Copti-Islam,bufera sul Corano

al punto da indurre l’accademia di ricerca islamica dell’università di Al Ahzar, la più prestigiosa del mondo sunnita, a convocare oggi una riunione d’emergenza. Alla base della disputa alcune affermazioni, successivamente precisate, di un alto prelato copto, che aveva fatto intendere che alcuni versetti del Corano sarebbero stati inseriti nel libro sacro dei musulmani dopo la morte del profeta Maometto. Vista l’ondata di polemiche in Egitto,il vescovo Bishoy, segretario del sinodo della chiesa copta, si è affrettato a negare di aver voluto attaccare l’Islam. L’establishment musulmano e i partiti politici si sono mobilitati contro le dichiarazioni, mentre il capo della Chiesa copta papa Shenuda III è sceso in campo per dirsi «costernato» delle dichiarazioni del vescovo. L’associazione degli avvocati islamici ha detto che pensa di avviare un’azione legale per chiedere la revoca del vescovo accusato di «minaccia» alla religione islamica. Alcuni dirigenti dei Fratelli Musulmani hanno bollato le parole di Bishoy come «irresponsabili», mentre in un comunicato il ministero dei beni religiosi ha affermato che «la fede musulmana è una linea rossa che non può essere valicata dai non musulmani». Al termine della riunione d’urgenza di oggi, presieduta dal grande imam Ahmed El Tayeb, Al Ahzar ha diffuso un comunicato nel quale respinge come «irresponsabili» le dichiarazioni del prelato copto, esprimendo preoccupazione per la sicurezza e l’unità nazionale e evocando lo spettro di «sedizioni che possono minacciare la stabilità del paese» .

VIMINALE, RIMPATRIATI 26 CLANDESTINI EGIZIANI

con un volo charter partito dallo scalo aereo di Catania, 26 cittadini egiziani facenti parte di un gruppo di 34 loro connazionali rintracciati ieri sul litorale di Giarre (CT) subito dopo essere sbarcati clandestinamente. I restanti 8 cittadini egiziani, tutti minori, sono stati affidati a strutture d’accoglienza. Lo rende noto un comunicato del Viminale.

Il rimpatrio dei citati stranieri, che si aggiunge a quello di altri 22 egiziani in corso questa settimana con piu’ voli di linea, si precisa, e’ frutto dell’ottima collaborazione da tempo instaurata tra il Ministero dell’Interno, attraverso la Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, e gli Uffici immigrazione dei Paesi del Mediterraneo dai quali originano i traffici migratori illegali.

scoperta la statua del nonno di Tutankhamon

La statua del nonno di Tutankhamon e’ stata scoperta vicino al tempio di Luxor , da un team di archeologi egiziani, secondo quanto dichiara il ministro della Cultura egiziano, Zahi Hawass. L’opera alta quattro metri, risalente a 3.400 anni fa, ritrae il faraone Amenhotep III, che indossa una doppia corona, decorata con un ureo. Il faraone, secondo gli studiosi sarebbe il nonno del giovane re Tutankhamon, che governo’ l’Egitto nel XIV secolo.

"Travel Alert" per i cittadini america in Europa

I connazionali sono stati quindi invitati a prendere precauzioni. A rischio: metropolitane , servizi ferroviari e aerei e altri luoghi affollati.

E’ stato il dipartimento di Stato di Washington ha comunicarlo , avvertendo sul rischio di attentati con diversità di mezzi ed armi e con interessi pubblici e privati.

Il "Travel Art" , non costituisce però un grave avviso di allerta, i cittadini americani potranno continuare a frequentare aree pubbliche ma cercando di prestare le adeguate attenzioni . da quanto anticipato dall’emittente radiofonica National Public Radio (Npr), e successivamente confermato venerdì dall’antiterrorismo statunitense , Osama Bin Laden sarebbe coinvolto in un complotto terroristico contro alcune città europee, in Francia, Germania e in Gran Bretagna.

L’Europa, nel frattempo, non ha suscitato particolari critiche e opposizioni dopo essere stata avvertita in anticipo dal Dipartimento di Stato. Si tratta di normali procedure cautelari adoperate da tutti gli Paesi Occidentali, comunica la Farnesina

Olanda,a processo leader estrema destra per incitamento all'odio

Wilders, che vive sotto scorta dopo avere ricevuto minacce di morte, è accusato di incitamento all’odio e discriminazione contro i musulmani, a causa di alcune dichiarazioni ai media e per avere insultato i musulmani paragonando la fede islamica al nazismo.

L’udienza del processo è stata rinviata dopo che i suoi difensori hanno avanzato dei dubbi sull’imparzialità dei giudici.

"Ho detto ciò che ho detto e non ritirerò una sola parola", ha dichiarato Wilders all’inizio dell’udienza, prima di invocare il suo diritto di restare in silenzio.

Il presidente della corte ha detto che Wilders è stato accusato in passato di evitare il confronto sulle sue idee e che oggi sembrava voler fare lo stesso. A quel punto il suo avvocato ha espresso dei dubbi sulla correttezza del processo, che hanno portato alla sua sospensione.

Il processo giunge in un momento delicato per Wilders, il cui partito di accinge ad assumere un ruolo importante nella guida del paese, con il suo sostegno esterno ad un governo di minoranza formato dai partiti Liberale (Vvd) e Cristiano-democratico (Cda).

Dopo le elezioni di giugno, il Vvd e il Cda hanno ottenuto appena 52 seggi su 150 in parlamento. con il sostegno di Wilders arrivano giusti alla maggioranza di 76 seggi

Pari Opportunità, Carfagna in Egitto per i diritti degli 'invisibili'

Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenuta ieri al Cairo alla conferenza conclusiva del programma "Poverty Alleviation and Legal Rights", realizzato in Egitto con la cooperazione italiana. Erano presenti il Ministro della Famiglia egiziano, Muchira Khattab (nella foto, insieme al Ministro Carfagna), il direttore generale della cooperazione allo sviluppo italiana, Elisabetta Belloni, e numerosi esponenti di governi africani, asiatici e della regione, esperti e rappresentanti di associazioni e organizzazioni non governative. Il progetto ha consentito l’assegnazione di oltre 150mila documenti di identità (66mila carte d’identità, 46 mila certificati di nascita e 16mila documenti a persone non registrate all’anagrafe), in maggioranza bambine e adolescenti, dando loro la possibilità di accedere ai servizi essenziali, come la scuola e la sanità.

Quello dei "bambini fantasma" è un problema assai diffuso in Egitto, e in tutto il continente africano. Un problema che, complici i flussi migratori sempre più consistenti, si è affacciato anche sulle coste italiane. "Programmi come questi – ha spiegato Carfagna – aiutano i Paesi in difficoltà ad affrontare i loro problemi, ma anche l’Europa – e in primo luogo l’Italia, che, insieme alla Spagna, ne è la porta d’accesso – a prevenire l’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani. E’ un investimento perché nel nostro Paese ci sia un’immigrazione regolare e di qualità, che non pregiudichi la sicurezza dei cittadini". Il Ministro ha annunciato inoltre, che la cooperazione italiana finanzierà in Egitto un progetto di assistenza tecnica e tecnologica per una campagna di sensibilizzazione sul territorio per contrastare fenomeni come quello della non registrazione delle nascite e della mutilazione genitale femminile.

A Milano niente moschea

"Fino a quando non c’è una garanzia da parte del governo, la moschea a Milano non si fa". Lo ha detto il sindaco Letizia Moratti parlando alla Festa della Libertà. "A Milano ci sono già luoghi di culto – ha aggiunto fra gli applausi – Roma ha una grande moschea perché qualcuno si è preso la responsabilità di realizzarla".

Qualche settimana fa era il stato l’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, a lanciare un appello sulla necessità che nel capoluogo lombardo venga realizzata una moschea per la sua numerosa comunità islamica: contro di lui era scesa in campo la Lega Nord.

In seguito è stata la stessa Cei, la Conferenza episcopale italiana, a ribadire la tesi dell’arcivescovo attraverso monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della commissione Cei per l’evangelizzazione dei popoli e il dialogo fra le Chiese, il quale ha detto che la realizzazione di una moschea a Milano "non è un affronto alla nostra sede".

Obama-Medvedev, preoccupa Iran

Obama e Medvedev hanno parlato delle "continue rispettive preoccupazioni per la sfida dell’Iran rispetto ai suoi obblighi internazionali". Il presidente Usa e quello russo ne hanno parlato oggi al telefono e hanno affrontato anche altri temi come la rispettiva volontà di ratificare il trattato Start e l’appoggio ai referendum in Sudan. Obama ha chiamato Medvedev per riconoscere che la Russia ha risolto una serie di questioni bilaterali entro settembre, in vista della sua adesione alla Wto.

Caso ancora sotto esame

La giustizia iraniana prosegue l’esame del caso di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la cui condanna a morte per lapidazione è stata sospesa lo scorso luglio. A confermarlo è il ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mehmanparast, in occasione del punto stampa settimanale. "La situazione della signora Mohammadi-Ashtiani è ancora sotto esame", ha detto. "Il verdetto (di lapidazione) per adulterio è stato sospeso e viene attualmente riesaminato. Un nuovo procedimento per omicidio e complicità in omicidio è all’esame della giustizia".

Ma le ultime dichiarazioni del figlio 1 non fanno ben sperare. E mentre la comunità internazionale continua a mobilitarsi 2 per le sorti della donna, madre di due figli e già condannata a 99 frustate, raccogliendo firme e protestando, il governo iraniano avverte che non permetterà che questo diventi "un caso politico e di diritti umani". "Alcuni dirigenti occidentali, inclusi i ministeri degli esteri di Francia e Italia, si sono inseriti nella vicenda ma purtroppo sulla base di informazioni false", ha concluso il portavoce Mehmanparast.

Ma la comunità internazionale non cambia la sua posizione e, alle condanne dei singoli Paesi, si aggiunge quella della Comunità Europea. Il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, in occasione del primo discorso sullo stato dell’Ue, tenuto davanti la Parlamento a Strasburgo, si è detto "scioccato per come i diritti delle donne vengano calpestati in certi Paesi, e sono scioccato di come Sakineh Ashtiani sia stata condannata alla lapidazione. E’ un atto efferato". "Nell’Ue noi condanniamo questi atti, che non hanno giustificazione morale nè religiosa", ha aggiunto Barroso, sottolineando come per l’Ue "i diritti umani non siano negoziabili". Il presidente ha anche ribadito che "in Europa non c’è posto per il razzismo e la xenofobia. Su questioni così delicate tutti dobbiamo agire con sensibilità e non risvegliare i fantasmi del passato". "I governi devono rispettare i diritti delle minoranze", ha aggiunto, riferendosi indirettamente alla questione delle espulsioni dei rom attuate dalla Francia.

Dopo aver ricordato che la costruzione di un’area di libertà, sicurezza e giustizia è un obiettivo "fondamentale" per l’Europa, Barroso ha anche sottolineato che "tutti i cittadini devono rispettare la legge e i governi devono rispettare i diritti umani, compresi quelli delle minoranze". Gli immigrati regolari, per Barroso, troveranno un’Europa dove i valori umani sono rispettati e applicati. Ma contemporaneamente si agirà per combattere lo sfruttamento dell’immigrazione illegale. La Commissione, ha detto ancora, presenterà nuove proposte per il controllo delle frontiere esterne.

Centinaia di Shabab circondano Mogadiscio

sono stati concentrati in un campo di addestramento che si trova alla periferia di Mogadiscio. Secondo quanto riferisce la radio locale "Shabelle", ieri alcune centinaia di combattenti islamici sono stati radunati nel campo di addestramento di Maslah, nella parte nord della capitale somala.
I giovani combattenti islamici stanno svolgendo un breve addestramento in vista di una nuova offensiva dei ribelli contro le truppe del governo transitorio somalo e quelle del contingente africano Amisom. «Queste nuove forze – ha spiegato lo sceicco Ali Mahmoud Ruge, portavoce degli Shabab – faranno parte del contingente impiegato per l’offensiva finale contro gli invasori di Mogadiscio».