Pakistan, bomba in un giocattolo – Dodici bambini rimasti uccisi

LA DINAMICA - La tragedia è avvenuta sabato in un remoto villaggio del Pakistan nord-occidentale, Luqman Banda, in una zona montagnosa di difficile accesso, nella valle dello Swat. «Sette bambini appartenevano alla stessa famiglia – ha detto Said Zaman, funzionario di polizia del distretto di Low Dir, che ha raggiunto il luogo dove è avvenuta la strage -. Tra le dodici piccole vittime, cinque erano bambine». Il poliziotto ha spiegato che l’ordigno sembrava un pallone e i bambini l’avevano trovato vicino alla loro scuola, sembra una scuola elementare femminile, mentre stavano tornando a casa: «Quando hanno cominciato a giocare, è esploso».

LA SHARIA - Secondo Zaman, non è chiaro se si sia trattato di un «atto di terrorismo deliberato» o di un incidente. Nella zona è infatti in vigore la Sharia, la legge islamica, imposta dai talebani in seguito ad un accordo con il governo di Islamabad. Scuole femminili sono già state oggetto di attacchi, in quanto gli integralisti ritengono che l’educazione delle donne sia contraria all’Islam. Ma la regione è anche piena di ordigni inesplosi, abbandonati dai combattenti mujaheddin negli anni Ottanta, durante la guerra contro i sovietici nel vicino Afghanistan. Il primo ministro pachistano Yusuf Raza Gilani, in un comunicato ufficiale ha parlato di «lutto e dolore». «Coloro che giocano con vite innocenti – ha aggiunto – non sfuggiranno alla collera di Allah nè alla legge».

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