gruppo armato uccide 21 persone

MILANO – Ventun persone sono morte stamani in un sequestro di massa compiuto da un centinaio di uomini armati nell’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. Lo rende noto l’esercito, precisando che i rapiti sono fra 30 e 40.

L’azione è stata condotta, secondo quanto si è appreso, da seguaci di un politico locale come avvertimenti nei confronti di un avversario. Tra le persone sequestrate vi sarebbero la moglie di un possibile candidato alle prossime elezioni a governatore della provincia, due avvocati e alcuni giornalisti locali. Tutti sarebbero stati condotti in un luogo non ben precisato nell’area montana di Maguindanao. Il colonnello Jonathan Ponce, portavoce dell’esercito, ha spiegato che sono state inviate truppe nell’area per cercare di tenere a bada le tensioni politiche. «La nostra missione è ora di liberare tutte quelle persone e di evitare una escalation di violenza tra le due fazioni politiche avverse».

Le elezioni sono previste per il prossimo maggio. Sarà una sorta di election day con le presidenziali, il rinnovo delle due Camere e una serie di elezioni locali. In ballo ci sono qualcosa come 18 mila poltrone, secondo la stima dell’agenzia Reuters. Le elezioni nelle Filippine sono spesso accompagnate da episodi di violenza, in particolar modo nel sud del Paese dove le forze di sicurezza devono spesso fare i conti con gruppi di ribelli comunisti, di islamici radicali e di seguaci di raggruppamenti tribali.

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