Cristiani e mondo islamico. Arrivano le minacce di Nasrallah 

Adesso però è la volta dei cristiano maroniti del Libano a dovere tremare viste le recenti minacce di Hassan Nasrallah, il capo della milizia terroristica degli hezbollah, diretta propaggine dell’Iran in Libano. Anche lui ha esternato l’odio anti cristiano nei giorni intorno a Natale. Più precisamente lo scorso 27 dicembre. Quattro giorni prima l’ex-primo ministro libanese e presidente del partito Kataeb (i "Falangisti") Amin Gemayel aveva annunciato che la sua fazione in parlamento intendeva appellarsi al Consiglio Costituzionale a proposito dell’articolo 6 del decreto ministeriale del governo di Sa’d Al-Hariri che legittima le armi di Hezbollah. In risposta, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso del 27 Dicembre 2009, in occasione della festa dell’Ashura, ha invitato i cristiani ad imparare dalla situazione dei cristiani in Iraq, che "neppure il potente esercito americano può proteggere." Ecco l’estratto del discorso di Nasrallah, che è veramente minaccioso rispetto alla stessa presenza dei cristiani in Libano, così come riportato da "Memri Europe": "Voglio rivolgermi ai cristiani in Libano… invito tutti i cristiani in Libano ad avere una discussione calma, lontana da discorsi infiammatori, da dichiarazioni di istigazione ed altro. Li invito ad avere una discussione calma fra di loro riguardante le opzioni che hanno riguardo al presente ed al futuro. Li invito a beneficiare dalle esperienze passate e di considerare le esperienze delle decadi passate e di esaminare i risultati della loro scommessa… su Israele. Dove hanno condotto il Libano queste scommesse ed in particolare i cristiani libanesi? Devono anche esaminare il risultato della scommessa che alcuni di loro avevano fatto sull’amministrazione americana e dove queste scommesse hanno condotto il Libano, ed in particolare i cristiani libanesi." Poi la minaccia vera e propria: ".. ricordatevi che neanche tutta la potenza militare americana riesce a proteggere i cristiani dell’Iraq." Ovviamente in Libano non ci sono da temere assalti tanto gli squadristici quanto piuttosto, proprio come in Iraq, gli attentati al tritolo. E la cosa rende la situazione se possibile ancora più drammatica. Gli hezbollah in passato sono riusciti a compiere attentati, anche suicidi, a botte di 200 e passa morti ammazzati per volta. Ne sanno qualcosa i 200 e passa marines americani che erano nel 1983 di stanza a Beirut ma anche quelli francesi caduti anche loro pochi mesi dopo in analoga imboscata. Dice Nasrallah: "Oggi, abbiamo dinanzi a noi l’esempio dell’Iraq. Centocinquantamila soldati americani, tutte le loro basi militari e l’intera potenza militare americana in Iraq non possono proteggere i cristiani iracheni.

Si é arrivati al punto che non possono neppure riunirsi nelle loro chiese per festeggiare la nascita del Messia, che possa riposare in pace. Possono gli USA assicurargli la desiderata protezione? Non stiamo parlando della situazione di un secolo fa. Stiamo parlando dei tempi nostri.". Insomma l’antifona è semplice, e la spiega sempre Nasarallah in altra parte del suo comizio d’odio: "Dico loro, come concittadino libanese, che gli interessi dei cristiani in Libano sono in Libano e in nessun altro posto. È nel loro interesse mostrare apertura, cooperare ed integrarsi con il resto dei libanesi. È nel loro interesse che nessuno li spinga alla rivalità, all’inimicizia ed a guerre contro gli altri libanesi." Fossimo in un remake del film di Francis Ford Coppola, "The Godfather", si potrebbe parlare di "un’offerta che non si può rifiutare".

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