Obama: «Al Qaeda prepara un attacco»

WASHINGTON – Al Qaeda è ancora attiva e dai santuari in Pakistan «sta preparando un attacco» contro il territorio americano. Barack Obama, annunciando la nuova strategia anti-terrorismo degli Usa, lancia l’allarme. «L’obiettivo primario – ribadisce il presidente – è quello di smantellare» la rete terroristica di Osama bin Laden. Ma per raggiungere questo scopo sarà cruciale il ruolo di Islamabad. «Il confine tra Afghanistan e Pakistan – spiega – è la zona più pericolosa del mondo per gli americani».

AFGHANISTAN – «Secondo numerose analisi dell’intelligence Al Qaeda sta progettando attivamente degli attacchi contro gli Stati Uniti dal suo rifugio in Pakistan» spiega Obama. E anche in Afghanistan la situazione sta diventando sempre più pericolosa: «Il 2008 è stato l’anno con più caduti americani nella guerra». Per questo serve maggiore impegno: saranno inviati 4mila soldati come addestratori delle forze di sicurezza locali e ci sarà un maggiore impegno civile. Accelereremo il nostro sforzo per creare un esercito afghano con 134mila unità e una forza di polizia con almeno 82mila unità in modo da affidare sempre più la responsabilità della sicurezza alle forze locali». Obama ha ordinato l’invio di altri 17mila soldati in Afghanistan, chiesti mesi fa dal generale McKiernan: «Questi soldati e marines aggiuntivi porteranno la lotta contro i talebani nel sud e nell’est e ci daranno una più ampia possibilità di agire in partnership con le forze di sicurezza dell’Afghanistan e dare la caccia agli insorti lungo il confine. Questo incremento di truppe servirà anche a dare più sicurezza in vista delle importanti elezioni presidenziali del prossimo agosto». Gli Stati Uniti non chiuderanno gli occhi sulla corruzione in seno al governo di Kabul soprattutto ora che l’Afghanistan potrà beneficiare di un maggiore aiuto.

PAKISTAN – Ma il destino dell’Afghanistan, ripete Obama, è legato a quello del Pakistan. Da una parte Islamabad deve dimostrate il suo impegno contro i terroristi, dall’altra gli Usa si impegnano a fornire al Pakistan un miliardo e mezzo di dollari all’anno per cinque anni. «Serviranno a costruire scuole, strade e ospedali e a rafforzare la democrazia pakistana».

IL PIANO – Nel presentare il suo «piano complessivo» per l’Afghanistan e il Pakistan, Obama riconosce che in questa situazione di incertezza molti americani si domandano «perché siamo ancora lì, perché i nostri uomini e le nostre donne vengono uccisi». Il presidente afferma che in quei due Paesi è in gioco la sicurezza degli Stati Uniti e del resto della comunità internazionale: «È una sfida alla sicurezza internazionale al più alto livello – spiega – la sicurezza delle persone di tutto il mondo è in gioco». Per questo, gli Stati Uniti devono «scardinare, sconfiggere e smantellare» la rete terroristica in questi paesi. E per farlo è importante che gli americani capiscano che non solo l’Afghanistan, ma anche il Pakistan «ha bisogno del nostro aiuto». Mentre a Kabul bisogna fare di tutto perché il governo non cada sotto i talebani e riesca a bloccare al Qaeda, altrimenti il paese «sarà la base di terroristi che ci vogliono uccidere».

GRUPPO DI CONTATTO – Obama annuncia poi che, assieme alle Nazioni Unite, gli Usa daranno vita a un nuovo Gruppo di Contatto per l’Afghanistan e il Pakistan che metta assieme tutte le nazioni che hanno una parte nella sicurezza della regione: gli alleati della Nato e altri alleati, ma anche gli Stati dell’Asia Centrale, le nazioni del Golfo e l’Iran, la Russia, l’India e la Cina. «Il mondo non può permettersi di pagare il prezzo se l’Afghanistan torna a sprofondare nel caos – ripete Obama. – Abbiamo una responsabilità comune all’azione perché da questo dipende la nostra pace e la nostra sicurezza».

ISLAMABAD E KABUL – Il Pakistan saluta come «molto positivo» il programma. «Credo che l’impostazione della nuova amministrazione Obama sia molto positivo. Guarda a un approccio regionale per risolvere la situazione – ha detto il ministro degli Esteri Shah Mahmud Qureshi -. Il Pakistan intende giocare un ruolo attivo, costruttivo in questo frangente perché riteniamo che la nostra pace e la nostra sicurezza siano legate all’Afghanistan». Plauso anche dall’Afghanistan: secondo il presidente Karzai la nuova strategia aumenta le possibilità di successo contro la minaccia del terrorismo e della guerriglia e sarà di beneficio sia al popolo afghano che all’intera regione. In particolare, Karzai ha accolto con favore l’invio di altri 4mila militari americani.

ITALIA E FRANCIA - Per l’Italia il ministro degli Esteri Frattini dice che «la Ue è davvero unita nel considerare la svolta degli Stati Uniti in Afghanistan importante e condivisibile» e il governo francese ha espresso soddisfazione per la nuova strategia Usa, nel quadro di un ruolo rafforzato delle Nazioni Unite. Il portavoce del ministero degli Esteri Eric Chevalier ha ricordato come la nuova strategia si basi su quattro assi: «Una dinamica politica rivolta alla riconciliazione nazionale; un aiuto civile rafforzato e meglio coordinato; una presenza internazionale di sicurezza rivolta verso uno sviluppo notevole della capacità militari e di polizia afgane; una dinamica regionale di stabilizzazione». Chevalier si è anche espresso favorevolmente riguardo a un possibile coinvolgimento dell’Iran negli sforzi di stabilizzazione della regione.

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