Immigrati, nuovi respingimenti

Le motovedette italiane sono intervenute quando hanno visto che l’imbarcazione, che ieri era stata "assistita" da un’unità militare maltese prima di proseguire la sua rotta verso Nord, si stava dirigendo "inequivocabilmente" verso le coste della Sicilia sud orientale. Tranne un immigrato con alcune costole rotte, che dopo un controllo del medico è stato trasferito a Pozzallo (Ragusa), tutti gli altri sono stati trasbordati su un pattugliatore d’altura della Guardia di Finanza che sta facendo rotta su Tripoli.

Secondo le prime informazioni gli extracomunitari sarebbero in maggioranza somali o comunque provenienti dal Corno d’Africa, dunque nelle condizioni di fare richiesta d’asilo. Quello di ieri è l’ennesimo respingimento, dopo l’accordo bilaterale tra Italia e Libia; dal 6 maggio ad oggi sono oltre un migliaio gli immigrati che sono stati riportati a Tripoli.

Tensione durante il respingimento. Questa mattina ci sono stati momenti di tensione tra gli immigrati e gli agenti della Guardia di Finanza che li stanno traghettando fuori dalle acque italiane. Gli immigrati, in gran parte somali, si sarebbero infatti rifiutati di essere trasbordati sulle unità libiche. A rendere difficoltosa l’operazione anche le condizioni del mare, tanto da sollecitare l’intervento di un rimorchiatore. Alla fine è stato deciso per motivi di sicurezza di dirottare il pattugliatore direttamente verso il porto libico di Al Zuwarah

Maroni: avanti con i respingimenti. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni oggi ha confermato che l’esecutivo intende andare avanti con la strategia dei respingimenti. «L’accordo con la Libia funziona.
Continueremo in questa direzione per garantire l’Italia e l’Unione europea e per garantire agli immigrati la loro sicurezza» ha detto Maroni questa mattina a margine di un incontro con l’Anci.

Berlusconi: serve rigore. "Noi rispettiamo tutte le leggi. Se vogliamo davvero procedere ad una politica vera di integrazione, dobbiamo essere rigorosi per non aprire l’Italia a chiunque’. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rispondendo ai cronisti sul respingimento in Libia dei 75 immigrati intercettati oggi nel canale di Sicilia, a margine della cerimonia a Shabit Jfarai (Tripoli), per la posa simbolica della prima pietra dell’autostrada che rappresenta una delle compensazioni per il passato coloniale italiano in Libia

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