Iran, Costruiremo dieci nuovi impianti

MILANO - Il governo iraniano ha approvato un piano per costruire dieci nuovi siti per l’arricchimento dell’uranio. La decisione è stata adottata al termine di un Consiglio dei ministri presieduto dal presidente Mahmoud Ahmedinejad, il quale ha anche annunciato di voler valutare nel prossimo consiglio dei ministri, in calendario mercoledì, la possibilità di produrre dell’uranio arricchito al 20% necessario ad alimentare un reattore con finalità mediche a Teheran. Per quel che riguarda gli impianti, cinque dovrebbero essere costruiti su siti già appositamente localizzati, mentre per gli altri l’Agenzia Atomica iraniana dovrà identificare dove dislocarli. Ahmadinejad ha aggiunto che la Repubblica islamica dovrebbe darsi come obiettivo una produzione di 250-300 tonnellate di combustibile nucleare l’anno e che comunque il progetto sarà discusso nella prossima riunione del governo.

LE REAZIONI«Preoccupazione» espressa da Londra, mentre è stata ancora dura la reazione del Dipartimento di stato americano all’annuncio di Teheran sui nuovi siti: gli Stati Uniti hanno bollato la costruzione dei nuovi impianti come una nuova violazione da parte dell’Iran dei «suoi obblighi di sospendere tutte le sue attività di arricchimento». Secondo la Casa Bianca, questi piani sono un altro esempio della scelta di Teheran di «isolarsi dal resto del mondo».

NO ALLA BOZZA AIEA – L’Iran non aveva risposto positivamente ad una bozza d’accordo con Usa, Francia e Russia, proposta dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) il mese scorso, in base alla quale Teheran avrebbe consegnato all’estero gran parte del suo uranio già arricchito al 3,5 per cento per riceverne in cambio combustibile prodotto da uranio arricchito a circa il 20 per cento. Secondo Ahmadinejad, la Repubblica islamica potrebbe ora decidere di procedere all’arricchimento sul suo territorio, dopo una risoluzione approvata venerdì dal Consiglio dei Governatori dell’Aiea che chiede all’Iran di sospendere immediatamente i lavori per la messa in funzione del suo secondo sito per l’arricchimento nei pressi della cità di Qom.

«RIDURRE LE RELAZIONI CON L’AGENZIA» - L’annuncio sui nuovi impianti arriva poche ore dopo la decisione del Parlamento iraniano di limitare al minimo indispensabile la cooperazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), in seguito alla risoluzione di condanna adottata venerdì dal Consiglio dei Governatori. In concomitanza con il sì di Teheran ai nuovi impianti la maggioranza dei parlamentari iraniani ha firmato una lettera in cui chiede al governo di Mahmoud Ahmadinejad «un piano rapido per ridurre il livello di cooperazione con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica» (Aiea), dopo la risoluzione critica del programma nucleare iraniano approvata venerdì dall’agenzia con sede a Vienna. Stando alla tv di Stato, 226 deputati del Majlis (sul totale di 290) hanno sottoscritto il documento, secondo cui il piano del governo dovrebbe essere «sottoposto al parlamento». Nella lettera, i parlamentari affermano che la risoluzione approvata dal consiglio dei governatori dell’Aiea nella sua ultima riunione è «politica, ed è stata adottata sotto le pressioni di Stati Uniti e Gran Bretagna».

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