Negli attentati a Kabul un diplomatico italiano tra le vittime

KABUL - C’è un italiano tra le vittime degli attentati di venerdì a Kabul. La Farnesina ha comunicato che il connazionale è Pietro Antonio Colazzo, consigliere diplomatico dell’ambasciata italiana nella capitale afgana. Le prime voci affermavano si trattasse di un funzionario dei servizi segreti appartenente all’Aise, il servizio di informazione per la sicurezza esterna. Ma il ministro degli Esteri Frattini ha detto che l’italiano rimasto ucciso era «un consigliere diplomatico dell’ambasciata». Frattini ha precisato che il connazionale dormiva «in un albergo dove vengono ospitati molto funzionari diplomatici». «Oltre all’autobomba – ha aggiunto il titolare della Farnesina, con riferimento alla dinamica dell’attentato -, c’è stato l’ingresso di terroristi al piano terra. L’attacco è stato sventato ma le bombe sono esplose. L’Italia e gli altri alleati rimarranno impegnati per la stabilizzazione». Per il generale afgano Abdul Rahman, capo della polizia di Kabul, l’italiano sarebbe stato ucciso da alcuni colpi d’arma da fuoco mentre era al telefono con la polizia locale. Collazzo al telefono «ha dato informazioni preziose che ha consentito agli agenti di trarre in salvo quattro altri italiani che erano con lui», ha detto Rahman. «Era un uomo coraggioso», ha aggiunto, confermando che alloggiava al Park Residence preso di mira dai talebani. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto al governo di riferire al più presto in aula.

I MORTI - Intanto il bilancio provvisorio della serie di attentati suicidi coordinati nel centro di Kabul e rivendicati dai talebani è di 17 morti (tra i quali almeno nove indiani, come confermato dal ministro degli Esteri di Nuove Delhi) e undici feriti. Per almeno due ore si sono uditi colpi d’arma da fuoco nei dintorni del luogo dell’esplosione. Una delle esplosioni ha provocato un boato potentissimo e ha creato un grosso cratere sulla strada. Tutti gli accessi per il centro sono sbarrati, polizia e militari sono impegnati in numerosi posti di blocco. Tra le vittime accertate c’è anche un cittadino francese. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Bernard Kouchner.

IL BILANCIO - L’obiettivo colpito alle 7 locali (le 3,30 in Italia) è un’area commerciale e in particolare due hotel. Tra questi il Safi Landmark Hotel, «dove sono alloggiati gli stranieri», ha annunciato un portavoce dei ribelli, Zabihullah Mujahid, sostenendo che all’attacco hanno preso parte cinque attentatori. Con un messaggio apparso poco fa in pashtun e in lingua araba, Mujahid spiega che «un gruppo di mujahidin, che aveva con se armi leggere e pesanti e anche degli ordigni, sono entrati alle 7 ora locale nella città di Kabul ed hanno attaccato in particolare un luogo dove si trovano gli stranieri, l’hotel Safi, che si trova vicino alla sede del ministero dell’Interno». In base al racconto del portavoce talebano sembra che gli assalitori abbiano «iniziato prima a sparare contro gli agenti della polizia con le armi leggere. Subito dopo uno di loro si è fatto saltare in aria contro l’hotel Safi Landmark, uccidendo e ferendo numerosi stranieri». Il leader talebano si ripromette di informare tutti gli internauti islamici tra poco con altre notizie aggiornate.

KARZAI E INDIA - Il presidente afgano Hamid Karzai ha condannato gli attentati. «Gli attacchi contro i cittadini indiani non altereranno i rapporti tra Afghanistan e India», si legge nel comunicato diffuso dalla Presidenza di Kabul. La morte di nove cittadini indiani rischia però di complicare la ripresa giovedì dei negoziati fra India e Pakistan.

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