cosa sono le mutilazioni genitali femminili

Si tratta dell’asportazione totale o parziale del clitoride (escissione), dell’ablazione totale o parziale delle piccole labbra vaginali, o nella cucitura delle grandi labbra vaginali per la restrizione dell’apertura vaginale (infibulazione faraonica).

Tipi di infibulazione - Col nome generico di infibulazione sono spesso indicate tutte le mutilazioni a carico dei genitali femminili, che sono praticate in 28 paesi dell’Africa sub-sahariana. Ognuna di queste varianti ha effetti nefasti sulla salute fisica e delle bambine e delle donne che cui viene imposta. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha distinto le mutilazioni in 4 tipi differenti a seconda della gravità dei suoi effetti.

Le varianti - La circoncisione o infibulazione è l’asportazione della punta del clitoride, con fuoriuscita di sette gocce di sangue simboliche. L’escissione è asportazione del clitoride e taglio totale o parziale delle piccole labbra. L’infibulazione o circoncisione faraonica o sudanese consiste nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra con cauterizzazione e successiva cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

Gli effetti - Dopo questa pratica i rapporti sessuali vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Dopo ogni parto viene spesso effettuata una nuova infibulazione per ripristinare la situazione prematrimoniale. La pratica dell’infibulazione faraonica ha lo scopo di conservare e di indicare la verginità al futuro sposo e di rendere la donna un oggetto sessuale incapace di provare piacere nel sesso.

Dall’anorgasmia alla morte - La donna perde completamente la possibilità di provare piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride mentre i rapporti diventano dolorosi e difficoltosi. Spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali ma maggiori danni si possono avere al momento del parto. Il neonato deve, infatti, attraversare un tessuto cicatrizzato e poco elastico col rischio di scarsa ossigenazione. Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino.

Origini culturali - Queste pratiche sono eseguite in età differenti a seconda della tradizione locale: per esempio nel sud della Nigeria si mutilano le neonate, in Uganda le adolescenti, in Somalia le bambine. Le origini delle mutilazioni sessuali femminili sono legate a tradizioni dell’antico Egitto (da qui il nome di infibulazione faraonica).

Islam e mutilazioni - L’infibulazione e l’escissione del clitoride non sono menzionate dal Corano ma ci sarebbero delle indicazioni in proposito in alcuni hadith ("detti") del profeta Maometto ("taglia ma non distruggere") La giurisprudenza coranica ammetterebbe, fra le cause di divorzio, anche difetti fisici della sposa, come ad esempio una circoncisione mal riuscita. Anche se non è specificamente richiesta dal Corano, l’infibulazione è una pratica diffussima in alcuni paesi islamici per mantenere intatta la purezza della donna. In Indonesia un’associazione islamica sta finanziando campagne di infibulazione gratuita all’interno delle scuole. Così facendo ha già reso possibile l’infibulazione del 96 per cento delle bambine indonesiane. Si calcola che in Egitto ancora oggi tra l’85% e il 95% delle donne abbia subito l’infibulazione. In Somalia la pratica è diffusa al 98% e una donna non infibulata viene considerata impura quindi non riesce a trovare marito e rischia l’allontanamento dalla società.

Le Mgf nei cristiani - Nel cristianesimo le mutilazioni sono proibite ma essendo l’infibulazione legata a culture tribali precedenti la cristianizzazione, tale pratica si è conservata, soprattutto tra i copti (ortodossi e cattolici) e nel Corno d’Africa (Eritrea, Etiopia).

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>