G8, guerra al terrorismo «ma nel rispetto del diritto»

Quanto alla richiesta Usa all’Europa di accogliere i detenuti di Guantanamo, si è registrato lo smarcamento del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che si è detto contrario "a meno che non c’è la garanzia che questi soggetti siano detenuti in carcere nei Paesi di destinazione". Annunciata, inoltre, la sospensione degli accordi di Schengen con il ripristino dei controlli alle frontiere dal 18 giugno al 15 luglio, in vista del G8 dell’Aquila.

Misure antiterrorismo compatibili con rispetto diritti. I ministri hanno sottolineato "l’importanza di rendere compatibili le misure antiterrorismo col rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e lo Stato di diritto". A destare particolare preoccupazione è "la capacità costante di radicalizzazione e reclutamento" delle organizzazioni terroristiche. E anche in Italia, ha spiegato Maroni, "la minaccia jihadista è costante, come dimostra la chiusura nei giorni scorsi di due siti che facevano apologia della
violenza come strumento per affermare la religione islamica". I ministri del G8 hanno condiviso l’opportunità di potenziare la collaborazione internazionale in questo campo, in particolare per "proteggere le infrastrutture critiche a cui si appoggiano le nostre industrie e le nostre società". Ma la prevenzione non basta. Servono "sanzioni penali efficaci, proporzionate e dissuasive" nei confronti di chi è stato riconosciuto colpevole di atti di terrorismo.

Guantanamo, Maroni frena su richieste a Usa. Alla riunione era presente l’Attorney general Usa, Eric Holder, che negli incontri bilaterali avuti in Italia ha rinnovato la richiesta di accogliere alcuni dei 240 detenuti di Guantanamo, il supercarcere americano nell’isola cubana destinato alla chiusura. Ai Paesi europei gli Usa vorrebbero trasferire almeno 50 detenuti, di cui "due-tre" in Italia. Il ministro Maroni non ha specificato il numero esatto, anche se nei giorni scorsi si è appreso che si tratterebbe di due tunisini, Riadh Nasri e Moez Fezzani, per i quali la magistratura di Milano ha spiccato un mandato di custodia cautelare in carcere nel 2007. Per Maroni, come già per i ministri della Giustizia e degli Esteri, Angelino Alfano e Franco Frattini, la questione va definita in un quadro europeo la prossima settimana al Consiglio Gai di Lussemburgo. Il ministro ha però anche espresso la sua "personale contrarietà" ad accogliere i detenuti di Guantanamo. "Io – ha dichiarato – penso che i Paesi Schengen
debbano accogliere solo quelli che possono essere giuridicamente detenuti in carcere. Sono invece contrario ad accoglierli senza questa possibilità, altrimenti queste persone sbarcano a Fiumicino o a Malpensa e poi possono girare liberamente per il Paese. Ciò non è accettabile perchè accresce il rischio terrorismo".

Dichiarazione finale: anche lotta a pirati e cybercrime
. Nel documento conclusivo hanno trovato spazio anche la lotta alla pirateria nel golfo di Aden ("è urgente" individuare a livello internazionale lo strumento giuridico per assicurare i pirati alla giustizia), il cybercrime (i ministri hanno parlato di crescita "allarmante" dei furti di identità su internet), e pedopornografia (proposta la creazione di una black list dei siti e la denuncia da parte dei provider dei servizi internet). È stato, ha commentato a conclusione dei lavori Alfano, un "G8 della concretezza" e questo perchè "abbiamo beneficiato della
credibilità della politica estera del premier Berlusconi".

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