Donne in piazza contro la violenza

ROMASono centinaia le adesioni di donne, ma anche uomini, pronti a tornare in piazza per la manifestazione nazionale contro la violenza maschile in programma oggi pomeriggio a Roma. Molte le associazioni che si ritroveranno alle 14 in piazza della Repubblica per protestare contro la violenza maschile e lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi, per la libertà di scelta sessuale e di genere.

Da piazza della Repubblica, il corteo attraverserà le strade della Capitale alla volta di piazza San Giovanni. Qui, sul palco allestito per l’occasione, verranno proiettate interviste e video riguardanti i dati della violenza sulle donne e sulle mutilazioni genitali femminili. Serena Dandini ha dato il proprio sostegno prestando la sua immagine per lo spot pubblicitario della manifestazione. Come lei anche Dacia Maraini.

Come ricordano gli organizzatori, infatti, i dati Istat riportano una situazione drammatica: in Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo, e sono 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Per la maggior parte da mariti, fidanzati, padri, parenti. Dati ribaditi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dieci anni fa dalle Nazioni unite e celebrata giovedì scorso per sensibilizzare governi, istituzioni e mezzi di comunicazione. Tra le sigle che hanno già annunciato la loro partecipazione domani ci sono, tra le altre, il coordinamento donne Cgil di Roma e Lazio e nazionale, Donne Fiom, Donne della RdB, la Società italiana delle storiche, la Casa internazionale delle donne di Roma, le donne del Forum del Prc.

La giornata di protesta sarà anche l’occasione per l’avvio di una vendita di arance, metà del cui ricavato andrà a sostegno della protesta delle lavoratrici e dei lavoratori di Eutelia contro lo smembramento della società e i conseguenti, massicci, licenziamenti. La restante metà del ricavato andrà ai coltivatori siciliani che forniranno le arance.

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