lettera agli Ambasciatori d'Egitto in Italia e presso la Santa Sede

S.E. Ambasciatore Helmy Abd el Hameed Saleh Bedeir,
Ambasciata d’Egitto in Italia Via Salaria, 267 Roma

S.E. Ambasciatore Nevein Semakah Halem
Ambasciata d’Egitto presso la Santa Sede
P.za della Città Leonina, 9 Roma

Sua Eccellenza Ambasciatore d’Egitto,
Le scrivo in qualità di Presidente dell’Organizzazione "Voice of the Copts" (La Voce dei Copti), associazione costituita in Italia e negli Stati Uniti per la protezione dei Copti (i Cristiani d’Egitto) contro le discriminazioni e le persecuzioni che la nostra comunità soffre quotidianamente in Egitto da anni. Colgo l’occasione di inviarLe la seguente missiva con l’avvicinarsi del Natale della Chiesa Copta Ortodossa il prossimo 7 Gennaio, 2008.

Ogni anno, infatti, diplomatici egiziani e membri del governo egiziano si recano a rendere visita alle Chiese Copte in Egitto e all’estero durante la festività natalizia. Nonostante siano sempre stati ricevuti dai nostri leader religiosi, vorrei chiarire che la loro presenza non è mai stata gradita.
E’ per questo motivo, che chiedo a Lei e agli altri diplomatici egiziani di annullare questa visita annuale di "facciata", perché non siete graditi. Per anni, infatti, il governo Egiziano ha utilizzato il giorno del Natale della Chiesa Copta per dimostrare all’Occidente di promuovere il pluralismo religioso.

Le visite degli ufficiali egiziani, inoltre, sono sempre accompagnate da messaggi di propaganda, in cui si sottolinea che il governo non fa distizioni fra i suoi cittadini di qualsiasi credo essi siano. Ma così non è. Noi Copti (quasi quindici milioni di persone soltanto in Egitto) e altre minoranze come i Baha’i sono in realtà continuamente discriminati dal governo egiziano sia sul posto di lavoro, sia nella vita quotidiana.

Ovviamente, Lei, essendo parte dell’apparato del regime del Presidente Hosni Mubarak, affermerà che la popolazione Copta gode di diritti e che non esistono problemi settari in Egitto. Ebbene, Sua Eccellenza, Lei che ripresenta l’Egitto, per quanto tempo ancora potrà sostenere questa pantomima? Per quanto ancora il Suo governo continuerà a mentire, dicendo di rispettare la vita umana dei propri cittadini? Con quale coraggio può ancora dichiarare che in Egitto non esiste discriminazione contro i Copti, dopo gli avvenimenti di El Kosch, di Alessandria e di Isna? Un tempo il nostro Egitto era il faro di una grande civiltà, ma oggi la dittatura lo ha portato verso l’autodistruzione.

Oggi giorno, noi Copti viviamo nella paura, sapendo che qualsiasi cosa ci accada nessuna istituzione, nessun servizio di sicurezza si occuperà di proteggerci. Lo stesso vale per gli attivisti per i diritti umani, i quali sono arrestati, torturati e sodomizzati nelle prigioni, lasciando loro e l’Egitto senza più alcuna dignità. Sua Eccellenza, Le voglio dire che noi non stiamo cercando alcuno scontro, ma anzi cerchiamo un dialogo e ci auguriamo che Lei sia capace di comprendere e spiegare al governo del Cairo che siamo stanchi e stufi di essere trattati come cittadini di serie B.

Non vogliamo più vivere come stranieri nella nostra terra. Ma prima che la Sua Ambasciata, come suo solito, chiami i quotidiani per dire che questa lettera non ripresenta alcuna realtà, con il Suo permesso vorrei elencare alcuni fatti relativi alle persecuzioni contro la Comunità Copta, avvenuti nel 2007 in Egitto:

  • 1- Il sequestro di ragazze copte, violentate e costrette a convertirsi all’Islam da elementi dei Fratelli Musulmani, come la ragazza di "El Mahalla", Ange Hatef Kamel, Mary Farouk Fouad e altre, senza che i servizi di sicurezza egiziani si interessassero a loro.
  • 2- L’arresto senza prove degli attivisti Cristiani, Peter Ezzat e Nader Fawzi Faltas, dell’organizzazione MECA, con sede in Canada e in Egitto. Ezat e Fawzi sono stati scarcerati soltanto dopo quattro mesi, senza che l’accusa potesse presentare una sola prova.
  • 3- Alcuni giorni dopo la scarcerazione di Peter Ezzat e Nader Fawzi Faltas, sono stati arrestate altre due persone, tra questi l’Avv. Mamduh Ramzy. Quest’ ultimo è il difensore di parte civile nella causa sugli accadimenti nel 2000 a Kosch, nell’Alto Egitto, in cui sono stati uccisi ventuno Copti. Oggi, a otto anni di distanza, non soltanto non è stata fatta alcuna giustizia da parte del governo egiziano, ma addirittura, il regime Mubarak ha intimidito l’avvocato difensore, arrestandolo.
  • 4- Andro e Mario, invece, sono due ragazzini che il governo Egiziano ha cercato in di convertire all’ Islam, solo perché il loro padre era diventato musulmano. Un Imam nel tribunale del Cairo ha inoltre affermato che i figli devono seguire il genitore, convertito alla religione migliore.Il governo egiziano, pertanto, sembra volere annullare l’individuo e la libera scelta, intromettendosi in questioni personali come la fede.
  • 5- Il subbuglio creato da Mohamed Bishoy Hegazy, convertito al Cristianesimo, che si è visto negare dal governo di potere modificare la religione nella sua carta d’identità. Purtroppo, infatti, il governo egiziano richiede ancora nel XXI secolo che sia specificata la religione nei documenti d’identità.

La lista è molto più ampia, ma voglio ricordare un altro fatto vergognoso, avvenuto a poche settimane dalla fine del 2007: i negozi bruciati e saccheggiati di Copti a Isna, nell’Alto Egitto. I danni hanno superato il milione e mezzo di dollari. E ancora una volta, il governo egiziano non ha fatto niente per aiutare le vittime. Sua Eccellenza, dopo questo breve elenco di atti incivili e oltraggiosi, accaduti con la complicità della Polizia di Stato e del governo egiziano contro i propri cittadini, che chiedono soltanto di potere vivere pacificamente nel proprio Paese, Le vorrei porgere alcune domande. Fino a quando i Cristiani d’Egitto, le altre minoranze in Egitto, gli attivisti per i diritti umani e il pluralismo politico continueranno a vivere sotto assedio? Quale discorso ha in serbo il governo per i Copti la notte di Natale, dopo le sofferenze di quast’ultimo anno e degli anni che lo hanno preceduto? Sua Eccelenza, noi Copti siamo pronti ad accogliere chiunque accetti il pluralismo religioso e l’universalità dei diritti umani. Ma fino a quando il governo egiziano non ci dimostrerà la propria volontà d’intenti, nessun membro del regime sarà il benvenuto. Altre associazioni Copte in Canada, negli Stati Uniti e in altri Paesi d’Europa hanno inviato la medesima missiva. Sua Eccellenza, con questo non voglio che Lei creda che siamo degli ingenui, sappiamo benissimo che alla fine il 7 Gennaio andrete a visitare comunque le Chiese Copte e che nessuno oserà esprimere il proprio dissenso contro il regime. Dopotutto, voi continuate a intimidre le nostre famiglie in Egitto e sappiamo quanto dolore potete infliggerci. Non per questo, smetteremo di lottare e chiedere ai media di riportare la verità nel nome di quell’Egitto pluralistico degli anni trenta, di cui i nostri padri andavano fieri.

Cordialmente,
Dott. Arch. Ashraf H. Ramelah
Presidente Voice of the Copts

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