Doppio attacco a Bagdad, è strage

MILANO - È spaventoso il bilancio del duplice attentato di domenica mattina a Baghdad, uno dei più gravi della storia pur tormentata del Paese, segnato da diversi sanguinosi attacchi terroristici. Domenica mattina un camion-bomba e un’autobomba sono esplosi a distanza di pochi minuti nel centro della capitale irachena. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 165 morti e 540 feriti. Il governo iracheno ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. La prima esplosione è avvenuta alle 10,30 locali (le 7,30 in Italia), a un incrocio su cui si affacciano il ministero della Giustizia e quello del Lavoro; la seconda, poco dopo, nei pressi della sede del governo provinciale, nel quartiere di Salhiyeh. Non è chiaro se le autobombe siano state azionate da attentatori suicidi. Decine di autovetture sono state distrutte. Un tubo di una fognatura si è spaccato e ha inondato di acqua sporca le strade adiacenti. Si tratta del giorno più nero per Bagdad dal 19 agosto, quando ci furono un centinaio di morti nell’attacco contro i ministeri delle Finanze e degli Esteri. Il premier iracheno Nuri al-Maliki ha visitato i luoghi degli attentati, ma non ha rilasciato dichiarazioni. L’attacco è avvenuto poco prima della riunione prevista per domenica pomeriggio fra i leader iracheni, per cercare un accordo sulla riforma elettorale e scongiurare così il rinvio delle elezioni politiche, fissate per il 16 gennaio.

NELLA ZONA VERDE - I due edifici colpiti sono vicini al fiume Tigri, nella superfortificata Zona Verde, dove hanno sede le massime istituzioni irachene e le ambasciate di numerosi Paesi occidentali. I vigili del fuoco hanno recuperato decine di corpi carbonizzati e dilaniati. Molte le automobili volate via per le esplosioni. «Non so come sia possibile che io sia ancora vivo. L’esplosione ha distrutto tutto – ha detto il padrone di un negozio della zona -. È stato come un terremoto, nulla è rimasto al suo posto». Ufficiali americani hanno detto che gli attacchi di questo tipo hanno lo scopo di rinfocolare il conflitto settario tra sunniti e sciiti, che si è scatenato nel paese dopo l’invasione del 2003. Altro obiettivo sarebbe quello di minare la fiducia nei confronti del primo ministro Nuri al Maliki in vista delle elezioni legislative in programma il prossimo anno.

I PRECEDENTI - Il bilancio del duplice attentato è il più grave dell’ultimo anno, superiore addirittura a quello della strage del 19 agosto, quando oltre 100 persone morirono in una serie di attentati contemporanei nel centro di Bagdad. I precedenti: 74 morti a giugno per una bomba al mercato, 70 a luglio in una serie di attacchi contro gli sciiti e la minoranza religiosa Shabak, 55 in una serie di attacchi sempre contro gli sciiti ad agosto.

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