Ora gesti concreti

Dopo che nella notte un’autobomba davanti a una chiesa di Alessandria d’Egitto ha causato almeno 21 morti, stamane papa Benedetto XVI ha rivolto un appello alle Nazioni Unite perché difendano i cristiani. Lo ha detto nell’omelia della Messa di Capodanno, giorno dedicato dalla Chiesa alla Pace. Subito dopo, all’Angelus, ha annunciato che nel 25° anniversario del primo incontro interreligioso per la pace indetto da papa Wojtyla, Benedetto XVI ne convocherà uno, sempre ad Assisi, a ottobre, perchè cristiani di diverse confessioni e fedeli di diverse religioni possano «rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la propria fede religiosa come servizio alla causa della pace».

All’Angelus ha anche detto che laicismo e fondamentalismo religioso sono forze opposte, ma in realtà convergenti: nel mondo di oggi «assistiamo a due tendenze opposte, due estremi entrambi negativi: da una parte il laicismo, che emargina la religione per confinarla nella sfera privata; dall’altra il fondamentalismo, che invece vorrebbe imporla a tutti con la forza». Lo ha detto nel breve saluto rivolto agli oltre 60 mila fedeli presenti in piazza San Pietro per l’Angelus, dove ha aggiounto che «La pace – non si raggiunge con le armi, né con il potere economico, politico, culturale e mediatico. La pace è opera di coscienze che si aprono alla verità e all’amore».

Nell’omelia della Messa di Capodanno, Benedetto XVI ha parlato delle persecuzuzioni e dei sempre più numerosi attentati ai cristiani: «Di fronte alle «minacciose tensioni del momento, di fronte specialmente alle discriminazioni, ai soprusi e alle intolleranze religiose, che oggi colpiscono in modo particolare i cristiani, ancora una volta rivolgo un pressante invito a non cedere allo sconforto e alla rassegnazione. Si tratta di un difficile compito per il quale non bastano le parole: occorre l’impegno concreto e costante dei responsabili delle Nazioni». Papa Benedetto XVI lo ha detto nella messa di Capodanno, che ha celebrato davanti a circa diecimila fedeli in San Pietro insieme con il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il presidente del Pontificio consiglio per la Giustizia e la pace card. Peter Kodwo Turkson.

Nella omelia il Papa ha riproposto alcune frasi del messaggio per la 44.ma Giornata mondiale per la pace, che la Chiesa vive oggi, intitolata quest’anno alla libertà religiosa. Il Papa in particolare ha citato dal messaggio le frasi sulla «libertà religiosa elemento imprescindibile di uno Stato di diritto» e quelle sul mondo che ha «bisogno di Dio, ha bisogno di valori etici e spirituali, universali e condivisi, e la religione può offrire un contributo prezioso nella loro ricerca, per la costruzione…» di pace e ordine sociale giusto. «L’umanità – ha detto – non può mostrarsi rassegnata alla forza negativa dell’egoismo e della violenza; non deve fare l’abitudine a conflitti che provocano vittime e mettono a rischio il futuro dei popoli».

«E’ necessario soprattutto che ogni persona sia animata dall’autentico spirito di pace, da implorare sempre nuovamente nella preghiera e da vivere nelle relazioni quotidiane, in ogni ambiente». Il Papa invita a raccogliere «il grido di tanti uomini, donne, bambini e anziani vittime della guerra, che è il volto più orrendo della storia». E esorta i cristiani, «specialmente con la preghiera» ad «aiutare ogni uomo e ogni popolo, in particolare quanti hanno responsabilità di governo, a camminare in modo sempre più deciso sulla via della pace».

Dal 1968 il primo dell’anno per la Chiesa cattolica è dedicato alla Giornata mondiale della pace, che Benedetto XVI ha intitolato quest’anno alla «Libertà religiosa, via per la pace». La Chiesa, ha detto papa Ratzinger, «chiede al Signore di benedire il nuovo anno appena iniziato, nella consapevolezza che, dinanzi ai tragici eventi che segnano la storia, dinanzi alle logiche di guerra che purtroppo non sono ancora del tutto superate, solo Dio può toccare l’animo umano nel profondo e assicurare speranza e pace all’umanità. È ormai consolidata tradizione, infatti, – ha aggiunto – che il primo giorno dell’anno la Chiesa, sparsa in tutto il mondo, elevi una corale preghiera per invocare la pace. È bene iniziare un nuovo tratto di cammino ponendosi con decisione sulla via della pace. Noi oggi preghiamo affinché la pace, che gli angeli hanno annunciato ai pastori la notte di Natale, possa giungere ovunque».

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