Egitto, strage davanti alla chiesa cristiana

Nella notte di Capodanno, cristiani ancora nel mirino. È di 21 morti il bilancio ufficiale per l’esplosione di un’autobomba dinanzi a una chiesa copta ad Alessandria d’Egitto. L’attentato è stato compiuto dinanzi la Chiesa dei Santi (Al-Qiddissine), nel quartiere alessandrino di Sidi Bishr, quindici minuti dopo la mezzanotte, quando dentro la chiesa c’erano un migliaio di fedeli per la tradizionale cerimonia per il nuovo anno. Secondo le prime ricostruzioni l’automobile imbottita di esplosivo, una Skoda verde, è stata parcheggiata davanti alla chiesa dieci minuti prima dello scoppio.

FORSE UN KAMIKAZE - Il ministro dell’Interno egiziano ha detto che l’attentato è stato probabilmente compiuto da un attentatore suicida. Un testimone ha invece riferito alla tv di aver visto alcune persone scendere dal veicolo. Lo scoppio, fortissimo, è avvenuto quando i fedeli uscivano dalla chiesa e si è immediatamente propagato alle automobili vicine, che sono esplose moltiplicando l’effetto devastante. L’esplosione ha danneggiato anche una moschea vicino alla chiesa, causando il ferimento di 8 musulmani.

I TAFFERUGLI - Dopo l’esplosione, centinaia di cristiani furenti si sono scontrati con la polizia e i musulmani locali, lanciando pietre e scagliandosi contro la vicina moschea. Manifestanti hanno fatto irruzione nel luogo sacro, gettando i libri in strada; sul posto è accorsa la polizia che ha dovuto disperdere la folla con i gas lacrimogeni. La situazione è quindi tornata sotto controllo, ma la situazione è ancora molto tesa.

L’APPELLO DI MUBARAK - Qualche ora dopo l’attentato, il presidente Hosni Mubarak ha fatto un appello all’unità rivolto a cristiani e musulmani. Per ora non c’è stato alcuna rivendicazione, ma Al Qaeda ha da tempo minacciato i cristiani e fatto un appello a punire la comunità copta che – sostiene la rete terroristica – trattiene contro la loro volontà due mogli di sacerdoti che si sarebbero convertite all’Islam. In un Paese che soffre di crescenti divisioni settarie, Mubarak ha invitato «i figli dell’Egitto, copti e musulmani» a serrare le fila «contro il terrorismo». Refaa-al-Tahtawi, portavoce di Al-Azhar, la principale istituzione di studio dell’Islam sunnita con sede al Cairo, ha denunciato l’attacco sostenendo che mira «all’unità nazionale egiziana». L’attentato è il più grave compiuto in Egitto negli ultimi anni, il più sanguinoso contro la comunità cristiana in Egitto, che rappresenta il 10 per cento della popolazione.

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