Romena sequestrata due volte e stuprata: invoca aiuto ma nessuno interviene

Due settimane di violenze. Il primo a compiere gli abusi è stato Said Echi Chercki, 36 anni, che, dopo aver sequestrato la donna mentre aspettava l’autobus, l’ha portata sotto la minaccia di un coltello in un capannone, dove l’ha tenuta segregata per circa dieci giorni. Dopo le violenze l’uomo ha riportato la donna alla stazione degli autobus. Qui Marin Tanase, 34 anni, con la scusa di aiutarla, ha minacciato il marocchino e rassicurato la sventurata, ma a sua volta l’ha portata in un altro capannone dove per altri cinque giorni l’ha sottoposta a violenze ed abusi sessuali. La donna è riuscita alla fine a liberarsi approfittando di un momento in cui Tanase si era allontanato e ha denunciato le violenze subite ai carabinieri, che grazie alle indicazioni molto precise hanno identificato ed arrestato i due responsabili delle violenze.

La romena lavora come badante per una famiglia di San Benedetto Ullano (Cosenza), alle porte della città. Il marocchino ed il romeno sono entrambi disoccupati e hanno precedenti penali non specifici. La donna è stata portata in ospedale, ma dopo le cure prestatele è stata dimessa ed affidata ad un istituto di accoglienza.

Nessuno ha voluto aiutarla. L’elemento più agghiacciante della vicenda, nell’orrore di due settimane di segregazione e violenze, è che in entrambe le occasioni in cui è stata sequestrata la donna ha chiesto aiuto ai passanti, ma nessuno ha voluto aiutarla. I due sequestri, raccontano i carabinieri, sono infatti avvenuti alla stessa stazione degli autobus, davanti a decine di persone. In entrambe le occasioni la donna, quando è stata prelevata con la forza e trascinata via, ha gridato, chiedendo aiuto ai passanti, che sono rimasti indifferenti.

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