Via la cittadinanza a immigrati che attaccano polizia

Fu proprio Sarkozy a proporre di annullare il processo di naturalizzazione di immigrati accusati di aver messo in pericolo la vita di alcuni agenti nel luglio scorso, in risposta a tre giorni di rivolta nei sobborghi di Grenoble, nel sud della Francia, dopo che la polizia uccise un presunto rapinatore armato.

Ma le proposte del presidente, e la richiesta del ministro dell’Interno Brice Hortefeux di revocare la cittadinanza anche ai sostenitori della poligamia e dell’infibulazione, sono state duramente criticare dall’opposizione e da alcuni esperti di diritto. In un comunicato diffuso dopo un vertice tra Sarkozy e i ministri responsabili della sicurezza, dell’immigrazione e della giustizia, il suo ufficio ha detto che il presidente ha sottolineato la sua determinazione ad applicare le misure annunciate a luglio "il più presto possibile".

L’ufficio ha specificato che la misura si applicherà agli immigrati che hanno ottenuto la nazionalità francese negli ultimi 10 anni e che "mettono in pericolo la vita di una persona incaricata della sicurezza pubblica, in particolare di polizia e gendarmi".

Il ministro dell’Immigrazione di Sarkozy, Eric Besson, ha espresso dubbi sulla traduzione in legge delle proposte del collega Hortefeux, che sono state poi accantonate. Ma in ogni caso una serie di esperti di diritto dicono che il Consiglio Costituzionale potrebbe rigettare la legge, che per alcuni critici contrasta con l’articolo 1, secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza riguardo per razza, credo od origine.

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