due donne si fanno esplodere sulla metropolitana, è strage

MOSCA – Due esplosioni lunedì mattina nella metropolitana di Mosca hanno causato almeno 38 vittime. Secondo le autorità russe risultano 23 morti in una, quindici nell’altra. In tutto i feriti sono un centinaio tra gravi e leggeri. Una terza esplosione avrebbe dovuto colpire la stazione del Parco della cultura, ma la cintura esplosiva non è scoppiata ed è stata poi disinnescata nel primo pomeriggio dagli artificieri. La prima esplosione è avvenuta alle 7,52 (le 5,52 in Italia) nella stazione di Lubianka, la seconda in quella del Parco della cultura alle 8,38. Il procuratore di Mosca, Yuri Semin, ha dichiarato che in entrambi i casi le esplosioni – avvenute sulla linea Sokolniceskaja – sono state provocate da kamikaze donne. Sono ricercate altre due donne che avrebbero accompagnato le kamikaze e sono state riprese dalle telecamere interne. «Parti dei corpi ritrovati sui luoghi degli attentati ci consentono di dire che i kamikaze erano donne», ha detto una fonte della polizia. L’ultimo attacco terroristico a Mosca avvenne il 31 agosto 2004, quando una donna kamizake si fece esplodere all’esterno di una stazione della metropolitana provocando dieci morti.

ATTENTATI – La stazione di Lubianka si trova proprio sotto il quartier generale dei Servizi di sicurezza federale (Fsb, ex Kgb). L’esplosione, provocata da almeno due-tre chili di tritolo – ha reso noto il procuratore Semin – ha fatto saltare la seconda vettura del convoglio – che stava per lasciare la stazione – provocando 14 vittime e lo scoppio ha investito anche la pensilina causando almeno altre nove vittime. La seconda esplosione è avvenuta alle 8,38 alla stazione del Parco della cultura (la fermata per il Parco Gorkij) e, secondo gli inquirenti, ha provocato un minore numero di vittime perché effettuata con circa 500 grammi di tritolo. L’esplosione ha devastato la terza vettura del treno, che andava verso la periferia, in direzione contraria rispetto a quello della Lubianka ma sempre sulla stessa linea. La polizia di Mosca e gli investigatori hanno smentito le voci di altre due esplosioni circolate in mattinata, riguardanti le stazioni di Prospekt Mira e di Begovaia, vicino all’ippodromo.

MEDVEDEV: «RAFFORZARE SICUREZZA» – Le forze di polizia e di sicurezza russe «continueranno a combattere il terrorismo sino alla fine, senza vacillare», ha dichiarato il presidente Dmitri Medvedev. Il capo del Cremlino ha ordinato di rafforzare le misure di sicurezza in tutta la Russia, ma ha invitato i Servizi di sicurezza (Fsb) a non violare i diritti dei cittadini. Perentorio il primo ministro Vladimir Putin, ritornato d’urgenza a Mosca da una visita in Siberia: «I terroristi saranno annientati. Sono certo che le forze dell’ordine faranno di tutto per trovare e punire i responsabili». Il portavoce del sindaco di Mosca ha reso noto che martedì sarà una giornata di lutto cittadino.

PISTA DEL TERRORISMO CAUCASICO – «È ritenuta possibile la partecipazione di un gruppo terroristico collegato con il Caucaso del nord», ha dichiarato il capo dell’Fsb, Aleksandr Bortnikov, lasciando aperta la pista sia verso un’organizzazione cecena sia verso altri gruppi attivi nella regione in senso allargato. Le due kamikaze – di aspetto slavo secondo le immagini delle telecamere a circuito chiuso – sono salite a bordo della metropolitana al capolinea di Iugo-Zapadnaia. La polizia sta cercando anche un uomo vestito con una giacca blu con profili bianchi, un cappello da baseball scuro, scarpe da ginnastica bianche, piccola barba. L’esplosivo, stando ai primi accertamenti, era nascosto in cinture allacciate all’altezza del petto, una prassi già collaudata dalle kamikaze cecene. Lo scorso 14 febbraio Doku Umarov, proclamatosi nel 2007 emiro e capo di tutti i gruppi ribelli attivi nel nord del Caucaso, in un video sul sito Kavkaz-Tsentr, annunciò «la guerra santa» su tutto il territorio russo. «I russi non capiscono che la guerra oggi sta arrivando nelle loro strade, nelle loro case, nelle loro città, non solo in tv da qualche parte lontano nel Caucaso, senza che li riguardi», diceva nel video. «Ma noi intendiamo, con l’aiuto di Allah, dimostrare loro che la guerra sta arrivando nelle loro case. Così le zone delle azioni di combattimento saranno allargate, con l’aiuto di Allah, per includere l’intero territorio russo e avremo grande successo». «Non vi è alcuna relazione tra gli attentati di oggi e l’islam», ha dichiarato Shafig Pshikhachev, del Centro di coordinamento dei musulmani del Caucaso del nord a Mosca in un’intervista all’agenzia Interfax.

ESCLUSA PRESENZA ITALIANI – Non ci sono italiani tra le vittime degli attentati di Mosca. L’ambasciata italiana nella capitale russa precisa che niente fa pensare che cittadini italiani siano tra le vittime. L’Unità di crisi della Farnesina aveva subito avviato i controlli per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani o con doppia nazionalità nelle esplosioni. Il ministero russo per le Emergenze ha fatto sapere che sulla lista delle vittime dell’attentato «non compaiono cittadini dell’Unione europea».

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