottaki accetterà sarà importante, e potrà essere un passo efficace per ottenere la liberazione di mia madre», dice. Di Sakineh non ha notizie recenti. E quello che trapela dal carcere non è incoraggiante: «L’hanno messa in isolamento – afferma – non ho notizie dirette da 20 giorni, le visite sono sempre più difficili per lei». Anche le voci che ad ogni weekend si fanno più intense di una sua imminente esecuzione sono incontrollate: «Le lasciano trapelare apposta dalla prigione – dice Sajjad – per fare pressione su mia madre, per terrorizzarla». È difficile orientarsi nella pioggia di notizie, ipotesi e depistaggi che circondano ormai Sakineh come una ragnatela.

99 FRUSTATE - Quello che è certo, sostiene il figlio, è che le 99 frustate gliele hanno date. «La pena è stata eseguita, anche se le autorità del carcere non hanno voluto dirlo ufficialmente.», dice. «Forse se ne vergognano. Tutto è stato provocato da quella foto senza chador diffusa da un suo ex avvocato. Non è mia madre, l’ho spiegato. Ma intanto, gli è valsa una nuova accusa di indecenza». E altre 99 frustate

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