Arrestati sette americani, Pianificavano la jihad all'estero"

WASHINGTON - Preparavano attentati in Paesi stranieri, tra i quali Israele e la Giordania. Con questa accusa gli agenti federali hanno arrestato sette persone in Carolina del Nord. Secondo gli inquirenti il capo della cellula era Daniel Patrick Boyd, detto "Saifullah", un cittadino americano di 39 anni addestrato in Afghanistan e in Pakistan, dove ha combattuto tra il 1989 e il 1992, per poi tornare negli Usa. E’ accusato di aver fatto reclutamento e raccolta di soldi per la lotta armata islamista. Si sarebbe anche recato in Israele nel 2007 per dar vita a una "jihad violenta".

Boyd, secondo l’accusa, ha messo su un’organizzazione sua, apparentemente non legata a gruppi terroristici internazionali, per reclutare e addestrare combattenti. Fra gli arrestati anche i suoi figli Dylan e Zakyra, rispettivamente di 22 e 20 anni.

Gli altri quattro arrestati sono: Omar Aly Hassan, cittadino americano nato negli Stati Uniti, Hysen Sherifi, un kosovaro con residenza permanente nel Paese, mentre Hiyad Yaghi e Anes Subasic sono naturalizzati americani. Il gruppo avrebbe organizzato addestramenti di tipo militari nello Stato del sud.

"Negli ultimi tre anni (Boyd) ha cospirato insieme ad altri per reclutare giovani, addestrandoli e aiutandoli a spostarsi all’estero per uccidere", ha dichiarato, citato dalla Bbc, David Kris, del dipartimento della Giustizia Usa. Ai sette a quanto sembra non sono imputati atti di terrorismo, ma solo la loro pianificazione. Secondo l’accusa progettavano attentati in Kosovo, Giordania e nella Striscia di Gaza, oltre che in Israele e in Pakistan, ma anche rapimenti e mutilazioni.
"Noi consideriamo questo elemento molto rilevante – ha sottolineato un funzionario dell’Fbi – da tempo tenevamo il gruppo sotto osservazione e li riteniamo pericolosi". Secondo l’accusa Daniel Boyd ha lasciato gli Stati Uniti nel giugno del 2007 per recarsi in Israele e "portare a termine azioni violente di jihad ma alla fine era tornato negli Stati Uniti dopo aver fallito nel suo intento".

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