Stop alla discriminazione

Mattinata di festeggiamenti al Quirinale per la cerimonia istituzionale per la Giornata internazionale della donna. Presente il capo dello Stato Giorgio Napolitano e i ministri Mara Carfagna e Giorgia Meloni. Il tema della cerimonia di quest’anno è dedicato alle bambine e alle ragazze («Per le donne di domani») che vivono nel nostro paese. Nel corso della cerimonia inoltre, verranno conferite onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana a cinque donne che si sono distinte nelle loro professioni. Per la prima volta verrà conferito uno speciale riconoscimento, «Alfiere della Repubblica», attestato del presidente della Repubblica riservato a minori, a cinque tra ragazze e bambine, quali esempi positivi per loro coetanee.

«Le donne di domani rappresentano una ragione di speranza e di fiducia per il nostro Paese e di speranza e fiducia, in questo momento, abbiamo bisogno», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ai giovani, ha aggiunto, bisogna dare «l’opportunità di realizzarsi moralmente, che dipende anche dal contesto nel quale crescono, dai comportamenti, dall’esempio offerto non solo dalle famiglie ma da tutti coloro che occupano posizioni di rilievo nella società civile e nello Stato».

E in occasione dell’8 marzo è intervenuto anche il presidente del Senato Renato Schifani: «Per raggiungere una "parità effettiva" fra uomini e donne bisogna rimuovere ogni fenomeno di violenza e discriminazione sociale. Il riconoscimento e la valorizzazione dei significativi risultati raggiunti dall’impegno femminile nel mondo del lavoro, della famiglia e in tutti i campi del vivere insieme sottolineano l’importanza dell’apporto di qualità e competenza offerto dalle donne allo sviluppo e al progresso del nostro paese», dice Schifani, che rivolgere un «sincero pensiero di ringraziamento alla forza, al coraggio, alla creatività di tutte le donne italiane».

Il messaggio del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna richiama alla solidarietà: «La politica e le istituzioni devono lavorare alla costruzione di una società migliore e un pò più a misura di donna. Ciò significa proporre maggiore servizi, sostenere il doppio ruolo che divide le donne tra occupazione e famiglia, garantire parità di trattamento fra i sessi nel mercato del lavoro, potenziare il part-time».

Toni decisamente più alti sono quelli di Emma Bonino: «La situazione della donna è patetica, a partire dal limitato accesso al mercato del lavoro. La Regione Lazio può e deve fare delle cose, anche se non tutte perchè molte spettano al governo centrale, come fornire più servizi».

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