La Gran Bretagna alza l'allerta terrorismo

MILANO- A cinque giorni dall’inizio della conferenza internazionale sull’Afghanistan a Londra, il governo britannico ha innalzato il livello di allerta da «stabile» a «grave» giudicando «altamente probabile» un attentato. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Alan Johnson, sottolineando però che al momento «non c’è alcun rapporto di intelligence che suggerisca che un attacco sia imminente».

«ATTENTATO MOLTO PROBABILE» - Il provvedimento è stato adottato su indicazione del Jtac (Joint Terrorism Analysis Centre), un organismo che fa parte dell’MI5, il servizio di controspionaggio del Regno Unito. Secondo la Bbc, la decisione è una conseguenza del clima di allarme venutosi a creare dopo il mancato attentato del 25 dicembre scorso su un volo della compagnia americana Delta in volo da Amsterdam a Detroit. «Il Centro di analisi sul terrorismo ha oggi chiesto di elevare il livello di allerta nel Regno Unito da importante a grave, ciò significa che un attentato è molto probabile», si afferma in un comunicato a firma del ministro dell’interno Alan Johnson. Nel comunicato si aggiunge tuttavia che «nulla lascia pensare che un attentato sia imminente». Il Jtac determina il grado di allarme in base alle informazioni di intelligence di cui entra in possesso. Esiste una scala di cinque livelli, che va da «basso»(attacco terroristico improbabile) a «critio» (attacco imminente).

INDIA – Allerta anche in India per aeroporti e linee aeree, dopo che un nuovo rapporto di intelligence parla di piani terroristici di dirottamento a opera di gruppi legati ad Al Qaeda. Il governo di Nuova Delhi ha disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza dopo che il ministero dell’Interno ha ricevuto informazioni relative a un piano per dirottare un aereo dell’Air India o della Indian Airlines. L’allarme arriva alla vigilia della Festa nazionale (Il Giorno della Repubblica) il 26 gennaio in occasione del quale vengono frequentemente adottate misure di sicurezza aggiuntive.

Assassinio di otto copti in Egitto

"Nella notte di Natale, alla loro uscita dalla Messa in Nag Hammadi (Alto Egitto), otto cittadini Copti sono stati assassinati. L’ignominia, tuttavia, pare non si sia limitata agli omicidi, ma abbia risvolti altrettanto gravi.La Voce dei Copti", infatti, dopo aver riesaminato le foto dei corpi delle vittime e ascoltato i rapporti dei Copti locali, crede che il personale sanitario egiziano abbia asportato illegalmente e cinicamente gli organi delle vittime a scopo di lucro e in esecuzione a direttive del regime.

La Commissione

1. è al corrente di questa denuncia e della sua attendibilità?

2. Può farsi promotrice, con le Nazioni Unite, di un organo internazionale d’investigazione per far luce sull’episodio ed identificare gli eventuali responsabili?

3. Sa se il governo egiziano si è mosso per far luce sugli assassinii?

4. Ha notizie sulla sorte riservata ai cadaveri dei copti assassinati?

5. E’ al corrente di altre denunce sulla sottrazione di organi nei confronti di pazienti deceduti non musulmani?

Egitto,strage cristiani:interviene Ue

STRASBURGO, 21 GEN – Il Parlamento europeo e’ preoccupato per gli attacchi ai cristiani copti in Egitto ed esprime solidarieta’ alle vittime. E’ quanto afferma la risoluzione comune sottoscritta da tutti i gruppi dell’Europarlamento sugli attacchi alle comunita’ cristiane in Egitto e anche in Malesia, approvata dall’assemblea, in cui si sollecita anche il governo del Cairo ad assicurare ‘la sicurezza personale e l’integrita’ fisica dei copti e delle altre minoranze religiose nel paese’.

EGITTO, AD ALESSANDRIA RESTI TEMPIO DEA BASTET

Lo ha annunciato il capo del dipartimento delle Antichita’ del Basso Egitto, Mohammed Abdel Maqsoud, secondo il quale il tempio in onore di Bastet sarebbe stato costruito, nel quartiere alessandrino attualmente denominato Kom Al-Dikka, dalla regina Berenice, moglie di re Tolomeo III, che regno’ in Egitto tra il 246 e il 222 a.C.. La fonte ha precisato che quella attuale e’ la prima scoperta di un tempio tolomaico dedicato alla ‘dea gatta’ fatta ad Alessandria. E cio’, secondo Abdel Maqsoud, dimostrerebbe che "il culto di Bastet continuo’ in Egitto anche dopo il declino dell’antica era egizia".

STRAGE CRISTIANI, MUBARAK, RELIGIONE NON E' POLITICA

Lo ha sottolineato il presidente egiziano Mubarak, nel suo discorso inaugurale della Giornata della Scienza. Proprio nel giorno in cui il Parlamento europeo ha espresso la sua preoccupazione per i recenti attacchi ai cristiani copti in Alto Egitto, il presidente e’ tornato a parlare della strage di Nagaa Hamadi per invitare le persone di buon senso del Paese, i suoi dirigenti religiosi e gli intellettuali a lottare contro ”la discordia, l’ignoranza ed il fanatismo” e ad affrontare ”le deplorevoli intenzioni confessionali che minacciano l’unita’ del nostro Paese”. In una risoluzione comune sottoscritta da tutti i gruppi dell’Europarlamento il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione per i recenti attacchi ai cristiani copti in Egitto e solidarieta’ alle vittime ed ha sollecitato il Governo del Cairo ad assicurare ”la sicurezza personale e l’integrita’ fisica dei copti e delle altre minoranze religiose nel Paese”. I deputati chiedono al Consiglio, alla Commissione e all’alto rappresentante Ue per la Politica estera Catherine Ashton di porre ”particolare attenzione” alla situazione delle minoranze religiose, incluse quelle cristiane nell’ambito delle relazioni e la cooperazione fra Ue e questi Paesi. A nome della Commissione, Neelie Kroes ha affermato che l’eurogoverno e’ ”colpito e profondamente rattristato” per l’attacco contro i copti in Egitto. ”Condanniamo decisamente qualsiasi atto causato dalla religione o dal credo. Sfortunatamente nessun Paese e’ immune e lanciamo un appello alle autorita’ pubbliche a proteggere tutte le comunita’ religiose inclusa quella cristiana dalle discrminazioni”, ha affermato il commissario Ue. Nella risoluzione i deputati chiedono al governo egiziano di garantire che la comunita’ copta e tutte le altre minoranze religiose del Paese possano godere di tutti i diritti umani incluse le liberta’ fondamentali come quelle di ”scegliere e cambiare la propria religione liberamente”, e accolgono positivamente gli sforzi fatti dalle autorita’ egiziane per identificare gli autori dell’attacco del 6 gennaio. L’assemblea fa anche riferimento a Marwa al Sherbini, la donna di origine egiziana uccisa l’anno scorso mentre testimoniava in tribunale a Dresda in Germania contro un uomo che l’aveva insultata perche’ indossava il velo islamico. Una vicenda che aveva provocato polemiche e accuse di ‘islamofobia’ nei confronti della Germania in Egitto. ”Il Parlamento europeo – si legge nella risoluzione – deplora le violenze a sfondo religioso in Europa, compreso l’omicidio di Marwa al Sherbini”.

Comunicato Stampa Nag Hammadi

Voice of the Copts "La Voce dei Copti" dopo aver riesaminato le foto dei corpi delle vittime, ascoltato i rapporti dei Copti locali, crede fermamente che il personale sanitario egiziano abbia asportato illegalmente gli organi delle vittime a scopo di lucro e per eseguire direttive del regime.

Con la presente chiediamo all’ organizzazione Internazionale delle Nazioni Unite,  al Parlamento Europeo nonché ai vari governi di costituire un organo internazionale d’investigazione per portare alla luce la verità.

Nel caso di accertamento positivo chiediamo un controllo internazionale sulla situazione sanitaria in Egitto in generale, soprattutto chiediamo di indagare su alcuni medici e strutture sanitarie per il loro comportamento nei confronti di pazienti non Musulmani.

Il bue dice cornuto all’asino!

L’unica attenuante è che i nostri leader politici non capiscano la lingua araba, ne le loro attitudini e  le regole di vita.

I Copti per fortuna o sfortuna invece hanno dovuto non solo imparare quella lingua, ma sono tuttora costretti a conviverci.

Questo c’induce a domandare se è giusto chiamare tutti gli abitanti viventi in quella parte del nostro pianeta Arabi oppure quella lingua gli è stata imposta.

La storia ci insegna che gli arabi, come altri popoli, erano degli invasori. Le invasioni arabe hanno avuto inizio dopo la morte del proprio profeta Maometto e attraverso esse l’impero arabo è riuscito a conquistare un’ingente parte del nostro continente oltre all’Africa e l’Asia. Vari paesi europei ed extraeuropei sono finiti sotto l’occupazione araba.

Gli arabi hanno usato un metodo unico. Hanno usato la religione per raggiungere il loro scopo dando una carica maggiore ai loro guerrieri attraverso il compenso che avrebbe ricevuto in caso di morte lottando per Allah o com’è chiamato in Arabo "Jihad".

I paesi Europei sono riusciti a cacciare via l’invasore arabo, ma altri non hanno avuto la stessa fortuna. L’Egitto è stato uno tra i paesi, sfortunati, che non vi è resuscito.

L’occupazione araba d’Egitto, che ha avuto inizio 1430 anni fa, può essere considerata un vivo esempio di quello che poterebbe accadere in Italia oppure in altri paesi Europeo nel prossimo futuro.

Quello che è accaduto  in Egitto, è facile attribuirlo e considerarlo come il manuale usato dell’invasore arabo.

L’invasore Arabo cerca di cancellare l’identità’ del paese dopo la sua conquista. Il primo passo è l’eliminazione della lingua, poi è la volta degli usi e costumi e infine si obbliga a seguire la loro fede.

L’Egitto fu invaso dagli Arabi nel 650 AD e il nome fu cambiato in "Maser".

Aegyptus, secondo i greci antichi indicava quella zona africana la cui cultura si sviluppò in simbiosi con la stessa greca. La lingua praticata al momento dell’invasione araba era il Copto.

Gli Arabi hanno cambiato il nome dei cittadini della zona Copta eliminando e aggiungendo delle lettere al nome originale. Questo nome tutt’oggi indica i veri Egiziani, ossia i Copti che non sono mischiati con l’invasore.

In meno di duecento anni i copti non potevano piu’ parlare la loro lingua, pena l’amputazione della stessa. I libri furono bruciati, le chiese distrutte, le donne violentate ed altri metodi barbarici furono utilizzati dall’invasore Arabo.

In Egitto il Copto non ha nessun diritto ed è trattato come straniero nel proprio paese. Inoltre la storia dell’Egitto antico viene quasi ignorata nelle scuole. I copti sono costretti a studiare versetti del Corano e la storia degli invasori.

Gli arabi che comandano l’Egitto hanno avuto il coraggio, a distanza di pochi giorni dall’uccisione d’otto Copti all’uscita da una chiesa dopo aver celebrato la Santa Messa nel giorno di Natale, di condannare l’Italia!

Il governo d’Egitto che ha sempre criticato i Copti nella Diaspora per le loro opere d’esportare loro sofferenze e persecuzione alla luce fuori dell’Egitto, criticando tale organizzazioni che non sono governativi ma di diritti umani, di interferire negli affari interni del paese.

Il regime Egiziano, per mezzo di suoi governanti, politici e diplomatici, ora critica il risultato del referendum popolare in Svezia sulla costruzione dei Minareti, e non di Moschee!

Con la stessa ipocrisia Araba, l’Egitto intervenne attaccando  il nostro paese su un affare interno riguardante stranieri immigrati illegalmente nel nostro paese.

L’Italia come tutta l’Europa deve avere un atteggiamento serio, onesto e corretto verso i propri i cittadini in primo luogo e verso un paese vicino che non rispetti nessun diritto umano o religioso.

Gli arabi stanno invadendo l’Italia e l’occidente e i nostri politici stanno a guardare. La conclusione sarà un altro massacro all’uscita da una chiesa Italiana.

Così l’Egitto truffa le donne italiane che amano un islamico

con un cittadino egiziano, non è detto che i tuoi diritti vengano tutelati. Anzi, nove volte su dieci finirai per firmare un documento che non sai decifrare, perché scritto in arabo, ma che non corrisponde a quello che tu credi. E se un giorno cercherai di divorziare capirai la portata dell’errore che, a tua insaputa, sei stata indotta a commettere.
Già, perché quel documento non è una trascrizione legale, che non è nemmeno contemplata dalla legislazione del Cairo, ma un nuovo atto di matrimonio, secondo il diritto egiziano, ovvero secondo la legge islamica, che, come noto, non riconosce la parità religiosa. Se un musulmano sposa una cristiana o un’ebrea, la moglie perde ogni diritto nei confronti dei figli e, in caso di morte del congiunto, non riceve l’eredità.
Purtroppo le ragazze italiane vittime inconsapevoli di questo raggiro sono decine ogni anno. Il film è più o meno lo stesso. Si innamorano, si sposano in un Comune italiano. Tutto fila bene. Poi, un giorno, il marito egiziano chiede alla moglie di fare un giro fino a via Porpora, al consolato, per una formalità; ovvero per firmare le pratiche affinché la loro unione sia registrata anche al Cairo. La donna non sospetta nulla. Che male c’è? Si chiede. E accetta.
La legge internazionale impone l’obbligo della traduzione di qualunque documento qualora non si conosca la lingua; ma quando arriverà alla sede diplomatica nessuno le ricorderà questo diritto. Non solo. Quasi sempre troverà un funzionario che parla solo l’arabo. Non le verrà presentato nessun testo in italiano e di solito sarà lo stesso marito a provvedere a una parziale, rassicurante traduzione. Nessuno, insomma, la avvertirà che quello è in realtà un vero e proprio contratto di nozze islamico.
Se il matrimonio dura, tutto bene; ma se va male l’uomo potrà prendere i figli, portarli in Egitto e affidarli alla nonna o a una zia allo scopo di provvedere a una sana educazione musulmana. E i tentativi della moglie italiana di riportarli in Italia o, talvolta, solo di vederli risulteranno vani: in quanto non musulmana il governo del Cairo non le riconoscerà alcun diritto. Di fatto, non esiste.
Uno scandalo che non sarebbe possibile se le autorità diplomatiche rispettassero le procedure internazionali e le leggi italiane. Come dovrebbe essere normale, tra Paesi amici e alleati. E invece la sede di via Porpora da anni assume i dipendenti locali in nero, come denunciato dal Giornale prima di Natale. E in occasione della sanatoria di colf e badanti, lo stesso consolato si è dimenticato di avvertire le nostre autorità che le donne egiziane non avrebbero potuto beneficiarne, in quanto una legge, varata per impedire gli abusi a cui molte ragazze sono state sottoposte nelle case degli emiri del Golfo, vieta l’emigrazione delle collaboratrici domestiche.
Dettagli. A Milano loro possono far di tutto, anche far sposare le italiane con l’inganno. Tanto poi ci pensa il ministro degli Esteri egiziano a rimettere a posto le cose, denunciando il razzismo e la prevaricazione. Del nostro governo, naturalmente.

Ragazza pachistana scomparsa a Fano

FANO (PESARO URBINO), 18 GEN – Una ragazzina di pachistana di 17 anni e’ scomparsa dal centro di accoglienza per minori in difficolta’ Cante di Montevecchio, a Fano. Secondo una prima ricostruzione a portarla via sarebbe stato il padre, dal quale la minore era stata allontanata perche’ vittima di maltrattamenti in famiglia. Verso le 13:30, al rientro da scuola, e’ stata vista salire su un’auto che poi si e’ allontanata a tutta velocita’. Sono in corso ricerche e posti di blocco.

STRAGE DI CRISTIANI COPTI IN EGITTO: CONFERENZA CONGIUNTA AL CAIRO

"Tutto l’Egitto è rimasto scioccato dall’attacco di Nagaa Hamadi – ha detto il ministro Gheit – e l’intero popolo egiziano lo ha condannato. Noi ci aspettiamo che i nostri vicini europei, e in particolare l’Italia, siano i primi a comprendere quanto sta succedendo in questa zona". (Fonte: Ansa)

Il Vescovo della diocesi di Nagaa Hamadi, nella notte del 7 gennaio, aveva anticipato di un’ora la fine della Messa del Natale copto, per via di alcune minacce ricevute da parte di criminali o fondamentalisti che accusavano un cristiano copto di aver stuprato una dodicenne musulmana.

All’uscita dalla Chiesa però, tre uomini a bordo di un’auto hanno aperto il fuoco sui fedeli, uccidendo sei cristiani copti, un agente di polizia e due persone morte in seguito alle ferite riportate.

Sarebbe stato il presunto stupro a scatenare la collera dei musulmani, ma in realtà si è solo evidenziato un conflitto da sempre in atto, tra la minoranza dei cristiani ortodossi guidata da Papa Shenuda e la maggioranza musulmana, in un Paese ancora molto lontano dal processo di secolarizzazione avvenuto invece in occidente.

La comunità copta d’Egitto vive da sempre una situazione di discriminazione sociale ed amministrativa, perpetrata nei secoli dalla comunità islamica dominante e accentuatasi a partire dagli anni settanta, di pari passo con l’emergere dei gruppi integralisti.

I copti, fino alla metà del XIX secolo, erano addirittura "marchiati" da uno status particolare, lo status di dhimmi, cioè di cittadini non musulmani di uno stato guidato dalla sharia. Potevano professare il loro credo, ma con delle forti restrizioni, ed erano impedite le conversioni dall’Islam al Cristianesimo e il matrimonio di donne musulmane con cristiani.

Sono passati due secoli da quando queste leggi cominciarono a perdere efficacia, eppure negli anni, non sembra che la vita di queste comunità in Egitto, sia migliorata di molto. Dalle continue vessazioni alle stragi, come quella avvenuta nel 1981, quando un gruppo di fondamentalisti uccise 17 cristiani e ne ferì 112, fino al fenomeno del rapimento delle donne copte, convertite tuttora con la forza per essere date in moglie a uomini di fede islamica.

È dal 1976 che il Patriarca della Chiesa copta, papa Shenouda III, denuncia questa pratica alle autorità egiziane, senza suscitare l’interesse di chi governa, ma trovando appoggio solo da diverse organizzazioni per i diritti umani.

Lo stesso disinteresse mostrato nei giorni che precedevano la strage, quando le minacce di criminali ed integralisti, e il messaggio inviato al vescovo della diocesi di Nagaa Hammadi: "È il tuo turno", erano passati più che inosservati.