Barcone di migranti nel Mediterraneo

PALERMO - In balia del mare forza 4-5, prosegue l’odissea degli oltre duecento migranti, tra i quali donne e bambini, in navigazione nel canale di Sicila. Il barcone da venerdì sera viene "scortato" dalla petroliera italiana Antignano, una motocisterna lunga 176 metri di 40 mila tonnellate di stazza lorda, con 22 uomini d’equipaggio, iscritta al compartimento marittimo di Livorno. Il mercantile, per motivi di sicurezza, non può avvicinarsi alla "carretta", perchè rischierebbe di speronarla.

L’imbarcazione si trova ancora in acque Sar (cioè ricerca e soccorso) di competenza maltese, a circa 50 miglia a Est dell’isola Stato. Le condizioni meteo nella zona fortunatamente stanno migliorando, con mare in attenuazione. La barca degli emigranti sta puntando verso le coste della Sicilia sud orientale, dove potrebbe arrivare domani.

In serata è partita dal porto di Pozzallo (Ragusa) anche una motovedetta della Guardia Costiera, con alcuni medici, per verificare le condizioni di salute degli immigrati che si trovano a bordo, molti dei quali sono somali ed eritrei, dunque nelle condizioni di chiedere e ottenere asilo politico.

Nella giornata c’è stato anche una sorta di giallo diplomatico: le autorità maltesi – secondo indiscrezioni raccolte alla Valletta – avrebbero infatti autorizzato Tripoli a inviare la nave da guerra Al Hani per riportare in Libia gli immigrati. Ma dalla Libia, per quanto è dato sapere, non sarebbe salpata alcuna unità militare.

In serata, il portavoce delle forze armate maltesi, Ivan Consiglio, ha puntualizzato: "Le nostre autorità non si stanno occupando del barcone, in quanto il comandante della petroliera italiana Antignano è in contatto con la centrale operativa delle Capitanerie di porto di Roma".

Nella zona, sempre secondo alcune indiscrezioni, la Marina maltese avrebbe tuttavia inviato un pattugliatore per "monitorare" la situazione. Questa mattina, infatti, il Comando generale delle Capitanerie di Porto aveva trasmesso una nuova segnalazione a Malta, sollecitando l’intervento delle loro motovedette. Ma le autorità dell’isola avevano risposto che gli extracomunitari non sarebbero in pericolo e dunque non si configurerebbe la necessità di un intervento di soccorso.

L’unico aiuto ai migranti nelle ultime 48 ore è stato dunque fornito dall’equipaggio dell’Antignano, che ha lanciato viveri e generi di prima necessità dopo essere stato dirottato due giorni fa nella zona dove si trovava il barcone, al confine tra le acque libiche e quelle maltesi, dalla Guardia costiera italiana.

Erano stati gli stessi migranti a lanciare l’Sos, con un satellitare, telefonando ad alcuni loro familiari residenti in Italia. Una richiesta disperata d’aiuto, rimasta inascoltata, che si è ripetuta anche oggi e che ha suscitato l’indignazione dei parlamentari europei eletti nelle liste del Pd, Rita Borsellino e Rosario Crocetta, contrari al respingimento in Libia dei migranti, dove finirebbero nell’inferno dedlle carceri libiche, come quelle di Ganfuda – vicino Bengasi – o di Ankar, a Kufra.

"Che sia l’Italia o Malta ad accogliere il barcone conta poco: – dice Borsellino – l’importante è che centinaia di donne, uomini e bambini non vengano riportati in un paese che non può e non vuole garantire il rispetto dei loro diritti". Le fa eco Crocetta: "Chiederò al Parlamento Europeo di intervenire e di pronunciarsi su un fatto così grave".

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