Somalia, pirati ancora all'arrembaggio sequestrata nave Usa e cargo greco

NAIROBI - I pirati somali non si fermano. Cinque gli assalti in poche ore nelle acque del Golfo di Aden. Dopo i blitz di Francia e Stati Uniti costati la vita a cinque banditi, i predoni hanno abbordato il cargo porta-granaglie greco ‘Irene E.M.’. La nave ha a bordo 22 persone di equipaggio che, ha fatto sapere il Programma di assistenza in mare dell’Africa orientale, stanno bene.

Catturato anche il mercantile da 5mila tonnellate ‘Sea Horse’ che batte bandiera del Togo, ma secondo alcune fonti marittime potrebbe essere americano. Fonti del ministero degli Esteri egiziano, inoltre, hanno riferito che ieri sono state sequestrate due barche da pesca al largo delle coste della Somalia, con a bordo dalle 18 alle 24 persone.

Stamane i pirati hanno anche aperto il fuoco su una terza nave. Lo riferiscono fonti della Nato. Dieci banditi a bordo di tre barchini hanno aperto il fuoco con mitragliatrici e lancia granate contro la nave battente bandiera liberiana Safmarine Asia di 21.887 tonnellate di dislocamento. Al momento non si ha notizie di feriti.

La ‘Irene’ stazza 35mila tonnellate, batte bandiera di Saint-Vincent e Grenadines e ha un equipaggio interamente filippino. Nel 2005 era stata al centro di una clamorosa vicenda nel fiume Hudson: gli ufficiali erano finiti in manette perché la nave scaricava liquidi inquinanti. Appena ieri il capo del gruppo di pirati responsabile del sequestro della Maersk Alabama che si è concluso con l’uccisione di tre banditi e la liberazione del comandante che era in ostaggio, avevano giurato vendetta.

"Gli americani, mentitori, hanno ucciso i nostri compagni dopo che avevano accettato di rilasciare l’ostaggio senza il pagamento di un riscatto" ha detto al telefono da Eyl, Abdi Garad "questo porterà a una rappresaglia e daremo la caccia in particolare ai cittadini americani che attraversano le nostre acque. Intensificheremo i nostri attacchi ben più lontano delle coste somale e la prossima volta che metteremo le mani su degli americani non avremo pietà per loro".

In cima alla lista dei nemici, i pirati hanno messo anche i francesi, dopo che durante l’assalto degli incursori alla barca a vela ‘Tanit’ sono stati uccisi un ostaggio e due banditi. Il capo dell’Ufficio internazionale marittimo, Noel Choong, si è detto favorevole all’adozione della linea dura, pur riconoscendo i rischi di rappresaglia nei confronti delle navi e degli equipaggi. Ad oggi sono 17 le imbarcazioni nelle mani dei pirati e 250 i marittimi in ostaggio. Con quelli delle ultime ore, secondo Noel Choong, a capo dell’International Maritime Bureau di Kuala Lumpur, è salito a 77 il numero degli assalti dei pirati dall’inizio dell’anno.

Di fronte agli attacchi sempre più frequenti, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha assicurato che intende "porre fine alla pirateria" rafforzando la collaborazione con gli alleati. "Voglio essere molto chiaro – ha detto il capo della Casa Bianca alla stampa – noi siamo decisi a porre fine alla pirateria in quella regione e per raggiungere questo obiettivo continueremo a collaborare con i nostri alleati per scongiurare nuovi attacchi".

Obama si è detto "molto orgoglioso" dell’operazione lanciata due giorni fa dalle forze Usa per liberare il comandante della Maersk Alabama, Richard Phillips, tenuto in ostaggio per cinque giorni dai predoni al largo della Somalia. Da parte loro, i pirati hanno minacciato rappresaglie e attacchi "anche molto lontano dalle acque somale".

L’amministrazione di Washington sta valutando l’ipotesi di inviare navi da guerra lungo la costa somala per lanciare una campagna contro le navi madre dei pirati, stando a quanto riferito da alcune fonti militari. Altri strateghi ritengono invece sia necessario attaccare le basi dei pirati sulla terraferma. Tuttavia, pochi paesi sono favorevoli a un’operazione di terra in Somalia: il numero di vittime civili sarebbe estremamente alto, ammoniscono alcune fonti.

Intanto una tv americana è riuscita ad aggiudicarsi l’esclusiva delle operazioni della marina statunitense nel golfo di Aden contro i pirati per realizzare un ‘reality’: "Pirate Hunters: USN". Due troupe di Spike Tv saranno a bordo della ‘Uss San Antonio’ (nave anfibia) e della portaerei d’assalto ‘Uss Boxer’ che già incrociano a largo delle coste somale per seguire le operazioni da dietro le quinte.

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