La Carfagna parte civile contro il pakistano che ha ucciso la moglie

Il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, chiederà di essere ammessa parte civile nel processo contro Hamad Khan Butt, l’uomo di origine pakistana che a Novi, nel Modenese, ha ucciso a colpi di pietra la moglie, ritenuta colpevole di difendere la loro figlia che si ribellava a un matrimonio combinato.

LA RAGAZZA IN COMA FARMACOLOGICO - La giovane, vittima dell’aggressione del padre e del fratello, è ora in coma farmacologico. Dopo essere stata operata domenica nel tardo pomeriggio per trauma cranico maggiore, Nosheen di 20 anni è ricoverata in terapia intensiva al Nuovo Ospedale S. Agostino- Estense di Modena. La prognosi è riservata.

IL MINISTRO: «VICINA ALLE GIOVANI IMMIGRATE» – «Anche questo è un modo per essere vicina alle giovani immigrate, per far capire che il nostro Paese è con loro ogni volta che vedono lesa la libertà e il diritto di essere cittadine libere» ha detto il ministro. «Chi compie violenze e abusi contro le donne, chi addirittura pensa di disporre della loro vita, non può e non deve trovare accoglienza nel nostro Paese, perché‚ l’Italia rifiuta e respinge con decisione qualunque forma di prevaricazione degli uomini sulle donne. E, non a caso, punisce severamente chi, italiano o no, si macchia di questo genere di reati. Non ci sono alibi o scusanti dinanzi a questi "deliri patriarcali».

APPELLO AI GIUDICI - «Faccio appello alla magistratura – conclude Carfagna – perché‚ giudichi senza sconti gli autori di questa tragedia. E alle giovani straniere, che nel nostro Paese stanno costruendo il loro futuro, voglio ribadire con forza che devono denunciare ogni sopruso, liberarsi appena possono, e farlo prima che si verifichino tragedie come questa, o quella di Hiina o quella di Sanaa». (Fonte Ansa)

Frattini:Reale il rischio attentati

Quello dei rischi in Europa di nuovi attacchi terroristici «è un allarme realistico» secondo ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato ai microfoni del Tg1 il warning arrivato dagli Stati Uniti agli americani in Europa. «Non ci sono comunque obbiettivi specifici e non ci sono allarmi per l’Italia», ha aggiunto il ministro.

NON CI SONO OBIETTIVI IN ITALIA - «I principali paesi europei sono obiettivo potenziale dei terroristi, ma per l’Italia non ci sono obiettivi specifici e allarmi speciali». «È chiaro comunque – ha detto ancora Frattini – che quando arrestiamo un presunto estremista algerino a Napoli con del kit esplosivo allora abbiamo un elemento importante». Per quanto riguarda i riflessi quotidiani dell’allarme terrorismo, il ministro ha spiegato che «si traduce nell’avere più comprensione per le maggiori misure di controllo che si possono trovare ad esempio negli aeroporti».

GLI OBIETTIVI NEL MIRINO SECONDO LA FOX - Il piano terroristico contro l’Europa aveva come obiettivi a Parigi la Torre Eiffel e la Cattedrale di Notre Dame, mentre a Berlino i bersagli erano l’albergo di lusso Hotel Adlon, la stazione centrale e la torre della tv dell’Alexanderplatz. A Londra, invece, sono state rafforzare le misure di sicurezza per la famiglia reale. A rivelarlo è la Fox news, all’indomani del travel alert lanciato dagli Stati Uniti per i cittadini americani che viaggiano in Europa. Stando a quanto riferito da una fonte dell’intelligence occidentale, la lista degli obiettivi sarebbe stata fornita dal cittadino tedesco -pachistano detenuto nel carcere di Bagram, in Afghanistan, che per primo avrebbe rivelato di un piano terroristico per colpire le città europee. La Fox precisa che la lista è stata confermata da una seconda fonte di intelligence.

Un incendio distrugge la chiesa di Hagazah, nell’Alto Egitto

Luxor. Lo ha comunicato a Fides Sua Eccellenza Mons. Joannes Zakaria, Vescovo dei Copti Cattolici di Luxor, in Egitto.
"Verso l’una del mattino di lunedì 6 settembre 2010 ho ricevuto una decina di telefonate per informarmi, che era scoppiato un grande incendio nella chiesa del villaggio di Hagazah" dice a Fides Mons. Zakaria. "Quando sono arrivato a Hagazah, ho visto che l’incendio aveva distrutto tutto l’edificio della chiesa, e non si è salvato niente"
"Nei giorni successivi ho incontrato le autorità governative, ed i capi della polizia, che mi hanno informato che la causa dell’incendio è un cortocircuito. Durante l’incontro, ho chiesto loro il permesso di preparare una sistemazione provvisoria per celebrare la S. Messa, Domenica prossima, per i 600 Copti Cattolici che vivono nel villaggio di Hagazah, ma purtroppo mi hanno risposto negativamente" afferma il Vescovo di Luxor.
"Questo villaggio ha una storia difficile di violenza, tribolazioni e rapporti non molto buoni fra cristiani e musulmani" ricorda Mons. Zakaria
La chiesa Copta Cattolica di Hagazah è stata fondata dai Frati Minori Francescani nel 1890.
"Da notare che questo è il terzo incendio nella mia diocesi: tre anni fa è stato incendiato il terzo piano della casa vescovile di Luxor, e un anno fa è stata incendiata una parte della casa delle Suore Francescane Minori del Sacro Cuore nella città d’Isna. Quest’anno è stata incendiata la chiesa cattolica del villaggio di Hagazah, e nei tre casi la causa dell’incendio è stata sempre un cortocircuito" sottolinea Mons. Zakaria.
"Io, il povero parroco ed i 600 fedeli Copti Cattolici di Hagazah, abbiamo bisogno della vostra preghiera e della vostra fraternità, affinché il nostro coraggio non venga meno, e che il nostro buon Dio ci aiuti per continuare a vivere e a testimoniare la nostra fede d’amore e di pace" conclude il Vescovo di Luxor.

bruciato ad Hagaza l’ennesimo edificio cristiano

A comunicarlo all’agenzia Zenit è il vescovo dei copti cattolici di Luxor, mons. Joannes Zakaria: "Vi scrivo questo messaggio per chiedere la vostra preghiera e la vostra solidarietà – è il suo appello – io, il povero parroco e i 600 fedeli di Hagaza abbiamo bisogno della vostra preghiera e della vostra fraternità". Il presule, infatti, testimonia come si tratti del terzo incendio in pochi anni nella sua diocesi, seguito a quello del terzo piano della casa vescovile di Luxor e a quello di parte della casa delle Suore francescane minime del Sacro Cuore a Isna. La Chiesa copta di Hagaza, già teatro in passato di assalti da parte dei fondamentalisti islamici, è stata fondata dai Frati minori francescani nel 1890. In tutto l’Egitto, inoltre, la maggioranza dei cristiani è copta ed essi costituiscono il 10% della popolazione totale, che ammonta a 83 milioni di abitanti. "Ho incontrato le autorità governative – ha concluso il presule – e ho chiesto loro il permesso di preparare una nuova costruzione in cui celebrare la Messa di domenica, ma mi è stato negato". (R.B.)

Copti-Islam,bufera sul Corano

al punto da indurre l’accademia di ricerca islamica dell’università di Al Ahzar, la più prestigiosa del mondo sunnita, a convocare oggi una riunione d’emergenza. Alla base della disputa alcune affermazioni, successivamente precisate, di un alto prelato copto, che aveva fatto intendere che alcuni versetti del Corano sarebbero stati inseriti nel libro sacro dei musulmani dopo la morte del profeta Maometto. Vista l’ondata di polemiche in Egitto,il vescovo Bishoy, segretario del sinodo della chiesa copta, si è affrettato a negare di aver voluto attaccare l’Islam. L’establishment musulmano e i partiti politici si sono mobilitati contro le dichiarazioni, mentre il capo della Chiesa copta papa Shenuda III è sceso in campo per dirsi «costernato» delle dichiarazioni del vescovo. L’associazione degli avvocati islamici ha detto che pensa di avviare un’azione legale per chiedere la revoca del vescovo accusato di «minaccia» alla religione islamica. Alcuni dirigenti dei Fratelli Musulmani hanno bollato le parole di Bishoy come «irresponsabili», mentre in un comunicato il ministero dei beni religiosi ha affermato che «la fede musulmana è una linea rossa che non può essere valicata dai non musulmani». Al termine della riunione d’urgenza di oggi, presieduta dal grande imam Ahmed El Tayeb, Al Ahzar ha diffuso un comunicato nel quale respinge come «irresponsabili» le dichiarazioni del prelato copto, esprimendo preoccupazione per la sicurezza e l’unità nazionale e evocando lo spettro di «sedizioni che possono minacciare la stabilità del paese» .

VIMINALE, RIMPATRIATI 26 CLANDESTINI EGIZIANI

con un volo charter partito dallo scalo aereo di Catania, 26 cittadini egiziani facenti parte di un gruppo di 34 loro connazionali rintracciati ieri sul litorale di Giarre (CT) subito dopo essere sbarcati clandestinamente. I restanti 8 cittadini egiziani, tutti minori, sono stati affidati a strutture d’accoglienza. Lo rende noto un comunicato del Viminale.

Il rimpatrio dei citati stranieri, che si aggiunge a quello di altri 22 egiziani in corso questa settimana con piu’ voli di linea, si precisa, e’ frutto dell’ottima collaborazione da tempo instaurata tra il Ministero dell’Interno, attraverso la Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, e gli Uffici immigrazione dei Paesi del Mediterraneo dai quali originano i traffici migratori illegali.

scoperta la statua del nonno di Tutankhamon

La statua del nonno di Tutankhamon e’ stata scoperta vicino al tempio di Luxor , da un team di archeologi egiziani, secondo quanto dichiara il ministro della Cultura egiziano, Zahi Hawass. L’opera alta quattro metri, risalente a 3.400 anni fa, ritrae il faraone Amenhotep III, che indossa una doppia corona, decorata con un ureo. Il faraone, secondo gli studiosi sarebbe il nonno del giovane re Tutankhamon, che governo’ l’Egitto nel XIV secolo.

"Travel Alert" per i cittadini america in Europa

I connazionali sono stati quindi invitati a prendere precauzioni. A rischio: metropolitane , servizi ferroviari e aerei e altri luoghi affollati.

E’ stato il dipartimento di Stato di Washington ha comunicarlo , avvertendo sul rischio di attentati con diversità di mezzi ed armi e con interessi pubblici e privati.

Il "Travel Art" , non costituisce però un grave avviso di allerta, i cittadini americani potranno continuare a frequentare aree pubbliche ma cercando di prestare le adeguate attenzioni . da quanto anticipato dall’emittente radiofonica National Public Radio (Npr), e successivamente confermato venerdì dall’antiterrorismo statunitense , Osama Bin Laden sarebbe coinvolto in un complotto terroristico contro alcune città europee, in Francia, Germania e in Gran Bretagna.

L’Europa, nel frattempo, non ha suscitato particolari critiche e opposizioni dopo essere stata avvertita in anticipo dal Dipartimento di Stato. Si tratta di normali procedure cautelari adoperate da tutti gli Paesi Occidentali, comunica la Farnesina

Olanda,a processo leader estrema destra per incitamento all'odio

Wilders, che vive sotto scorta dopo avere ricevuto minacce di morte, è accusato di incitamento all’odio e discriminazione contro i musulmani, a causa di alcune dichiarazioni ai media e per avere insultato i musulmani paragonando la fede islamica al nazismo.

L’udienza del processo è stata rinviata dopo che i suoi difensori hanno avanzato dei dubbi sull’imparzialità dei giudici.

"Ho detto ciò che ho detto e non ritirerò una sola parola", ha dichiarato Wilders all’inizio dell’udienza, prima di invocare il suo diritto di restare in silenzio.

Il presidente della corte ha detto che Wilders è stato accusato in passato di evitare il confronto sulle sue idee e che oggi sembrava voler fare lo stesso. A quel punto il suo avvocato ha espresso dei dubbi sulla correttezza del processo, che hanno portato alla sua sospensione.

Il processo giunge in un momento delicato per Wilders, il cui partito di accinge ad assumere un ruolo importante nella guida del paese, con il suo sostegno esterno ad un governo di minoranza formato dai partiti Liberale (Vvd) e Cristiano-democratico (Cda).

Dopo le elezioni di giugno, il Vvd e il Cda hanno ottenuto appena 52 seggi su 150 in parlamento. con il sostegno di Wilders arrivano giusti alla maggioranza di 76 seggi

Pari Opportunità, Carfagna in Egitto per i diritti degli 'invisibili'

Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenuta ieri al Cairo alla conferenza conclusiva del programma "Poverty Alleviation and Legal Rights", realizzato in Egitto con la cooperazione italiana. Erano presenti il Ministro della Famiglia egiziano, Muchira Khattab (nella foto, insieme al Ministro Carfagna), il direttore generale della cooperazione allo sviluppo italiana, Elisabetta Belloni, e numerosi esponenti di governi africani, asiatici e della regione, esperti e rappresentanti di associazioni e organizzazioni non governative. Il progetto ha consentito l’assegnazione di oltre 150mila documenti di identità (66mila carte d’identità, 46 mila certificati di nascita e 16mila documenti a persone non registrate all’anagrafe), in maggioranza bambine e adolescenti, dando loro la possibilità di accedere ai servizi essenziali, come la scuola e la sanità.

Quello dei "bambini fantasma" è un problema assai diffuso in Egitto, e in tutto il continente africano. Un problema che, complici i flussi migratori sempre più consistenti, si è affacciato anche sulle coste italiane. "Programmi come questi – ha spiegato Carfagna – aiutano i Paesi in difficoltà ad affrontare i loro problemi, ma anche l’Europa – e in primo luogo l’Italia, che, insieme alla Spagna, ne è la porta d’accesso – a prevenire l’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani. E’ un investimento perché nel nostro Paese ci sia un’immigrazione regolare e di qualità, che non pregiudichi la sicurezza dei cittadini". Il Ministro ha annunciato inoltre, che la cooperazione italiana finanzierà in Egitto un progetto di assistenza tecnica e tecnologica per una campagna di sensibilizzazione sul territorio per contrastare fenomeni come quello della non registrazione delle nascite e della mutilazione genitale femminile.