Affondano tre barconi: «300 dispersi»

TRIPOLI (Libia) – Sono centinaia i dispersi in mare, al largo delle coste libiche, vittime dell’ultima tragedia dell’immigrazione. Tripoli parla di 21 vittime accertate, mentre solo 20 persone sono state tratte in salvo da tre barconi naufragati lunedì a poca distanza dalla terraferma. Due trasportavano rispettivamente 253 e 365 persone. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni, citando finti libiche, ha quantificato i dispersi in trecento. Sembra che i tre barconi, sovraccarichi di persone (tra cui molti egiziani) e privi di salvagenti a bordo, siano colati a picco per il forte vento. «Non erano a una distanza dalla costa che consentisse di raggiungerla a nuoto» ha detto il portavoce dell’Oim Jean-Philippe Chauzy. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Antonio Guterres ha espresso profonda tristezza: «Sempre più persone si muovono, ma ci sono sempre più barriere al loro movimento e molti passano le frontiere in modo irregolare. L’incidente sottolinea il bisogno di accrescere la cooperazione internazionale per i salvataggi in mare».

RIMORCHIATORE ITALIANO – Una quarta imbarcazione in difficoltà, con a bordo 350 migranti, è stata rimorchiata e portata in salvo dal rimorchiatore italiano Asso 22 al largo delle coste libiche. L’allarme è scattato la sera di sabato e l’intervento di soccorso, condotto insieme alle autorità libiche, si è concluso domenica pomeriggio, quando il barcone è stato rimorchiato fino al porto di Tripoli. Salvi tutti gli occupanti. L’Asso 22, iscritto a Napoli, normalmente assiste tre piattaforme petrolifere al largo della Libia. Proprio da una di queste piattaforme, ricostruisce la Guardia costiera, sabato intorno alle 23 sono state trasmesse le coordinate di un barcone carico di migranti che navigava in condizioni precarie. L’unità ha raggiunto il posto, dove si è unita ad una motovedetta della Guardia costiera libica, che ha coordinato le operazioni di salvataggio dato che la barca era in acque affidate alla giurisdizione di Tripoli. Tre militari libici sono saliti sul mezzo italiano che a mezzanotte e mezzo ha agganciato il barcone e cominciato il rimorchio.SBARCHI IN SICILIA - L’ennesima tragedia in mare non ha fermato i viaggi della disperazione verso l’Italia: oltre 400 extracomunitari sono approdati nelle ultime ore sulle coste orientali dell’isola, dopo i 222 arrivati lunedì a Lampedusa. Sbarchi che, ha assicurato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, «termineranno il 15 maggio, quando entrerà in vigore l’accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste». Il primo barcone si è arenato lunedì sera sulla spiaggia di Scoglitti, una frazione di Vittoria in provincia di Ragusa. A bordo c’erano 153 immigrati, tra cui 29 donne, che dopo le procedure di identificazione sono stati portati nella palestra comunale di Pozzallo. Una carretta di circa 20 metri con a bordo 249 persone, tra cui 31 donne (tre incinte) e otto minori, è approdata invece all’alba a Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano. Gli extracomunitari, in gran parte somali ed eritrei, sono stati scortati in porto dall’unità navale delle Fiamme gialle e da una motovedetta della Guardia costiera. Un giovane somalo di 24 anni, il presunto scafista, è stato arrestato dalla Guardia di finanza.CAOS A LAMPEDUSA – Intanto a Lampedusa c’è stata una nuova fuga dal Centro di identificazione ed espulsione: una ventina di migranti sono riusciti ad allontanarsi dall’edificio, prima di essere bloccati qualche ora dopo dai carabinieri. Due di loro, sorpresi a rubare dentro villette disabitate, sono stati arrestati; altri cinque denunciati per violazione di domicilio. Sull’isola si trovano complessivamente 720 extracomunitari distribuiti tra il Cie di contrada Imbriacola e l’ex base Loran di Capo Ponente. Il sindaco Dino De Rubeis ha lamentato la mancanza di assistenza medica adeguata per i 222 migranti sbarcati nel pomeriggio. Affermazioni seccamente smentite dal responsabile del Dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone.

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