Se ci arrestano scendete in strada

TEHERAN - Un invito ai propri sostenitori «a scendere in strada a Teheran… nel caso che sia arrestato qualunque leader del movimento Verde. Ditelo a tutti». Il capo dell’opposizione iraniana Mir Hossein Moussavi lancia il suo appello su Twitter. Un messaggio apparso nella serata di mercoledì, dopo che l’agenzia ufficiale Irna aveva riferito della sua fuga nel nord del Paese insieme all’altra figura di spicco del fronte riformista, Mehdi Karroubi. La notizia era stata poi smentita dai familiari di Moussavi.

LE MANIFESTAZIONI – Le parole di Moussavi confermano l’idea che la situazione, in Iran, potrebbe precipitare da un momento all’altro. Il sito web d’opposizione ‘Jaras’ afferma che «centinaia di soldati e decine di mezzi corazzati stanno muovendo da Karaj, città del nord del Paese, verso Teheran». Nella capitale, aggiunge "Jaras", stanno arrivando anche «mezzi anti-sommossa», probabilmente in vista di un inasprimento della repressione contro i manifestanti riformisti, come già annunciato nei giorni scorsi dai vertici delle forze di sicurezza iraniane. Testimoni locali, citati da ‘Jaras’, hanno dichiarato che l’atmosfera a Teheran rimane molto tesa. Numerosi agenti stanno pattugliando le vie e le piazze dove sono solito riunirsi i manifestanti antigovernativi, in particolare viale Vali Asr e Piazza Enqelab.

NUOVI ARRESTI – Tra le ultime notizie ci sarebbe anche l’arresto di Bahareh Hedayat, studentessa attivista del movimento riformista iraniano e dirigente del Tahkim Vahdat, la più grande organizzazione studentesca della Repubblica Islamica. Lo ha riferito il marito dell’attivista: «Alle 22 di ieri le forze di sicurezza si sono presentate in casa e hanno arrestato mia moglie, sequestrando il suo computer e i documenti personali». Il segretario del Tahkim Vahdat, Mehdi Arabshahi, era stato arrestato domenica e un altro membro dell’organizzazione studentesca, Milad Asadi, si trova recluso da circa un mese per aver partecipato alle manifestazioni seguite alle elezioni presidenziali di giugno. Tahkim Vahdat, negli ultimi mesi, ha accusato diverse volte il governo di voler reprimere gli studenti iraniani.

I FUNERALI – Intanto si sono svolti in gran segreto e tra strette misure di sicurezza al cimitero Behesht Zahra di Teheran i funerali di Ali Habibi Mussavi, nipote di Mir Hossein Mussavi ucciso nelle manifestazioni di piazza di domenica. Il corpo, ha scritto il sito Rahesabz, è stato restituito dopo tre giorni alla famiglia a condizione che le esequie si svolgessero «nel silenzio dei media». Ai funerali era presente lo stesso Mussavi. Per la morte di Ali Mussavi il ministro dell’Intelligence iraniano, Heidar Moslehi, ha accusato i Mujaheddin del Popolo, principale gruppo armato di opposizione alla Repubblica islamica, inserito tra l’altro nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti. Comunque, ha aggiunto Moslehi, si è trattato di «un attacco terroristico» che nulla ha a che vedere con le manifestazioni di domenica.

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