Assad in Egitto per colloqui, teme una guerra con Israele

Secondo diversi media arabi il presidente siriano Bashar Assad era in viaggio ieri sera per l’Egitto, per discutere con il presidente Hosni Moubarak della situazione regionali e dei crescenti timori di una possibile guerra tra Israele e Siria. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Si tratterebbe della prima visita di Assad in Egitto in quattro anni. Secondo un commentatore siriano Assad, che la scorsa settimana ha negato che la Siria abbia fornito missili Scud al gruppo sciita libanese Hezbollah, dovrebbe chiarire a Mubarak che questa informazione è falsa. Il presidente siriano sostiene che questa accusa è solo "una scusa di Israele per fare propaganda di guerra". Intanto secondo quanto scrive il New York Times, anche il premier libanese Rafik Hariri, durante la sua visita a Roma di ieri, ha respinto le accuse di Israele, mentre il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha reso noto che continuerà a seguire da vicino questa vicenda, dopo aver convocato un diplomatico siriano a Washington per avere chiarimenti al riguardo. &

Al via campagna pro poligamia

Una campagna a favore della poligamia che mira a "combattere il nubilato" e a "proteggere le vedove e le divorziate". E’ questa l’iniziativa, prima nel suo genere, lanciata in Egitto dall’associazione locale ‘Wifaq’, secondo quanto riferisce il quotidiano kuwaitiano ‘Al-Ray’. Con un volantino diffuso nelle moschee e nei caffé dei quartieri popolari del Cairo e di Alessandria, l’associazione ha annunciato di aver dato il via ai colloqui tra uomini sposati e donne vedove, divorziate o nubili che desiderano unirsi in matrimonio e che non hanno nulla in contrario ad accettare lo status di seconda moglie. E’ uno scopo "altamente sociale" quello che si prefigge l’associazione con questo servizio. Un problema, quello del nubilato, che "può essere risolto solo con misure coraggiose". Secondo il volantino, "non si può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, respingendo senza alcun motivo ciò che Dio ha reso lecito per motivi sociali". La reazione della ‘controparte’ femminile non si è fatta attendere e un gruppo di associazioni per i diritti delle donne ha presentato ben 14 ricorsi al procuratore generale egiziano perché vieti immediatamente la campagna a favore della poligamia, che rischia di rafforzare la discriminazione e la disparità tra i sessi.

"Se anche la sharia ha dato all’uomo il diritto di sposare più di una donna, la stessa sharia e la legge puniscono l’uso arbitrario di un diritto", ha detto l’avvocato Ahmad Abd al-Mawjud, che assiste una delle organizzazioni contrarie all’iniziativa. Senza contare che l’attività di ‘Wifaq’ è tutt’altro che benefica, dal momento che "il servizio costa 100 ghinee", pari a circa 14 euro. "Una somma molto elevata" se rapportata al potere d’acquisto dell’egiziano medio, ha sottolineato l’avvocato.

Iraq annuncia uccisione leader di al Qaeda al-Masri

Lo hanno detto oggi il premier iracheno e l’esercito Usa.

Il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki ha detto che i servizi segreti iracheni hanno trovato e ucciso il leader di al Qaeda in Iraq, Abu Ayyub al-Masri, e Abu Omar al-Baghdadi, presunto leader di un gruppo affiliato di al Qaeda, lo Stato islamico d’Iraq.

L’esercito americano ha confermato la notizia.

"La morte di questi due terroristi è un colpo potenzialmente devastante ad al Qaeda in Iraq", hanno detto le forze Usa in Iraq in un comunicato.

Dopo le elezioni del 7 marzo sono partiti negoziati sulla formazione di un governo di coalizione che dovrebbe scegliere il prossimo primo ministro. Le trattative potrebbero impiegare settimane se non mesi. Intanto, attacchi suicidi e attentati da parte di ribelli di origine sunnita continuano a rendere instabile il Paese.

Maliki, che spera in un secondo mandato, ha detto che Masri – anche noto come Abu Hamza al-Muhajir, che si ritiene di origine egiziana – e Baghdadi sono stati uccisi a Thar-Thar, un’area rurale a 80 km a ovest di Baghdad, considerata come una base di al Qaeda.

L’operazione è avvenuta negli ultimi due giorni.

"L’attacco è stato compiuto da forze di terra, che hanno circondato la casa, e anche attraverso l’uso di missili", ha detto Maliki in conferenza stampa. "Anche le forze Usa hanno partecipato".

Maliki ha aggiunto che la casa è stata distrutta e i due corpi sono stati trovati in una buca nel terreno nella quale si nascondevano.

Negli scorsi anni vi sono state notizie discordanti sulla sorte dei due leader di al Qaeda in Iraq.

Due bombe in centro sfollati

Almeno 25 morti e molti feriti a causa di due potenti esplosioni provocate da due kamikaze in un campo sfollati di Kohat, in Pakistan.

Lo riporta Geo News. Secondo testimonianze, il primo scoppio c’e’ stato durante la distribuzione del cibo, mentre il secondo 10 minuti dopo quando le persone sono accorse per soccorrere le vittime della prima bomba. Geo News aggiunge che molti feriti sono in condizioni critiche. Il centro ospita sfollati della regione tribale vicina al confine afghano.

Alla scoperta dell''Antico Egitto

Alla presentazione rivolta alla stampa sono intervenuti il Direttore della Fondazione per il Museo "Claudio Faina" Giuseppe Maria Della Fina, il Presidente della Fondazione CRO Vincenzo Fumi e Claudio Bizzarri coordinatore scientifico del programma di studi da parte dell’Università dell’Arizona Tucson che si svolgono ad Orvieto.
La mostra-laboratorio, illustrata dalla responsabile dott.ssa Massimiliana Pezzi, offre la possibilità di vedere da vicino oggetti che sono riproduzioni fedelissime di reperti conservati in importanti musei egizi del mondo. Queste opere riprodotte da un artigiano su commissione delle stesse istituzioni museali e che ha avuto quindi la possibilità di vedere da vicino gli originali per riprodurne con esattezza materiali, colori e misure, favoriscono un approccio diretto all’oggetto che può essere guardato da vicino e toccato. L’attività didattica che ne segue coglie nel segno di quella che è una finalità fondamentale dell’istituzione museale, infatti mentre il compito della scuola è quello di dare esaurienti e aggiornati quadri di sintesi, la didattica museale non deve offrire "certezze date", ma trasmettere la complessità insegnando ad osservare con attenzione i particolari e ad interrogarsi sui contesti contribuendo a comprendere il grande lavoro di ricerca e le molte sfumature che stanno dietro le sintesi proposte nei libri.
In occasione di questa mostra-laboratorio, inoltre, vengono esposti quattro ushabti, statuette funerarie egizie e alcune collanine che provengono da scavi ottocenteschi nel territorio dell’Etruria e testimoniano la moda di mettere in contesti funerari dell’Italia antica piccoli oggetti egizi.
L’esposizione che è stata aperta oggi, sarà implementata in autunno da modelli architettonici molto utili a spiegare ai più piccoli le tecniche costruttive utilizzate dagli Egizi sia per le case sia per monumenti quali le piramidi e i templi.
Ad affiancare l’esposizione ci saranno interventi di didattica della storia, seguiti da operatori pronti a guidare i più piccoli anche alla scoperta della lettura dei geroglifici, e una serie di conferenze tenute da studiosi di chiara fama che si svolgeranno presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. La conferenza di apertura sul tema "Iside a Pompei", si terrà nel pomeriggio del 10 giugno 2010 e sarà affidata a Stefano De Caro, Direttore Generale per l’Archeologia del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Per la primavera del 2011 è invece prevista l’apertura di una grande mostra dal titolo provvisorio "Fascino dell’Egitto antico" che si articolerà su due sedi: Palazzo Faina e Palazzo Coelli alla quale si sta lavorando da un anno in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e il Museo delle antichità egizie di Torino.
Un evento culturale di grande spessore, di cui per ora si sa che, sarà un lungo il percorso espositivo in cui verranno esposti reperti che hanno come comune denominatore la provenienza da contesti di scavo e che verranno prestati appositamente da alcune delle principali Soprintendenze italiane. Nelle collezioni del nostro paese, infatti, i reperti egizi sono molto presenti e questa sarà una delle iniziative volte a valorizzare tale patrimonio diffuso.
Sarcofagi, mummie, corredi funerari permetteranno di fare un viaggio nel tempo per scoprire la lunga storia della civiltà egiziana e le differenze culturali che ne segnarono le fasi di sviluppo: dai lunghi periodi di unità nazionale e quelli di affermazione dei poteri provinciali. Non mancheranno altresì reperti capaci di affrontare temi quali la scrittura e la mummificazione anche sotto una chiave accattivante e divulgativa.
Una ricostruzione storica che non elenca dati, nomi e date né incastra i frammenti del passato in griglie precostituite, ma interpreta emotivamente cercando di restituire alle tracce di questa civiltà l’anima stessa, la qualità umana di questo antico popolo.

In occasione dell’apertura della mostra-laboratorio "Alla scoperta dell’Antico Egitto. Giochi, tuniche, parrucche e trucchi al tempo dei faraoni" che è anche propedeutica all’evento della primavera del prossimo anno, la Fondazione per il Museo "Claudio Faina" ha completamente rinnovato l’apparato didascalico del museo stesso. Lo scopo è quello di offrire ai visitatori la possibilità di comprendere a fondo le caratteristiche dei reperti esposti. Per ciascuno di essi viene segnalata la datazione, l’attribuzione e il contesto di provenienza quando esso è noto. Vengono forniti anche gli strumenti di base per comprendere l’uso antico dei singoli oggetti e capire il significato delle scene eventualmente raffigurate su di essi.
In questo senso, l’eccezionale raccolta di vasi attici a figure nere e rosse presenti lungo il percorso espositivo consente di avere un’idea esauriente della mitologia greca che influenzò a fondo l’immaginario delle aristocrazie etrusche.
Il nuovo apparato didascalico è sia in italiano che in inglese e denota quindi un’attenzione particolare per i visitatori stranieri che rappresentano una parte consistente del pubblico del museo.
Le traduzioni, che hanno comportato una rivisitazione dei testi originari per venire incontro alle esigenze di persone con una preparazione classica diversa dalla nostra, sono state realizzate dalla dott.ssa Nancy Leo dell’Università dell’Arizona. La giovane studiosa, infatti, sta seguendo un corso indipendente di studi in archeologia classica all’interno dei programmi scolastici che l’università statunitense svolge presso la sede di Orvieto Studi con il coordinamento del prof. Claudio Bizzarri.

Nuove opportunità, dunque, per la promozione del patrimonio della Città di Orvieto che, come ha sintetizzato il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, Vincenzo Fumi, dalla collaborazione pubblico-privato promuove la cultura e con essa lo sviluppo economico.

Scoperta mummia di donna di epoca greco-romana

Lo ha annunciato in un comunicato il Consiglio Supremo delle Antichità egiziane. Della lunghezza di un metro e in gesso, il sarcofago rappresenta una figura femminile con indosso abiti romani e contiene la mummia di una donna o di una giovane la cui morte risale a 2300 anni fa. Gli archeologi hanno riportato alla luce anche una placca in oro che rappresenta i quattro figli di Horus, il dio con la testa di falco oltre che dei recipienti in argilla e in vetro, sul sito dell’oasi di Bahariya, circa 300 chilometri a sud ovest del Cairo. Il sito, contenente 14 tombe, è stato scoperto nel corso di alcuni lavori per la costruzione di un centro per la gioventù. Sarà posto sotto il controllo del Consiglio Supremo delle Antichità. Nel 1996 gli archeologi avevano scoperto nello stesso sito una vasta zona di sepolture contenente centinaia di mummie.

Aumentare pressioni su Iran

Dopo la firma a Praga del nuovo trattato Start tra Russia e Stati Uniti, a Washington si aprono i lavori del Nuclear Security Summit: i leader di 47 Paesi discuteranno di sicurezza e terrorismo nucleare, cercando di trovare un terreno comune e una base di partenza per il lavoro degli anni a venire. «La minaccia di un conflitto nucleare è ora diminuita. È invece aumentata la minaccia di terrorismo nucleare – ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton -. Vogliamo che l’attenzione mondiale sia concentrata su quello che è necessario fare, a fronte degli sforzi di Al Qaeda e di altri gruppi terroristici per assicurarsi sufficiente materiale nucleare per provocare terribile distruzione e perdite di vite umane da qualche parte nel mondo». È atteso negli Stati Uniti anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che parteciperà ai lavori del summit, ma per il momento non ha in programma un incontro bilaterale con il presidente Barack Obama. L’obiettivo della due giorni voluta da Obama è trovare un terreno comune e fissare le linee guida che consentano di proseguire con le politiche di non proliferazione nucleare e di rispondere in modo deciso alla minaccia di terrorismo nucleare, che il presidente americano ha descritto come «il maggiore pericolo per la sicurezza nazionale».

IRAN – Il leader degli Stati Uniti si aspetta «azioni specifiche e concrete» dal summit. Ad un gruppo di giornalisti, dopo avere incontrato il presidente cinese Hu Jintao, Obama ha detto che «alla fine della riunione vedremo che ogni nazione sta mettendo in cantiere azioni specifiche e concrete che renderanno il mondo più sicuro». Obama e Hu Jintao hanno parlato anche della questione del nucleare iraniano, trovandosi d’accordo sulla necessità di aumentare le pressioni su Teheran.

OBIETTIVO AMBIZIOSO - Il summit di Washington, spiegano fonti della Casa Bianca, è quasi senza precedenti: l’ultimo evento di tale portata fu quello organizzato nel 1945 dall’allora presidente americano Harry Truman a San Francisco, quando si gettarono le fondamenta delle Nazioni Unite. L’obiettivo che si è posto Obama è altrettanto ambizioso: «Il presidente vuole che entro quattro anni le scorte di uranio altamente arricchito in ogni parte del globo siano soggette a misure di sicurezza estremamente rigide. La maggior parte dei Paesi a livello globale hanno interesse a limitare la minaccia di terrorismo nucleare» ha detto Steven Pifer, esperto della Brookings Institution. Oltre al summit in sé, si guarda anche agli incontri bilaterali che il presidente Obama ha organizzato a margine dei lavori ufficiali. Alcuni si sono tenuti domenica, il primo alla Blair House (la residenza dove sono ospitati i capi di Stato in visita alla Casa Bianca) con il primo ministro indiano Manmohan Singh. Poi Obama ha incontrato il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev, il primo ministro del Pakistan Yousaf Raza Gilani e il presidente sudafricano Jacob Zuma (al primo bilaterale a Washington).

QUESTIONE IRAN - Tra i temi in discussione durante gli incontri una delle questioni centrali della politica estera di Obama: l’Iran e la necessità di avviare sanzioni contro Teheran. «È una questione separata dall’agenda del summit, comunque gli Stati Uniti continuano a lavorare con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per fare pressione affinché l’Iran si attenga ai propri obblighi nell’ambito dei trattati di non proliferazione nucleare e Obama ne discuterà durante alcuni dei bilaterali» ha spiegato Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale. Tra gli incontri in programma per Obama, il più importante è quello con il premier cinese Hu Jintao, durante il quale dovrebbero essere affrontate anche questioni valutarie, alla luce della visita in Cina del segretario al Tesoro Timothy Geithner e dopo che il governo Obama ha deciso di posticipare la diffusione del rapporto in cui la Cina potrebbe essere ufficialmente accusata di manipolare il valore della propria valuta (la pubblicazione era prevista per il 15 aprile). Obama accoglierà le delegazioni alle 17 di lunedì, le 23 in Italia, quindi la discussione in seduta plenaria si terrà martedì dalle 15 alle 22 italiane, quando sarà diffuso un comunicato finale. Lunedì sono previsti bilaterali con i leader di Giordania, Malaysia, Armenia, Cina (l’incontro con Hu Jintao è atteso alle 14.30, le 20.30 in Italia) e Ucraina (è la prima occasione di incontro con il presidente Viktor Yanukovych dopo le elezioni).

La bocca del lupo al BAFICI

Al via la dodicesima edizione del BAFICI, Festival del cinema indipendente di Buenos Aires, che si tiene nella capitale argentina dal 7 al 18 aprile 2010. Presenti nella selezione ufficiale alcuni titoli importanti, tra cui La bocca del lupo di Pietro Marcello, già vincitore del Festival del cinema di Torino 2009 e passato con successo anche alla Berlinale nel 2010. Oltre al film di Marcello, unico italiano nella sezione ufficiale internazionale, troviamo anche Ajami di Shandar Copti e Yaron Shani, film israeliano candidato ai recenti premi Oscar, Paraíso di Héctor Gálvez, passato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, The Robber del regista tedesco Benjamin Heisenberg, in concorso al Festival di Berlino, e l’animazione Mary and Max del già premio Oscar Adam Elliot (Harvie Krumpet, categoria Short Animation 2003), passato al Sundance Film Festival.Oltre al concorso internazionale, il BAFICI presenta la sezione "Cine del futuro", unitamente a focus specifici sul cinema argentino, il concorso ufficiale lungometraggio e la sezione cortometraggio. Ieri sera la cerimonia inaugurale con la proiezione del film Secuestro y muerte del regista argentino Rafael Fillipelli, classe 1938, che per certi aspetti ricorda il film di Marco Bellocchio Buongiorno, notte

Netanyahu non va a vertice nucleare

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, non parteciperà al vertice nucleare di Washington previsto per il 12 e 13 aprile. La decisione di annullare il viaggio negli Stati Uniti è stata causata dalla presa di posizione di Egitto e Turchia, che hanno intenzione di sollevare nel corso del summit la questione dell’atomica in mano allo Stato ebraico, mai ammessa ufficialmente ma neanche mai negata.

In rappresentanza dello Stato di Israele sarà però presente il ministro dell’Energia e responsabile dell’Intelligence, Dan Meridor. A riferirlo responsabili dell’ufficio di Netanyahu.

Il problema sarebbe emerso a causa del programma nucleare israeliano, mai pubblicamente ammesso ma sulla cui esistenza sono tutti concordi nella comunità internazionale. Anche perché Israele è stato l’unico Stato, tra quelli partecipanti al programma di sicurezza, a non aderire al trattato di non proliferazione nucleare.

al-Qaeda minaccia: ''Colpiremo la nazionale italiana''

Il gruppo terroristico di al-Qaeda nel Maghreb islamico ha minacciato di colpire la nazionale di calcio italiana nel corso della sua partecipazione ai Mondiali che si terranno a giugno in Sudafrica. La minaccia è contenuta in un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista online di al-Qaeda nel Maghreb islamico.

"Si avvicinano i campionati mondiali di calcio – si legge nell’articolo firmato dall’algerino Muhammad al-Salafi – e fervono i preparativi per ospitare le nazionali e tra loro ci sono anche quelle dei paesi che stanno conducendo una campagna crociata contro l’Islam". I terroristi sottolineano come l’evento rappresenti una grossa occasione a livello mediatico per al-Qaeda perché "i campionati sono seguiti dai telespettatori di tutto il mondo e trasmessi da decine di emittenti. In un solo momento tutto il mondo potrà venire a conoscenza delle sofferenze dei bambini musulmani e delle nostre donne attraverso i nostri attentati".

Sul sito si parla poi degli incontri di calcio durante i quali eseguire gli attentati: "Che sorpresa sarà quando in un incontro tra Stati Uniti e Inghilterra trasmesso in diretta si sentirà in uno stadio pieno di spettatori il rumore di un’esplosione e ci saranno decine o centinaia di cadaveri". La partita a cui si fa riferimento è in programma allo stadio di Rustenburg il 12 giugno.

I terroristi avvertono quindi che i loro uomini seguiranno in particolare "le partite del gruppo C, dove giocano Stati Uniti e Inghilterra, ma anche le altre saranno prese di mira, e in particolare il girone A dove gioca la Francia, il girone D della Germania e quello F con l’Italia. Tutti questi paesi partecipano alla guerra crociata contro l’Islam".

Le minacce di attentati contro la nazionale italiana e contro partecipanti ai campionati mondiali di calcio sono contenute all’interno del secondo numero della rivista di al-Qaeda nel Maghreb islamico intitolata ‘Mushtaqqat al-Janna’ (ovvero, ‘Coloro che desiderano il Paradiso’) apparsa la scorsa notte in alcuni forum jihadisti su Internet. La diffusione di questo genere di minacce era stata preannunciata ieri sera da un membro del forum di ‘al-Fallujah’, Karim al-Maghrebi, ma gli altri membri del sito jihadista non gli avevano dato credito.