L'Egitto: un insulto, musulmani reagite

Sui blog e nei forum on-line i toni sono ancora più accesi, fino alla rabbia: «In Europa è in atto una guerra contro l’Islam», ha scritto un lettore libico del sito della tv al Arabiya. «Oggi i minareti. Domani le moschee», è intervenuto tale Said Ardallah sul forum aperto da al Jaziira. «Con i loro soldi nelle banche elvetiche gli ebrei hanno in pugno il Paese», scrive Ardallah.

D’altra parte nessuno si aspettava un risultato del genere: sia maggioranza che opposizione elvetiche avevano invitato a votare per la libera costruzione. Gli svizzeri, dunque, non hanno seguito il consiglio. Il referendum è stato apporvato con il 57% dei voti. In base ai risultati ufficiali, solo quattro dei 26 cantoni che formano la Confederazione hanno respinto la proposta avanzata dal partito della destra populista dell’Udc e della destra cristiana dell’Udf. Data la maggioranza sia degli elettori che dei cantoni, il voto porterà dunque alla modifica dell’articolo 72 della Costituzione, che regola i rapporti fra lo Stato e le confessioni religiose: il divieto della costruzione dei minareti vi verrà inserito come una misura «atta a mantenere la pace fra i membri delle diverse comunità religiose».

FINI Secondo il presidente della Camera, nel voto al referendum sui minareti in Svizzera «ha prevalso la paura», «un formidabile regalo all’islamismo più eccessivo». Gianfranco Fini lo ha detto durante la registrazione di a "Porta a Porta". A suo giudizio ora "il fanatismo islamico si sente più forte". Alla domanda su come avrebbe votato, la terza carica dello Stato ha detto: «Avrei votato convintamente per consentire il diritto di culto».

La Lega: croce nel tricolore- per Roberto Castelli l’Italia dovrebbe pensare a mettere una croce nella bandiera. "Occorre un segnale forte per battere l’ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega", ha detto. Per Calderoli anche noi dovremmo avere la possibilità di esprimere un parere con un medesimo referendum. « Il minareto è qualcosa di diverso da una moschea. Ha un forte contenuto simbolico, che travalica la dimensione religiosa. La esteriorizza, fino a farle assumete significati altri dalla preghiera», ha detto il leghista. Contrario il ministro La Russa: la croce nel tricolore non si metterà, dice. «Non abbiamo bisogno di mettere il Crocefisso all’interno della bandiera, basta saperlo tenere dentro la nostra cultura e la nostra tradizione cristiana». «Proporre di cambiare la bandiera può essere fatto solo da chi non ama la bandiera. Credo che quella di Castelli -ha aggiunto il ministro della Difesa- sia solo una battuta, neanche una provocazione ma solo una battuta propagandistica. Non si può cambiare la bandiera, non può essere una diversa dall’altra, altrimenti diventa solo una ‘bandierina’». Quanto alla decisione del referendum svizzero sui minareti per La Russa «quel paese non è mai stato particolarmente aperto. Ha fatto molto bene ad esprimere una opinione che conferma che non bisogna mai discriminare ma neanche arretrare verso un futuro non dico multietnico ma culturale», ha concluso La Russa.

La Chiesa: preoccupante- All’ indomani del referendum anti-minareti in Svizzera, il presidente del Pontificio consiglio dei migranti, mons. Antonio Maria Vegliò, ha fatto sapere di essere «sulla stessa linea dei vescovi svizzeri», che ieri hanno espresso forte preoccupazione per quello che hanno definito «un duro colpo alla libertà religiosa e all’integrazione».

Ramadan: scioccante- «Un risultato scioccante». Tariq Ramadan, uno dei massimi esperti di Islam europeo, così commenta i risultati del referendum. Secondo Ramadan «il risultato dimostra che i partiti più estremisti sono quelli che stanno guidando il dibattito sull’Islam in Europa. Succede in Svizzera, ma anche in Olanda e da voi in Italia. Si sta facendo leva sulla paura della gente per far passare il messaggio che l’Islam non è compatibile con la società europea. E questo è scioccante».

L’Olanda pensa al referendum-
Il partito Liberale Olandese di Estrema destra Pvv ha annunciato di voler chiedere al governo di indire un referendum contro i minareti, dopo quello che li ha banditi ieri in Svizzera. «Chiederemo al governo di far sì che sia possibile un simile referendum in Olanda», ha dichiarato il leader del partito, Geert Wilders, intervistato dal quotidiano Volksrant. Dopo essersi congratulato con gli svizzeri per «il grande risultato del referendum sui minareti», Wilders ha aggiunto che se il governo non agirà sarà il suo partito a presentare un referendum sull’argomento. Noto per le posizioni molto critiche verso l’immigrazione islamica, il Pvv dispone di nove dei 150 seggi del parlamento olandese. Diversi sondaggi indicano il partito in crescita, segnalando che se si votasse oggi potrebbe diventare la seconda formazione politica olandese con 27 seggi, dopo i 35 del partito Cristiano Democratico al governo. Wilders, autore del controverso documentario anti islamico Fitna, fu dichiarato persona non grata dalle autorità della Gran Bretagna in febbraio ma ha potuto recarsi nel Paese in ottobre dopo una sentenza a lui favorevole.

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