Iran, il 19 ottobre colloqui sull'uranio

TEHERAN - Dopo quelli emersi a Ginevra qualche giorno fa, nuovi segnali incoraggianti arrivano dalla visita a Teheran del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Mohammed el Baradei. "Grazie alla buona cooperazione fra
L’iran e l’Agenzia tutte le questioni importanti sono state risolte e non rimane più alcuna ambiguità da chiarire", ha dichiarato soddisfatto il presidente iraniano Ahmadinejad in conferenza stampa. El Baradei ha invece affermato che rimangono ancora delle "preoccupazioni" sugli effettivi obbiettivi dei programmi nucleari iraniani e per questo motivo le ispezioni continueranno.


I progressi. In primo luogo sono state fissate le date delle prossime tappe del confronto sul nucleare iraniano. Il 19 ottobre rappresentanti di Iran, Usa, Russia e Francia si riuniranno a Vienna per discutere i dettagli di un accordo che consenta a Teheran di arricchire in un Paese terzo l’uranio necessario per alimentare un suo reattore di ricerca a fini medici. E il 25 ottobre gli ispettori dell’Aiea visiteranno il nuovo sito iraniano per l’arricchimento dell’uranio, vicino alla città di Qom, la cui esistenza è stata tenuta segreta fino al settembre scorso.

Ahmadinejad. "Grazie alla buona cooperazione fra L’Iran e l’agenzia tutte le questioni importanti sono state risolte e non rimane più alcuna ambiguità da chiarire", ha dichiarato Ahmadinejad in conferenza stampa dopo aver incontrato el Baradei

El Baradei. Ma il direttore generale dell’Aiea ha invece affermato che rimangono ancora delle "preoccupazioni" riguardo agli effettivi obbiettivi dei programmi nucleari iraniani e per questo motivo le ispezioni continueranno: "Non si tratta di una questione di controlli, si tratta di costruire la fiducia e questa è la ragione per la quale sono in corso delle trattative multilaterali", ha spiegato el Baradei, sottolineando come Teheran "possieda la tecnologia necessaria per l’arricchimento, il ciclo di produzione del combustibile, le installazioni di ricerca e presto una centrale nucleare".

El Baradei ha rimarcato che la sua Agenzia non ha prove del fatto che l’Iran voglia sviluppare armi nucleari ma è comunque preoccupata per la situazione che si è venuta a creare. E ha affermato che la Repubblica islamica avrebbe dovuto informare la stessa agenzia della creazione del nuovo sito, "il giorno che ha deciso di costruirlo", e non molto tempo dopo, come invece è avvenuto.


Dopo aver rilevato che il braccio di ferro con l’Iran è arrivato ad "un momento cruciale", il direttore generale dell’Aiea ha espresso "la speranza che Teheran aiuti a rimuovere le questioni che rimangono" sul tappeto. In questa ottica, ha aggiunto, l’impegno dei Paesi del 5+1 di arricchire fino alla soglia del 20% uranio iraniano da restituire poi alla Repubblica islamica perché lo usi in un reattore di ricerca è "un segnale di cooperazione" al quale l’Iran deve rispondere adeguatamente. "Tutte le parti devono cominciare a costruire un’atmosfera di fiducia", ha concluso el Baradei.

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