Diritti umani, la Farnesina in campo

ROMA – La Farnesina ha chiesto all’Incaricato d’Affari del Pakistan «di fornire quanto prima elementi di informazione sullo svolgimento del grave episodio e sulle misure che le autorità stanno intraprendendo per assicurare alla giustizia i responsabili» del drammatico caso di intolleranza religiosa per cui è stato bruciato vivo un cristiano che non voleva abiurare alla sua fede.

ISTRUZIONI ALLE AMBASCIATE - Ma questa non è la sola mossa della nostra diplomazia per contrastare i sempre più frequenti casi di coartazione della libertà religiosa , in particolare nei confronti dei cristiani. Martedì scorso, 16 marzo, il Direttore generale del Mae Stefano Ronca ha inviato a tutte le ambasciate italiane nel mondo istruzioni precise per assicurarsi del rispetto dei diritti umani nei Paesi di accreditamento. La tutela della possibilità di poter esprimere la propria fede e il proprio pensiero e la tutela delle donne, saranno valutati come un criterio particolarmente importante anche per l’accesso ai finanziamenti tramite l’EIDHR, lo strumento finanziario della UE per la democrazia e i diritti umani. Ronca ha ricordato ai nostri rappresentanti all’estero che «recentemente, proprio prendendo spunto dagli attacchi contro le minoranze religiose – e in particolare quelle cristiane – registratisi in diverse parti del mondo, l’Italia ha sollevato, a più riprese, il tema della difesa della liberta’ di religione e della tutela delle minoranze religiose in ambito UE». BANCHE DATI E WEB – Dopo gli accordi raggiunti nella Ue tra novembre e febbraio, il Mae ha chiesto alle ambasciate 1) di «trasmettere tempestivamente» tutte informazioni sulla situazione dei diritti umani nel Paese di competenza; 2) di attivarsi perché le altre rappresentanze diplomatiche Ue e in particolare la Presidenza delle rappresentanze Ue facciano altrettanto; 3) di avviare iniziative di intervento presso le autorità locali, dichiarazioni pubbliche e con la creazione nel sito internet delle varie ambasciate di un apposito banner «dedicato ai ‘Diritti umani».

I CRISTIANI IN PAKISTAN - Queste istruzioni sono particolarmente opportune nel caso del Pakistan dove i vescovi denunciano che «in alcune aree del Pakistan i cristiani sono trattati come bestie, in condizioni di schiavitù, o sottoposti a vessazioni, violenze e conversioni forzate». Lo ha detto ieri padre John Shakir Nadeem, Segretario della Commissione per le Comunicazioni Sociali nella Conferenza Episcopale del Pakistan. Una situazione insostenibile, ha dichiarato il religioso all’Agenzia Fides, che invoca con urgenza «pressioni internazionali» perchè la soluzione al problema sta nella «democratizzazione reale del paese, che garantisca i diritti umani per tutti». «Il contesto in cui avviene questa sofferenza – ha spiegato il sacerdote – è una islamizzazione crescente, la diffusione di gruppi fondamentalisti, un quadro normativo che consente e legittima discriminazioni e anche atti di persecuzione, un governo debole, sottoposto al ricatto degli estremisti».

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