Russia, per la strage sul treno aperta inchiesta: terrorismo

La magistratura russa ha aperto un’inchiesta per far luce sulle cause del deragliamento del Nievski Express, il treno Mosca-San Pietroburgo, avvenuto in aperta campagna a oltre 300 chilometri da Mosca venerdì sera, alle 21.34 ora locale (le 19.34 in Italia). Vicino ai binari è stato trovato un cratere del diametro di un metro, causato in tutta probabilità dall’esplosione di un ordigno. E resti di una bomba sono stati sul luogo del deragliamento, come ha riferito il canale televisivo all news Vesti 24, citando un membro della commissione d’inchiesta. Il presidente delle Ferrovie russe Vladimir Iakunin ha parlato apertamente di una bomba: «L’esplosione è simile a quella dell’agosto 2007, sconosciuti hanno fatto esplodere un ordigno», ha affermato. Le ipotesi sono quelle di terrorismo e uso illegale di armi. Il drammatico bilancio è di almeno 25 morti e 18 dispersi: lo ha riferito sabato mattina ai giornalisti il ministro per le emergenze russo Sergei Sojgu, che ha parlato inizialmente di 39 morti. Ma il bilancio poi è stato corretto dal portavoce del suo stesso ministero e dal ministro della Sanità Tatyana Golikova, che ha parlato di 25 morti, 19 dispersi e 96 feriti. Sul treno c’erano almeno tre passeggeri stranieri, tra cui un italiano, Armando Noacco, 58 anni (leggi l’intervista). Stando a fonti diplomatiche, l’uomo è ricoverato a Valday «con una frattura del bacino ma non in gravi condizioni». L’ambasciata italiana a Mosca, in accordo con i consolati di Mosca e San Pietroburgo e l’Unità di crisi della Farnesina, hanno preso contatto con il connazionale, che dice di stare bene ed essere stato prontamente soccorso ed adeguatamente assistito. Gli altri due stranieri dovrebbero essere finlandesi. Sul treno viaggiavano 661 passeggeri e 20 tra macchinisti e addetti ai vagoni letto. I dispersi, secondo alcune persone che si trovavano sul Nievski, sarebbero saliti a bordo di un treno che passava in direzione opposta, sulla linea San Pietroburgo-Samara.

IL DERAGLIAMENTO - Il Nievski Express – un convoglio a 14 vagoni – è uscito dalla carreggiata tra Alyoshinka e Uglovka, 350 km a nord di Mosca alle 21.34 ora locale (le 19.34 in Italia). Gli ultimi tre vagoni sono deragliati. Sul luogo dell’incidente, avvenuto a circa 25 km dalla località di Bologoie, a ridosso delle regioni di Tver e Novgorod (nord di Mosca), sono state impegnate tutta la notte le squadre di soccorso, che si appoggiano agli elicotteri della protezione civile e un ospedale mobile.

IL PRECEDENTE - Il 13 agosto del 2007 un’esplosione aveva fatto deragliare il Nievski Express, la linea veloce che collega Mosca a San Pietroburgo in quattro ore e mezzo, raggiungendo velocità di 200 km orari. Lo scoppio, avvenuto alle 21.43 di Mosca (le 19.43 in Italia) nella regione di Novgorod, aprì nel terreno un cratere di un metro e mezzo di diametro. Il bilancio fu di una trentina di feriti. Anche in quel caso si parlò subito di possibile attentato terroristico Nel 2005 Fu poi confermato che una bomba artigianale, a basso potenziale, era stata piazzata sui binari. Vicino al luogo dell’attentato fu anche ritrovato il congegno usato per attivare l’ordigno: era simile a quello rinvenuto nel giugno 2005 quando fu fatto esplodere un treno ceceno in viaggio da Grozny a Mosca. Un attentato per il quale sono stati condannati a 18 anni due nazionalisti russi.

LA RIVENDICAZIONE - Sabato è apparsa su un blog ultranazionalista la dichiarazione di un sedicente gruppo «Combat 18» che rivendica la responsabilità dell’incidente ferroviario e annuncia nuovi attentati. Per ora gli investigatori non hanno commentato. «Noi militanti del gruppo autonomo Combat 18 – si legge nel testo – rivendichiamo la responsabilità per l’esplosione del treno Nievski Express. Ci saranno altre azioni in futuro. È giunta l’ora. Noi dichiariamo che la guerra toccherà ogni uomo della strada, in questa guerra non ci possono essere né persone estranee né vittime innocenti, ci sono solo i nostri sostenitori e i nostri nemici». Il gruppo «Combat 18» aveva rivendicato via internet anche l’esplosivo ritrovato il 14 novembre scorso in un vagone della metro di San Pietroburgo: era avvolto in un sacchetto di plastica con una svastica. Secondo gli investigatori, si trattava di falso esplosivo.

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