Respinti dieci migranti in Tunisia

Il Gruppo EveryOne aveva allertato le autorità internazionali, inviando già in mattinata un appello urgente all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e al Consiglio d’Europa, chiedendo che si vigilasse attentamente sulle procedure di accoglienza per evitare un eventuale respingimento in violazione della Convenzione di Ginevra o altri abusi.

Purtroppo, nonostante la tempestività di EveryOne, i migranti, dopo essere stati intercettati a bordo dell’imbarcazione nei pressi di una piattaforma petrolifera, in acque di competenza tunisina per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso, sono stati raccolti da una motovedetta tunisina e respinti. Lo ha riferito in serata direttamente agli attivisti del Gruppo Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissario ONU per i Rifugiati.

Il respingimento è avvenuto nella completa inosservanza delle norme internazionali che tutelano il diritto di asilo e la protezione umanitaria e sussidiaria. Per non parlare della palese violazione in concorso, da parte delle autorità tunisine e italiane, della Convenzione on Marittime Search and Rescue (Sar) del 1979, che impone un preciso obbligo di soccorso e assistenza delle persone in mare, senza distinguere a seconda della nazionalità o dello status giuridico, stabilendo altresì, oltre l’obbligo della prima assistenza, anche il dovere di sbarcare i naufraghi in un "luogo sicuro". Solo una settimana fa, l’Alto commissario ONU per i Rifugiati (Unchr), Antonio Guterres, aveva lanciato un forte appello all’Italia affinché fermasse i respingimenti di immigrati verso la Libia, che non può garantire la protezione dei richiedenti asilo e dove le condizioni di detenzione sono «terrificanti». Ricordiamo però che anche la Tunisia, assieme a Etiopia, Somalia, Eritrea, Egitto e Algeria, secondo Amnesty International, è uno dei Paesi in cui "i Diritti Umani sono rispettati solo a parole". Ancora una volta, un crimine contro l’umanità si è compiuto nelle nostre acque. Ancora una volta, stampa, politici e istituzioni hanno mantenuto un silenzio omertoso che non fa che avvallare queste terribili violazioni dei diritti umani.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>