Manila, ultimatum dei rapitori di Vagni

MANILA - Ultimatum del gruppo estremista di Abu Sayyaf che il 15 gennaio scorso sull’isola di Jolo ha rapito i tre volontari della Croce Rossa internazionale (l’italiano Eugenio Vagni, lo svizzero Andreas Notter e la filippina Mary Jean Lacaba): se entro le 14 di martedì (le 8 in Italia) le truppe di Manila non si saranno ritirate dall’isola, uno degli ostaggi verrà decapitato.

«CONDIZIONI INACCETTABILI» – Il ministro dell’Interno delle Filippine, Ronaldo Puno, ha fatto sapere che il gruppo separatista islamico vicino ad al Qaeda insiste per il ritiro di tutti i militari da 15 città dell’isola. Manila tuttavia considera inaccettabili le condizioni poste per l’ultimatum e ha riferito che reagirà con la forza se ad alcuno degli ostaggi sarà fatto del male. Il governo aveva già accettato di ritirarsi dalla parte meridionale di Jolo per allentare la pressione sui terroristi e per consentire l’apertura di un corridoio umanitario da cui gli estremisti islamici potessero liberare uno dei tre volontari. Ma questa mossa non è bastata ai terroristi. Nel 2001 Abu Sayyaf decapitò un ostaggio americano, Guillermo Sobero.

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