Iran, nuove minacce a Israele "Morte certa se attacca Gaza"

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad attacca Israele minacciando di "morte certa" lo Stato ebraico se attacca Gaza. Poi replica a Barack Obama, respingendo ancora una volta le pressioni internazionali sulla questione nucleare e definendo anche il presidente Usa "inefficace" nel portare avanti risultati concreti. "Non potete intimidirci con minacce e non potete fermare il nostro progresso" ha detto Ahmadinejad parlando dalla città di Sirjan, nel sudest del Paese, e trasmesso dalla tv di Stato. "Potete tagliarvi la gola, saltare avanti e indietro, fare dichiarazioni e passare risoluzioni. Non fermerete il progresso e la ricostruzione della nazione iraniana".

Secondo Ahmadinejad gli israeliani "cercano un pretesto per attaccare Gaza" ma una eventuale operazione punitiva contro la striscia di Gaza controllata da Hamas "non farà altro che avvicinare alla morte" lo Stato ebraico. "Voglio dire ai sionisti e a quelli che li sostengono – ha aggiunto il presidente iraniano – che sono stati già commessi abbastanza crimini come questi. Una nuova avventura non vi salverà ma vi avvicinerà alla vostra morte certa". L’intervento è stato fatto in risposta a un avvertimento lanciato ieri dal vice premier israeliano Sylvan Shalom, che ha minacciato Hamas di compiere "una nuova operazione militare" a Gaza se non cesseranno i lanci di razzi Qassam contro il territorio israeliano.

"Non pensate di poter fermare lo sviluppo della nazione iraniana sulla via del progresso" ha detto poi il presidente riferendosi alla minaccia di nuove sanzioni che l’occidente vorrebbe varare per indurre Teheran a fermare l’arricchimento dell’uranio. "Potete agitarvi quanto volete, potete pubblicare dichiarazioni e adottare risoluzioni – ha aggiunto Ahmadinejad – Più la vostra animosità sarà scoperta, più la nazione iraniana sarà determinata nel voler andare avanti".

Il presidente iraniano ha anche reiterato l’accusa contro il presidente americano Barack Obama di "non aver cambiato nulla" nella politica ostile all’Iran delineata dal suo predecessore, George W. Bush. "Il signor Obama è arrivato con l’annuncio di un cambiamento e noi lo abbiamo accolto con favore – ha affermato – Ma cosa è cambiato? Le pressioni sono sempre lì. Le sanzioni sono sempre lì. Le politiche in Iraq e Afghanistan sono sempre le stesse".

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