Anche Gesù era un migrante

Il Papa è preoccupato per la sorte dei bambini immigrati. In vista della prossima Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati, che si svolgerà il prossimo 17 gennaio, sceglie il tema dei minorenni per il suo consueto messaggio, diffuso oggi dal Vaticano. E ricorda che anche Gesù, nella fuga d’Egitto, era un rifugiato.

"Auspico di cuore che si riservi la giusta attenzione ai migranti minorenni, bisognosi di un ambiente sociale che consenta e favorisca il loro sviluppo fisico, culturale, spirituale e morale", scrive Benedetto XVI. "Gesù stesso – sottolinea Ratzinger – da bambino ha vissuto l’esperienza del migrante perché, come narra il Vangelo, per sfuggire alle minacce di Erode dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria".

Il Papa punta il dito contro le violazioni della Convenzione dei diritti del bambino, ricorda il dovere, per i cristiani, della solidarietà verso lo straniero, "specialmente se si tratta di bambini", sottolinea la necessità di una "adeguata" accoglienza per i rifugiati e non manca di ricordare la difficile situazione dei minori non accompagnati.

Ratzinger si sofferma in particolare sull’importanza di facilitare "l’integrazione sociale" delle seconde generazioni. Nella conferenza stampa di presentazione del messaggio, in sala stampa vaticana, gli fa eco mons. Novatus Rugambwa, sottosegretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti, che denuncia: "Purtroppo un gran numero di questi migranti e rifugiati trovano spesso ostacoli nel cammino dell’istruzione e del successivo orientamento professionale o dell’educazione superiore".

La presentazione del messaggio, poi, è soprattutto l’occasione, per i giornalisti, di chiedere al presidente e al segretario del dicastero vaticano – mons. Antonio Maria Vegliò e mons. Agostino Marchetto – giudizi sulle vicende d’attualità. Dopo le recenti polemiche tra Santa Sede e governo sul pacchetto sicurezza, Vegliò ha incontrato il ministro dell’Interno, ma con i giornalisti si trincera dietro una battuta: "Per il fatto che Maroni si sia confessato da me non posso dire niente…".

Vegliò esprime però "tristezza" per ‘White Christmas’, l’iniziativa di un comune leghista nel Bresciano di espellere gli immigrati irregolari per Natale (Marchetto parla di "dolore") e, ai cronisti che gli domandano un giudizio sul disegno di legge che facilita la concessione della cittadinanza agli stranieri regolari, afferma: "Quando un migrante è in Italia già da un po’ di tempo, ha un lavoro regolare, paga le tasse, ha figli che parlano italiano e vanno alla scuola italiana, qual è la difficoltà a dargli la cittadinanza?".

Uno sguardo alla Svizzera, poi, dove il fine settimana prossimo si svolge un referendum contro i minareti. "Non vedo come si possa impedire la libertà religiosa delle minoranze", afferma Vegliò senza esitazioni.

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