fermato l'accoltellatore, linea dura anti clandestini

MILANO – Un connazionale di Mohammed Belouafi, il marocchino 21enne accoltellato giovedì sera in via Clitumno, zona via Padova a Milano, è stato posto in stato di fermo dalla polizia. L’uomo, che ha 30 anni, è stato rintracciato a Milano. Al fermato gli agenti sono arrivati grazie alle indicazioni fornite dalla persona che ieri sera si trovava con l’amico al momento dell’aggressione. Il presunto aggressore è stato bloccato nella notte in un ospedale cittadino dove si trovava per una ferita al gluteo, rimediata presumibilmente nel corso dello scontro. Secondo quanto si è appreso, l’aggressione sarebbe maturata nell’ambito di una lite tra i soli due nordafricani. Intanto le condizioni del ferito, che è comunque ricoverato in prognosi riservata, si sono stabilizzate. Venerdì mattina una cinquantina tra poliziotti e carabinieri hanno eseguito un controllo nel degradato palazzo al civico 11 di via Clitumno, abitato quasi interamente da cittadini extracomunitari, in molti casi irregolari e pregiudicati. La polizia e i carabinieri, accompagnati dal nucleo cinofili e coadiuvati da un elicottero, hanno controllato 20 dei 90 appartamenti che compongono lo stabile; 12 cittadini extracomunitari sono stati accompagnati in Questura per accertamenti sulla loro posizione in Italia.

IL VERTICE – Nel quartiere, è stato stabilito giovedì mattina dopo un vertice in prefettura, si rafforzeranno controlli, multe e sanzioni contro i negozi fuorilegge e contro bar e discoteche «camuffati» da centri culturali. La linea dura colpirà anche le case private non a norma, subaffittate a stranieri irregolari e a rischio sicurezza. Si lavorerà (anche) attraverso le ordinanze. Che eleveranno per esempio a 500 euro le sanzioni ai negozi che non rispettano gli orari di chiusura. Probabile poi che nel provvedimento di Palazzo Marino sia prevista la sospensione o il ritiro della licenza commerciale in caso di «recidiva».

TAVOLO TECNICO - Il vertice in Prefettura è ripreso venerdì mattina in Questura. Letizia Moratti non ha anticipato nulla, se non l’obiettivo di massima: «Abbiamo concordato un tavolo tecnico per verificare la possibilità di un coordinamento fra le diverse forze dell’ordine, i vigili del fuoco e la nostra polizia per quanto riguarda le indagini sulle abitazioni, sui negozi e sui circoli privati». Le ordinanze? «Sarà il questore a indicarci se potranno esserci misure che possano essere d’aiuto alle forze dell’ordine: io ho dato la massima disponibilità». La Lega Nord si spinge oltre. «Chiederemo al ministro Maroni la confisca di tutte le attività commerciali con immigrati clandestini al lavoro»,annunciano in coro il capogruppo in Comune Matteo Salvini e l’assessore provinciale Stefano Bolognini. Sul tavolo di Maroni arriverà un’altra richiesta. La sintetizza il vicesindaco Riccardo De Corato: «Il reato d’immigrazione clandestina dovrà "assorbire" i reati predatori». Obiettivo? L’espulsione immediata dello straniero irregolare accusato di reati da strada: borseggi, furti, scippi, violenze.

150 AGENTI SUL POSTO - Letizia Moratti si è detta soddisfatta dell’arrivo dei 150 agenti promessi da Maroni: «Il rafforzamento richiesto per il presidio del territorio c’è stato». Gabriele Ghezzi, ex sindacalista del Siulp e candidato pd al Pirellone, contesta la notizia: «Sono tutti agenti già operativi su Milano. Il sindaco fa il classico gioco delle tre carte, con annunci non corrispondenti alla realtà». Non solo polizia, non solo multe. In via Padova anche il mondo del non-profit è in fermento. Giovedì le 48 associazioni di quartiere si sono date appuntamento alla casa della cultura islamica gestita da Mahmoud Asfa per annunciare un happening di due giorni, il 22 e il 23maggio, con feste, incontri, giochi emusica. Pronto anche il claim di lancio: «Via Padova è meglio di Milano».

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