Afghanistan, Abdullah chiama Karzai

KABULPrimo contatto telefonico tra Abdullah Abdullah e Hamid Karzai dalle controverse elezioni del 20 agosto. Il presidente uscente ha ricevuto una telefonata dal suo sfidante in vista del ballottaggio del 7 novembre. «Ho chiamato le notte scorsa Karzai e mi sono felicitato con lui per aver accettato che si tenesse un secondo turno elettorale» ha detto Abdullah durante una conferenza stampa. Il candidato ha anche aggiunto: «Per quel che riguarda il secondo turno, il mio unico desiderio è che si tenga alla data prevista, in condizioni ottimali sia sul piano della sicurezza che della trasparenza». Rispondendo indirettamente alle ipotesi di un accordo politico tra i due sfidanti avanzate da ambienti diplomatici nei giorni scorsi, Abdullah ha detto: «Non subisco la pressione della comunità internazionale perché mi pieghi ad uno scenario» evidentemente non condiviso.

LA SFIDA – L’inverno incombente e i tempi ristretti costringono intanto le autorità incaricate dell’organizzazione del secondo turno delle presidenziali a una vera e propria corsa contro il tempo. Lo svolgimento dello scrutinio rappresenta una grande sfida sul piano logistico. I 17 milioni di cittadini aventi diritto al voto sono registrati in più di 4.000 villaggi disseminati in tutto il paese, talora a centinaia di chilometri l’uno dall’altro. E la geografia dell’Afghanistan di certo non aiuta. La capitale Kabul si trova a 1.800 metri sopra il livello del mare; sulle cime più alte delle montagne cominciano ad apparire i primi fiocchi di neve. E nelle aree di confine del paese, alcuni villaggi sono ubicati a 7.000 metri di altezza. Proprio le difficili condizioni meteo rappresentano, assieme alla questione della sicurezza, la principale preoccupazione delle autorità locali e alimentano i dubbi sulla regolarità del voto, dopo i brogli del primo turno. Alcuni dei paesi che contribuiscono alla missione Nato in Afghanistan, come gli Stati Uniti e l’Italia, hanno già confermato ufficialmente che i rinforzi inviati per la sicurezza durante il periodo elettorale resteranno fino alla conclusione delle operazioni di voto. Lo stesso segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha messo in guardia sulla "enorme sfida" che costituisce l’organizzazione dello scrutinio. «Non restano che 18 giorni» per preparare il nuovo voto, ha sottolineato il numero uno delle Nazioni Unite. «L’Onu farà tutto il possibile affinché il secondo turno si svolga in modo libero, equo, trasparente e in un contesto sicuro», ha commentato Ban.

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