Nucleare, la Siria dice no agli Usa

"L’Iran ha il diritto di proseguire il suo programma di arricchimento dell’uranio" perché "gli scopi che si propone sono pacifici". Il presidente siriano Bashar al Assad sceglie, al termine di un incontro tenutosi oggi con il presidente iraniano a Damasco, di sostenere la linea inaugurata dal suo omologo: Mahmud Ahmadinejad. L’incontro di oggi tra Assad e Ahmadinejad avviene per celebrare la festività del natale musulmano, ma anche e soprattutto in seguito all’inasprirsi delle tensioni tra Israele e i suoi vicini arabi a poche ore dall’invito rivolto alla Siria dal segretario di Stato americano Hillary Clinton. Qualche giorno fa, infatti, Washington aveva esortato Damasco a prendere le distanze dalle iniziative di Teheran. Una richiesta, quella statunitense, volta – secondo i due presidenti – a "spaccare l’asse siriano-iraniano".

La richiesta di Washington di ieri sera – emersa nell’ambito del disgelo politico e diplomatico tra Stati Uniti e Siria in seguito al ritorno, dopo cinque anni di assenza, di un ambasciatore statunitense a Damasco – auspicava che "la presa di distanza della Siria dall’Iran per dedicarsi a una maggiore cooperazione con l’Iraq smettendo di interferire negli affari libanesi e nelle forniture di armi ad Hezbollah, per favorire la ripresa degli accordi israelo – palestinesi".

Per rispondere alle richieste di "distanziamento dall’Iran" avanzate dalla Clinton alla Siria, poco prima che si concludesse l’incontro tra i due presidenti, Assad ha trovato il tempo per risponderle scherzando: "Col presidente Ahmadinejad ci siamo incontrati a Damasco proprio per firmare l’accordo di distanziamento…". A questa frase è immediatamente seguita quella di Ahmadinejad che, rivolgendosi direttamente al segretario di Stato Usa, ha detto: "Lei chiede a Iran e Siria di aumentare la distanza fra noi, ma evidentemente non sa che tra i due Paesi non esiste alcuna distanza". Anzi. Assad si dichiara "stupito per la richiesta degli Usa. Abbiamo invece bisogno di rafforzare maggiormente le relazioni se l’obiettivo è davvero la stabilità". E infatti, i due sono vicini a tal punto da aver deciso, proprio oggi, di "facilitare lo spostamento dei cittadini tra i due Paesi cancellando la restrizione rappresentata dalla richiesta di visti d’ingresso". Questa – spiega Assad – "è la miglior risposta a chi chiede a Iran e Siria di prendere le distanze tra loro. Gli Usa non ci divideranno".

Il ministro degli Esteri siriano, Walid al Muallim, ha ribadito: Damasco si "impegnerà in un dialogo costruttivo", anche in relazione alla questione nucleare dell’Iran ma – riferisce il ministro – rimaniamo contrari "all’imposizione di nuove sanzioni contro la Repubblica islamica". Le parole scelte dal ministro degli Esteri si sommano a quelle scelte oggi dal presidente Assad e hanno un significato preciso, dovuto alla stretta amicizia che lega i due Paesi da oltre 30 anni.

Siria e Iran sono infatti vincolati l’un l’altro da un’alleanza strategico-militare nata in funzione "anti-istraeliana". "Se il regime sionista intende ripetere gli errori del passato – ha infatti sottolineato Ahmadinejad ai giornalisti – questo rappresenterà la sua fine e la sua distruzione" perché "Iran, Siria, Iraq e Libano faranno fronte contro Israele". In questo senso – spiega il presidente siriano – "gli attacchi all’Iran per il suo programma nucleare assomigliano a una nuova operazione di colonialismo e di controllo occidentale della regione".

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